Stai leggendo: La storia di Sinead Smythe, che ha perso due lavori per l'endometriosi

Letto: {{progress}}

La storia di Sinead Smythe, che ha perso due lavori per l'endometriosi

Dopo circa 200 visite al pronto soccorso e due posti di lavoro persi per l'aggravarsi delle sue condizioni, Sinead Smythe ha ricevuto la diagnosi di endometriosi. Oggi sensibilizza l'opinione pubblica su una patologia di cui si parla ancora troppo poco.

Sinead Smythe Instagram @sineadsmythe

63 condivisioni 7 commenti

Sinead Smythe è una ragazza inglese di 20 anni che da quando ne aveva 11 soffre di terribili crampi allo stomaco. La sua condizione è diventata sempre più invalidante, al punto di farle perdere due posti di lavoro come receptionist perché reputata inaffidabile. Sinead ha effettuato circa 200 visite al pronto soccorso di Brighton, la sua città, ma nessun medico è stato in grado di formulare una diagnosi. La risposta a tutte le sue domande è arrivata solo nel 2016: endometriosi.

Cos'è l'endometriosi

L’endometriosi è la presenza di endometrio - la mucosa che riveste la superficie dell'utero - al di fuori della cavità uterina in altre zone del corpo, come stomaco e intestino. Questa malattia può colpire le donne in giovanissima età - praticamente sin dalla prima mestruazione e persino nell’infanzia - fino alla menopausa. Quali sono i sintomi? Si tratta di una patologia che può rivelarsi addirittura invalidante e che presenta solitamente dolore pelvico di importante entità e dismenorrea, ossia mestruazioni particolarmente dolorose. Tra le principali conseguenze c'è la sterilità, che caratterizza il 30-40% delle donne che ne soffrono. Attualmente si stima che il 10% delle donne in età riproduttiva sia affetto da endometriosi.

La battaglia di Sinead

Come molte altre donne che soffrono di questa patologia, Sinead Smythe ha ricevuto tardivamente la sua diagnosi. All'inizio le era stata diagnosticata un'infiammazione pelvica, ma nessuna cura le è mai stata di aiuto. Dopo aver subito un intervento chirurgico in laparoscopia, le è stato detto che l'unica cura possibile per la sua endometriosi è l'isteroctomia, ossia la rimozione dell'utero, opzione che non ha mai preso in considerazione perché desidera provare ad avere dei figli in futuro.

Happy Christmas to all my beautiful endosisters 🎗I'm sending you all millions of well wishes and I pray for your new year too be happier and healthier! My start to 2017 was horrendous (as you can see in the photo - I was hospital bound). I can't even put into words what I had to go through physically and mentally but I made it, I'm currently in the same situation as last year and if I could share it with you through confidence I would but it's too personal for social media. 2018 is soon approaching and we need to have positive vibes and hope that this year coming is a step closer to a cure, or at least some more education for the world to understand and know about this illness. Finally for endometriosis to be recognised and receive all the help we deserve. I know it's hard but look for something positive in each day - even if it's getting out of bed in the morning ladies. Keep your heads high! I hope your holidays are filled with joy and not morphine or tramadol. Much love and keep fighting 💛💛💛💛 #endometriosis #endometriosisawareness #endowarrior #endometriosissucks #endometriosisjourney #endometriosisisabitch #endosisters #endosucks #endometriosissufferer #nayendosister

A post shared by NAY (@sineadsmythe) on

La storia di Sinead Smythe è rimbalzata da un tabloid all'altro - dal Mirror al Daily Mail - quando il suo blog e i suoi post sui social sono diventati virali, una sorta di punto di ritrovo virtuale per tutte le donne inglesi (e non solo) che soffrono di endometriosi.

Il dolore può essere così paralizzante da poter stare arrotolata su me stessa, come una palla, per ore e ore.

Tante le difficoltà riscontrate per mantenersi un impiego: nessuno ha mai compreso la malattia di Sinead e i suoi datori di lavoro hanno sempre sminuito il suo dolore: "Il mio datore di lavoro non capiva, mi guardavano come se mentissi". Motivata proprio dalla scarsa informazione sulla sua condizione, la 20enne ha deciso di aprire un proprio blog per far conoscere meglio l'endometriosi.

Se stiamo tutti insieme contro questa terribile condizione, aiuteremo gli altri a capire e speriamo che aiuti tutte le donne che soffrono a non sentirsi sole in questa lotta.

Condividere la propria sofferenza è stato terapeutico per la Smythe, che ha ricevuto centinaia di messaggi solidali. "Il mattino dopo il primo post tantissime donne di tutto il mondo mi ringraziavano. Allora ho capito di non essere la sola a soffrire di questa orrenda malattia", ha dichiarato alla stampa sostenendo di essere determinata a vincere la sua personale battaglia:

Ora provo a guardare la mia situazione con positività. Vivere con una malattia invisibile e incurabile è difficile, ma non dobbiamo permettere che l'endometriosi prenda il sopravvento sulla nostra vita.

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.