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Nikki Webber Allen: Non soffrite di depressione in silenzio

La produttrice cinematografica e televisiva americana ha dichiarato che è ora di superare l'idea sbagliata che la depressione è un segno di debolezza, un difetto caratteriale.

Nikki Webber Allen durante il suo intervento al TED Conference

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‎”Avere sentimenti non è un segno di debolezza, ma è quello che ci rende umani”, ha dichiarato la produttrice cinematografica e televisiva Nikki Webber Allen, sorprendendo tutti con un discorso diretto sulla salute mentale.

Durante il suo intervento al TED Conference ha parlato apertamente della sua lotta contro la depressione, e quell’opprimente senso di catastrofe che ogni tanto l’assale come un pericolo in agguato, ribadendo che le comunità di colore devono superare il concetto che identifica la depressione come debolezza e impedisce di chiedere aiuto.

L'esperienza di Nikki Webber Allen

Tutto è iniziato quando le è stato diagnosticato di soffrire di ansia e depressione. Laurea in Scienze della Comunicazione e una serie di lavori prestigiosi nel settore cinematografico e televisivo. Ha vinto due Emmy Awards grazie al suo duro lavoro. Una donna importante che ad un certo punto della sua vita si è sentita esausta, aveva perso interesse per cose che un tempo le piacevano. Mangiava a malapena, e combatteva contro l'insonnia. Si sentivo sola, esaurita. Fin ad ammettere di essere depressa.

La sua prima reazione è stata il silenzio. Troppa vergogna e timore per confidarsi con qualcuno. Un segreto custodito dentro di lei. Fino a quando una tragedia famigliare ha messo in luce il dolore delle persone a lei vicine. In quell’istante ha compreso di non essere sola. Nel 2013, il suo mondo è crollato dopo una telefonata di sua madre che le comunicava che il nipote di 22 anni, Paul, si era tolto la vita, dopo anni di lotta contro depressione ed ansia. La vergogna li aveva tenuti in silenzio: nessuno dei due aveva mai parlato all'altro delle sue lotte.

Nel suo discorso sul palco, di fronte a tantissime persone, Webber Allen ha detto: "Essendo una donna nera, ho dovuto sviluppare una straordinaria resistenza per potermi affermare. E come gran parte della mia comunità, avevo l'idea sbagliata che la depressione fosse un segno di debolezza, un difetto caratteriale".

E ha continuato: "Ci sono volute settimane per ammetterlo, ma il dottore aveva ragione: ero depressa. Tuttavia, non parlai a nessuno della diagnosi. Mi vergognavo troppo. Pensavo di non avere il diritto ad essere depressa. Il mio modo di affrontare le avversità è quello di farlo a viso aperto, così passai i due anni successivi a studiare depressione e ansia, e quello che scoprii fu sconvolgente". Sottolineando alcuni importanti numeri: "L'OMS rivela che la depressione è la causa principale di malattie e disabilità nel mondo. Mentre la causa esatta della depressione non è chiara, la ricerca rivela che la gran parte dei disturbi mentali nasce, almeno in parte, da uno squilibrio chimico nel cervello, e/o da una predisposizione genetica di fondo. Quindi non puoi soltanto scrollartela via".

I dati e le terapie

Donna depressa

Nei suoi studi Nikki Webber Allen ha scoperto che i neri americani, a causa di fattori di stress come il razzismo e le disparità socioeconomiche, hanno un rischio maggiore del 20 per cento di sviluppare un disturbo mentale, anche se richiedono servizi di salute mentale solo la metà rispetto agli americani bianchi. Il motivo è lo stigma: il 63 per cento dei neri americani ritiene la depressione una debolezza.

Fortunatamente il 70 per cento delle persone che lotta per sconfiggere la depressione migliora grazie a terapia, cura e medicinali. Alla luce di queste informazioni, Nikki Webber Allen ha deciso che non sarebbe più rimasta in silenzio e di condividere apertamente la sua storia per aiutare le persone che soffrono in silenzio a non sentirsi sole. Affermando:

Dobbiamo mandare in pensione quest'idea trita e ritrita della donna nera forte e dell'uomo nero super virile, che, non importa quante volte vadano al tappeto, si rialzano e continuano a lottare. Provare dei sentimenti non è un segno di debolezza. Significa che siamo umani. 

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