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Tre manifesti a Ebbing, Missouri: Frances McDormand da Oscar

Tre manifesti a Ebbing, Missouri diretto da Martin McDonagh è il magnifico ritratto di una madre indomita che lotta per avere giustizia e il punto più alto della carriera di Frances McDormand. Il film ha vinto 4 Golden Globes.

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Miglior film drammatico (Martin McDonagh) miglior attrice in un film drammatico (Frances McDormand) miglior attore non protagonista (Sam Rockwell) miglior sceneggiatura (Martin McDonagh): Tre manifesti a Ebbing, Missouri dopo aver vinto il premio Osella alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia e il premio del pubblico al Festival di Toronto conquista la scintillante serata dei Golden Globe Awards del 7 gennaio confermandosi come uno dei film più intensi del 2018.

Mildred Hayes (Frances McDormand) vive a Ebbing, una cittadina rurale del Missouri, lavora in un piccolo negozio di souvenir, è divorziata e ha un figlio adolescente (Lucas Hedges). Mildred, donna forte e risoluta, sceglie di prendere in affitto 3 cartelloni pubblicitari che si affacciano sulla solitaria statale della cittadina e di decorarli con tre domande dirette allo sceriffo di Ebbing, Bill Willoughby (Woody Harrelson). Questi laconici interrogativi riguardano la morte della figlia Angela, uccisa e stuprata mesi prima da un ignoto delinquente e vogliono essere una forte esortazione a fare qualcosa affinché il colpevole non resti impunito.

La presenza di questi manifesti scatena differenti, intense reazioni e gesti eclatanti in tutti gli abitanti di Ebbing e cambierà il carattere e le esistenze dei suoi protagonisti, che dovranno affrontare scomode verità su se stessi e sulla loro condotta.

Tre manifesti a Ebbing, Missouri è un magistrale incastro di sentimenti, emozioni e profondità tematiche che investono l’anima dello spettatore fin dalle prime sequenze, catapultandoli nel dolore inconsolabile e senza fine di una madre cui hanno ucciso una figlia. Mildred convive ogni minuto della sua vita con un senso di colpa dilaniante che ha trasformato una banale scaramuccia di famiglia in una tragedia che mozza il fiato e che non la lascia mai sola, fino a trasformarla in una lucida ossessione.

Frances McDormand e Woody Harrelson irresistibili in Tre manifesti a Ebbing, Missouri HD
Frances McDormand e Woody Harrelson

Il dramma materno colpisce con la sua disperata cecità chiunque cerchi di farla ragionare e innesca una serie di eventi che appaiono altrettanto feroci e altrettanto tragici e, nell'immediato, suggeriscono che la violenza porterà altra violenza e che la vendetta alimenta e moltiplica la sua stessa masochistica fiamma. La prorompente genialità del regista e sceneggiatore Martin McDonagh riesce a superare il confortevole e comodo senso comune del male e del bene, centellina i colpi di scena e sorprende con una serie di scelte ben orchestrate che cambiano continuamente il senso delle azioni, mettendo sul piatto un’umanità sofferente che si sfiora da anni senza conoscersi davvero. I protagonisti comunicano tra loro con un linguaggio ruvido, diretto, tra atavici razzismi e mal digeriti idiomi ipocritamente corretti che si mescolano in modo grottesco e dall’irresistibile humor nero, sorprendentemente efficace e tagliente come una lama affilata.

Il crudele e la bestialità convivono, gomito a gomito, in un luogo la cui arretratezza culturale e l’orgoglio di una quieta resistenza passiva al progresso ne fanno uno splendido e dolente ritratto di un’America ai margini degli eventi politici e delle veloci trasformazioni sociali, in un cristallizzato presente dove solo i rapporti riescono a smuoverli e ritrovare il meglio di loro stessi. I cartelloni innescano il cambiamento, così temuto e così desiderato, a cominciare dal gesto incredibilmente drammatico e profondamente umano dello sceriffo, che scrive 3 lettere che toccano in profondità le persone a cui sono indirizzate, seminando in loro il cambio di rotta e la fiducia appannata da anni di ripiegamento morale.

Frances McDormand e Lucas Hedges, madre e figlio in Tre manifesti a Ebbing, Missouri HD
Frances McDormand e Lucas Hedges in una immagine tratta da Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Così, lo sgradevole Dixon (Sam Rockwell) vice sceriffo ignorante e razzista, da sempre ignavo in superficie ma violento in profondità, riesce a superare i traumi personali e incanalare la sua rabbia in una missione che diventa, in un lampo, la sua unica ragione di vita, ultimo tentativo di ritrovare la propria dignità e posto nel mondo. L’inaspettata alleanza con Mildred che, in modi differenti porta dentro di sé la stessa sgradevolezza e medesima inconcludente rabbia, è forse l’inizio di una pallida apertura al mondo e al futuro. La soluzione al delitto si avvicina e si allontana al suono di dialoghi irresistibili, tra momenti e conversazioni spiazzanti che ricordano Samuel Beckett, mixano il tragico e il comico, l’esagerato e l’assurdo anche quando non accade nulla, senza soluzione di continuità.

Un cast da Oscar

Il regista Martin McDonagh (In Bruges) sembra essere perfettamente conscio che Tre manifesti a Ebbing, Missouri non potrebbe esistere senza il cast di attori tra i più brillanti ed esplosivi degli ultimi anni. Non solo la straordinaria prova d’attrice di Frances McDormand (Fargo), da cui ci aspettiamo grandi cose per i prossimi Academy Awards ma anche l’indelebile seppur breve presenza di Woody Harrelson (The War, il pianeta delle scimmie), che offre al suo personaggio la quieta indolenza di un uomo che ha fatto pace con la propria imperfezione, inondato d’amore famigliare e altrettanto innamorato, tanto da non permettere che nulla sciupi i suoi ultimi ricordi.

Martin McDonagh Sam Rockwell e Frances McDormand alla serata dei Golden Globe AwardsHD

Le brillanti e vivide conversazioni tra Mildred e lo sceriffo Willoughby meritano grande attenzione come l’esuberante e maldestra personalità di Sam Rockwell (Iron Man 2), capace di trasformare un ributtante e animalesco figuro in un tenero e disperato uomo che cerca il bene dopo anni di obnubilata chiusura alla sua stessa esistenza. Rockwell ha già lavorato con McDonagh in 7 psicopatici, commedia noir allucinatoria con il medesimo particolarissimo humor. Il trittico talentuoso viene sorretto da attori di rara bravura ed efficacia come il giovane e già affermato Lucas Hedges, una nomination agli Oscar 2017 come miglior attore non protagonista in Manchester by the Sea e Peter Dinklage (Il trono di spade) qui nella parte di un nano gentiluomo, conscio del suo limite e innamorato di Mildred, che ne comprende davvero la sua intensa essenza: la sua battuta nella sequenza del ristorante è forse quella più riuscita dell’intero film.

Tre manifesti a Ebbing, Missouri sarà dall’11 gennaio 2018 nelle sale italiane.

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