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Arriva al cinema Marlina, omicida in quattro atti di Mouly Surya

La giovane regista indonesiana ci racconta la protagonista del suo terzo lungometraggio: Marlina, una guerriera a cavallo che compie un viaggio di vendetta e ribellione contro l’universo maschile.

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Selezionato nella Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes 2017, il drammatico “Marlina, omicida in quattro atti” di Mouly Surya arriva in sala dal 18 gennaio. Il film racconta la storia della vendetta di una donna capace di ribellarsi alla violenza degli uomini. Un moderno western al femminile ma anche un viaggio solitario tra i panorami dell’Indonesia.

MarlinaHD

“Marlina, omicida in quattro atti” offre un affresco della società Indonesia divisa tra antichi riti e la contemporaneità, e ci regala la figura di una moderna eroina, in grado di superare da sola ogni limite. Il suo personale cammino la porterà a combattere i soprusi e le oppressioni degli uomini.

V, come vendetta

La tranquilla esistenza di Marlina sull’isola di Sumba, in Indonesia, verrà completamente stravolta da un uomo di nome Markus e la sua feroce banda. La donna sta mettendo da parte i soldi per dare una degna sepoltura al marito. Fino a quando Markus e i suoi compagni non bussano alla sua porta con l’intento di derubarle tutto: soldi, bestiame e per poi violentarla. La sua vita è stravolta. Intrappolata mentre prepara la cena ai suoi aguzzini pensa alla sua vendetta. In quel preciso istante decide di intraprendere un coraggioso viaggio alla ricerca di giustizia, senza smettere mai di combattere contro un mondo sempre più dominato dalla violenza.

Marlina HD

Dopo il suo esordio con il film “Fiksi” che ha vinto numerosi riconoscimenti, come il premio come Miglior regista al Jakarta International Film Festival, e “What They Don't Talk About When They Talk About Love” la giovane regista Mouly Surya, considerata una delle più talentuose in Indonesia, ci racconta la sua terza opera.

Quando nasce il personaggio di Marlina?
Nel 2014, ero nella giuria dei Citra Awards (equivalenti ai Premi Oscar Indonesiani) insieme a Garin Nugroho, il più importante regista e produttore in Indonesia. Mi disse che aveva una storia e avrebbe voluto una donna alla regia. E mi raccontò di quando aveva visitato l’Isola di Sumba e fosse rimasto colpito dall’immagine delle donne di Sumba. M’incuriosì. Così il giorno dopo m’inviò cinque pagine intitolate La Donna.

Come ha costruito la figura della protagonista?
Visitai Sumba e l’immagine di mistero, sensualità e persistenza di Marlina ha preso forma dalle diverse donne che ho incontrato e dalle impressioni che ho acquisito durante il viaggio.

Perchè ha scelto l’attrice Marsha Timothy come protagonista?
È un’attrice intelligente che ha l’aura del "personaggio drammatico" e che si adattava perfettamente a Marlina. E poi voleva tanto la parte. Non le ho chiesto di recitare qualche battuta ma solo di mostrarmi quanto desiderasse interpretare questo ruolo.

Ha girato il film nell’Isola di Sumba. Cosa le ha lasciato?
Sumba è un’isola insolita tra le migliaia che costituiscono l’Indonesia. Ha un aspetto molto peculiare. La maggior parte dell’Indonesia è ricca di vegetazione, Sumba invece è molto arida. Fa parte della provincia più povera dell’Indonesia. La gente va in giro portando sciabole come armi, i ladri possono bussare alla tua porta nel bel mezzo della campagna e non c’è nulla che tu possa fare per fermarli. Ma, è anche un luogo di bellezze naturali, dove puoi ancora vedere secoli di cultura e credenze. Marlina è un’eroina femminista, che lotta per sopravvivere, per la sua indipendenza e la sua integrità.

Il suo personaggio s’ispira alle donne di Sumba?
Ne ho incontrato diverse. Come Novi, aiutante di un prete cattolico dall’atteggiamento molto pacato. Poi un’altra sposata, che era molto colta, con un marito che continuava ad interromperla. Siamo andati in un villaggio tradizionale dove gli uomini mi fissavano in modo carnale, mettendomi molto a disagio. Qui abbiamo conosciuto la regina del villaggio, una vedova molto rispettata. Non disse e non sorrise molto ma aveva un’aria molto regale mentre masticava delle foglie di betel.

Poi arrivò la notizia della storia di un’insegnante?
Si, si chiamava Marlina, e divenne famosa per aver provocato uno scandalo con un video dove ballava nel suo ufficio. Il video è stato caricato su YouTube e lei si è difesa con tenacia da chi criticava aspramente. In qualche modo mi è stata d'ispirazione.

Che ruolo hanno le donne nella società Indonesiana oggi?
Oggi abbiamo molte figure di donne forti: al governo, in politica, nella storia, e molte lavoratrici. Nelle grandi città le donne sono già indipendenti. L’economia sta ancora crescendo e le famiglie possono aver bisogno di un doppio reddito per sopravvivere. Ma in altre culture, come nell’isola di Sumba, il posto di una donna è in cucina.

Ci sono molte registe in Indonesia?
Ci sono poche donne registe in Indonesia che hanno delle carriere di successo. Una decina di anni fa c’è stata una crescita ma adesso siamo di nuovo una specie rara. In passato insegnavo in una scuola di cinema e il problema per le registe non è tanto che l’industria sia sessista (talvolta lo è, dipende dalle persone), ma che molte donne non hanno fiducia in se stesse. Come donna, in Indonesia, di solito non ti rendi indipendente dai tuoi genitori fino al giorno in cui ti sposi.

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