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Francesca Michielin parla del suo nuovo album 2640

‘Un disco denso all’udito’: così la giovane Francesca Michielin ha descritto il suo nuovo progetto discografico, 2640, in uscita il 12 gennaio per Sony Music Italy. Ecco tutto quello che l’artista ha raccontato alla presentazione ufficiale dell’album.

Francesca Michielin inaugura il nuovo anno con l’album 2640 Letizia Ragno

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Il nuovo anno discografico italiano si apre con un’artista che, dopo le soddisfazioni con l’album di20 e la sua riedizione post Sanremo 2016 di20are, si conferma una giovane da ascoltare. Lei è Francesca Michielin e il nuovo progetto in uscita il 12 gennaio ha un titolo curioso, 2640.

Il disco (su etichetta Sony Music) è un lavoro su cui la discografica tiene evidentemente parecchio se alla conferenza stampa ne arrivano in massa alti vertici e maestranze varie. In effetti, l’ascolto dell’album mette in luce una sequenza di brani che hanno una personalità, ben riconoscibile e consapevole. Qualcosa che oggi non si trova così spesso nelle nuove leve di talenti nati nella scatola televisiva.

E di strada Francesca ne ha percorsa un bel po’, a passi lunghi e cadenzati, prendendosi anche i tempi sentiti come necessari per fare bene (almeno in questi ultimi anni di rinnovato percorso artistico).

Francesca Michielin album 2640

Anche se la Michielin ancora non sa esattamente cosa vuole – è lei stessa a raccontarlo alla stampa – le fondamenta ci sono tutte perché la giovane di Bassano del Grappa ha chiaro, invece, ciò che non vuole e quello che, invece, vuole dire. Una bella e coraggiosa dichiarazione d’intenti che trova sostanza nel disco e nelle parole di Francesca.

2640: la conferenza stampa

La presentazione di 2640 si apre con una carrellata di canzoni live che la cantautrice intona destreggiandosi fra basso, sintetizzatori, pianoforte e ovviamente microfono. Immancabili, ovviamente, i due singoli che hanno anticipato l’album, Vulcano e Io non abito al mare, che come spiega Francesca introducono alcune delle sfaccettature del disco.

“Ci sono tre anime fondamentali nel disco, legate al logo Δ∇Δ (tre triangoli di altrettanti colori, ndr) – ha raccontato l’artista –. Si parte con il triangolo rosso, un Vulcano, che sul piano comunicativo rappresenta l’esplosione e l’importanza del comunicare. Poi c’è il triangolo blu a simboleggiare il Mare e il concetto di imparare ad ascoltare, sentire; infine, l’ultimo triangolo verde è la Montagna da cui provengo, se vogliamo è anche il legame con le origini. Sono elementi un po’ contrastanti ma tutti legati fra loro quasi geologicamente.”

Se sali in cima alla montagna puoi vedere il mare o almeno puoi immaginarlo. Ho voluto convogliare diverse energie insieme perché mi rappresentano.

In 2640 ben undici inediti su tredici sono firmati dalla Michielin, a riprova di una crescita anche personale con cui lasciare traccia in musica e parole. “Ho scritto la maggior parte di queste canzoni in maniera impulsiva e viscerale; sono nate in breve tempo e le ho riviste poco.

È stato un vero processo vulcanico, un’esplosione! Solo successivamente, invece, sono arrivate le collaborazioni con altri autori che sono tutti miei amici. Ci siamo scambiati molte idee e ci siamo divertiti insieme: per questo è stato tutto molto fluido.”, ha dichiarato Francesca.

2640 Francesca MichielinHDLetizia Ragno

Le anime che si muovono magmaticamente nelle tracce sono sostanzialmente riconducibili a quella dimensione oggi tanto praticata anche digitalmente che è il comunicare. E su questo la Michielin parla saggiamente: “La ricerca della velocità esasperata ci porta a comunicare di più ma quasi sempre peggio, cioè diventa più facile fraintendersi.

In questo album la comunicazione è intesa come viaggio: la mia generazione può andare dove vuole ogni giorno eppure c’è qualcosa che abbiamo perso. 2640 è un disco ampiamente pre-prodotto già in fase di scrittura ed è stato un esercizio capire quali cose tenere, potenziare o togliere. È un disco che suona denso all’udito. ”

Con questo disco mi chiedo che cosa abbiamo perso, che cosa stiamo perdendo e che cosa non vogliamo perdere.

Ogni percorso, dunque, attraverso cui Francesca conduce l’ascoltatore fa emergere la ricerca di senso di appartenenza costante, forte, in cui credere e riconoscersi come famiglia. “Il senso di famiglia per me è molto ampio, più un concetto di comunità perché ovunque vai hai bisogno di sentirti connesso”, ha spiegato.

“Con questo disco ho detto tutto quello che volevo dire.” #Buon2640

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A proposito di connessioni e comunicazione, il riferimento ai social è immediato: “Li trovo divertenti e creativi, un prolungamento artistico, ma non bisogna spostare il focus dalla musica. I social devono far capire quello che faccio, quello che canto e scrivo, sono una dimensione di condivisione ma ci deve essere sempre un equilibrio.”

Benvenuti in 2640. Un viaggio per imparare a incontrare e a incontrarsi, ma soprattutto per imparare a comunicare quello che si vuole dire anche senza parlare. – Francesca Michielin

A fare da sottile filo lungo l’album c’è anche lo sport, di cui Francesca è appassionata insieme alla sua famiglia. “Tutto il disco gira attorno al concetto di sport, con tante citazioni. Per esempio La Serie B, nello specifico, è ispirata alla retrocessione del Vicenza che è stata la prima grande delusione della mia vita. Siamo super tifosi in casa e abbiamo pianto tantissimo. Ma è anche un elogio a chi è in serie b e continua a lottare, un elogio delle cose considerate vintage.”

Francesca Michielin nuovo album 2018HDLetizia Ragno

Ma oltre al calcio c’è anche la Formula 1 nella vita della Michielin, che ha di recente intonato L'inno di Mameli sul circuito di Monza: “Il brano Alonso è nato a marzo 2017, all’inizio stagione di Formula 1. Aveva appena vinto Vettel; io guardavo Fernando Alonso e la sua attitudine. Poi l’ho conosciuto e abbiamo tante cose in comune; ecco, forse nel pezzo sono stata fin troppo struggente…”

Menzione speciale per il brano Lava, unica traccia in inglese che come punto di congiunzione delle varie anime è il brano più immerso nel reale. Ecco come lo racconta Francesca: “Lava è un brano abbastanza violento, dritto, che riprende un concetto di Bat For Lashes in Tahiti. Lì la donna è dominata dal ruolo che tradizionalmente le si attribuisce: soggiogata dalla comunità e dalla figura maschile.”

Ho voluto letteralmente buttare lava su questa idea ed esprimere un sentimento di rivalsa. Non donne siamo come gli uomini, non siamo di Serie B.

Esc francesca michielinHDGettyImages

Ecco la tracklist di 2640:

  1. Comunicare  (Michielin)
  2. Bolivia  (Michielin)
  3. Noleggiami ancora un film (Michielin, Faini)
  4. Io non abito al mare (Michielin, Calcutta)
  5. Tropicale (Calcutta, Faini)
  6. E se c’era... (Paradiso, Faini)
  7. Scusa se non ho gli occhi azzurri (Michielin)
  8. Vulcano (Michielin, Faini)
  9. Due galassie (Michielin)
  10. La Serie B (Michielin, Calcutta)
  11. Tapioca (Michielin, Cosmo, Calcutta)
  12. Lava (Michielin, Faini)
  13. Alonso (Michielin)

Il tour 2018 di Francesca Michielin

Dopo l’album, per Francesca Michielin inizia l’impegno in vista del nuovo tour nei club italiani. Al via da Parma il 16 marzo con una data di anteprima, la tournée toccherà poi le principali città dello Stivale, da Torino a Catania.

Ecco le date del tour 2018 (prodotto e distribuito da Live Nation) 

  • 16 marzo – Parma, Campus Industry         Anteprima
  • 17 marzo – Milano, Fabrique
  • 23 marzo – Torino, Concordia
  • 24 marzo – Brescia, Gran Teatro Morato
  • 25 marzo – Bologna, Estragon
  • 27 marzo – Trento, Audiorium S. Chiara
  • 28 marzo – Roncade (TV), New Age
  • 31 marzo – Catania, Land La Nuova Dogana
  • 5 aprile – Perugia, After Life
  • 7 aprile – Maglie (LE) , Industrie Musicali
  • 8 aprile – Modugno (BA), New Demodè
  • 12 aprile – Roma, Teatro Quirinetta
  • 14 aprile – Napoli, Hart
  • 15 aprile – Firenze, Viper Theatre
Francesca Michielin sul palcoHDFrancesco Prandoni

I biglietti per tutte le date sono in vendita su Ticketmaster, Ticketone e disponibili nei punti vendita autorizzati.

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