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Time's Up: 300 donne di Hollywood contro le molestie sul lavoro

Time's Up è un progetto che ha come obiettivo la lotta concreta alla violenza e alle molestie sul lavoro, in ogni settore. L'iniziativa, lanciata da attrici, registe e sceneggiatrici di Hollywood, prevede un fondo per il sostegno legale delle vittime.

Time's Up: il manifesto dell'iniziativa

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Time's Up significa letteralmente 'tempo scaduto'. Il 2018 è cominciato con la consapevolezza che lo scandalo Weinstein non è che una goccia nel mare, la miccia che ha fatto esplodere un caso molto più grande che non coinvolge solo Hollywood e le donne molestate dal noto produttore, ma tutte le vittime - uomini e donne - di molestie sul lavoro. Non c'è più tempo da perdere per le 300 donne dello showbiz - tra cui attrici, registe, producer e sceneggiatrici - che con una lettera aperta pubblicata sul New York Times e sul quotidiano spagnolo La Opinión hanno presentato al mondo Time's Up, un'iniziativa che si propone di fare qualcosa di concreto e davvero utile per contrastare la violenza e le molestie sessuali.

Il progetto prevede un fondo per il sostegno legale delle vittime di molestie sul luogo di lavoro, oltre che naturalmente la sensibilizzazione dell'opinione pubblica in merito a questa vera e propria piaga della nostra società.

"Dear Sisters" è l'incipit scelto per una lettera che appare come una chiara dichiarazione di intenti, una promessa fattiva che deve essere mantenuta perché "è finito il tempo del silenzio, è finito il tempo dell'attesa, è finito il tempo di sopportare abusi, discriminazioni e molestie", recita lo slogan di Time's Up. Tenendo conto del sostegno che le attrici di Hollywood hanno ricevuto dalla sezione femminile dell'Alleanza dei lavoratori dell'agricoltura in seguito al caso Weinstein, l'iniziativa servirà principalmente per aiutare tutti i lavoratori meno pagati - come quelli domestici e agricoli, per l'appunto - che non hanno i mezzi economici per assicurarsi una difesa legale.

Gli organizzatori di Time's Up hanno già raccolto circa 15 milioni di dollari. Tra le donne di Hollywood ad aver aderito ci sono Ashley Judd, Cate Blanchett, Brie Larson, Natalie Portman, Blake Lively, Meryl Streep, Emma Watson e Reese Witherspoon, affiancate da personalità molto note e influenti come la presidente di Universal Donna Langley, la scrittrice femminista Gloria Steinem, l'avvocato nonché ex capo dello staff di Michelle Obama Tina Tchen e Maria Eitel, copresidente della Fondazione Nike.

C'è da augurarsi che questo sia solo l'inizio.

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