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Il discorso memorabile di Oprah Winfrey ai Golden Globes 2018

È stato un discorso potente e toccante quello che Oprah Winfrey ha pronunciato ai Golden Globes. La conduttrice ha parlato di diritti civili e si è rivolta alle donne vittime di violenza, ringraziandole per il loro coraggio.

Oprah Winfrey ai Golden Globes 2018

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Oprah Winfrey è stata una delle indiscusse protagoniste dei Golden Globes 2018, mai come quest'anno all'insegna delle donne, del loro coraggio e a sostegno dell'empowerment femminile. La conduttrice e attrice è salita sul palco per ritirare il Cecil B.De Mille, il Golden Globe alla carriera, e ha tenuto un discorso di circa 9 minuti che è destinato a entrare nella storia di Hollywood, e non solo. In qualità di prima donna afroamericana a ricevere il prestigioso riconoscimento, Oprah ha scelto di parlare di diritti civili e di uguaglianza.

La Winfrey ha ricordato Sidney Poitier, il primo uomo di colore a vincere un Oscar: "Nel 1964, ero una ragazzina seduta sul pavimento in linoleum a casa di mia madre nel Milwaukee che stava guardando Anne Bancroft consegnare l’Oscar come miglior attore durante la 36esima edizione degli Academy Awards. Aprì la busta e pronunciò sei parole che hanno fatto la storia: 'Il vincitore è Sidney Poitier'. Sul palco arrivò l’uomo più elegante che io avessi mai visto. Aveva camicia e papillon bianchi e la sua pelle era nera. Non avevo mai visto un uomo nero celebrato in quel modo", ha raccontato Oprah.

La conduttrice televisiva ha poi aggiunto: "Nel 1982, Sidney ha ricevuto il Cecil B.De Mille alla carriera. Mi fa un certo effetto pensare che in questo momento ci siano delle ragazzine che stanno guardando me, la prima donna nera, che riceve lo stesso premio".

Oprah Winfrey si è rivolta alle donne in platea - quelle che come lei hanno deciso di vestirsi di nero in segno di lutto per quanto accaduto negli ultimi mesi in seguito allo scandalo Weinstein - ma soprattutto alle donne comuni.

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Per Oprah è fondamentale che le donne, oggi più che mai, continuino a parlare: "Quest’anno noi siamo diventate la storia. Ma non è una storia che riguarda solo l’industria dell’intrattenimento. Questa storia trascende ogni cultura, geografia, razza, religione, politica o lavoro. Questa sera io vorrei ringraziare tutte le donne che hanno sopportato anni di violenze perché magari, come mia madre, avevano bambini da crescere e bollette da pagare o sogni da inseguire". Ha poi continuato: "Sono donne di cui non conosceremo mai il nome. Sono casalinghe e contadine, lavorano nelle fabbriche, nei ristoranti, all’università, nell’ingegneria, nella medicina oppure nella scienza. Fanno parte del mondo della tecnologia, della politica e degli affari. Loro sono le nostre atlete alle Olimpiadi e i nostri soldati nell’esercito".

Oprah Winfrey ha anche ricordato Recy Taylor, una giovane donna di colore che nel 1944 venne stuprata e abbandonata sul ciglio della strada da sei uomini bianchi armati, oltre che minacciata di morte se avesse raccontato a qualcuno l'accaduto. Recy non ha mai conosciuto giustizia. "Gli uomini che hanno cercato di annientarla non sono mai stati indagati. Recy Taylor è morta dieci giorni fa, a quasi 98 anni", ha detto Oprah, lanciando un messaggio di speranza per le donne di tutto il mondo perché qualcosa (finalmente) sta davvero cambiando. 

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"Il loro tempo è finito", ha ripetuto più volte Oprah citando Time's Up, il nuovo progetto a sostegno delle vittime di molestie sul lavoro presentato nei giorni scorsi da circa 300 donne di Hollywood. "Voglio che tutte le ragazze che ora ci stanno guardando sappiano che c’è all’orizzonte un nuovo giorno, grazie a tante donne meravigliose - molte sono proprio qui, in questa stanza - e ad alcuni uomini fenomenali che stanno lottando duramente per essere i leader che ci condurranno fino al momento in cui nessuno dovrà più dire 'Me too'. Grazie!", ha concluso.

Questo coinvolgente discorso si è meritato più di una standing ovation e c'è già chi spera di vedere Oprah Winfrey in corsa per la Casa Bianca alle prossime elezioni presidenziali del 2020.

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