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I migliori episodi delle serie TV del 2017

È stato un anno ricco di grandi emozioni nel mondo delle serie TV. Ecco alcuni degli episodi più belli trasmessi nel 2017.

Una scena della settima stagione de Il trono di spade

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Il 2017 ci ha regalato davvero tante emozioni, in quanto a produzioni televisive: il ritorno del cult Twin Peaks, la penultima stagione de Il trono di spade, che cresce sempre più e diventa un fenomeno globale di dimensioni mai viste prima, la seconda tornata di avventure dei ragazzi di Hawkins e molto altro. In certi casi abbiamo avuto la fortuna di assistere ad una narrazione talmente ben ripartita tra i vari capitoli che scegliere solo un episodio è difficile, in altri casi la netta superiorità di una puntata rispetto alle altre, se non alla serie tutta è virtualmente indiscutibile. Ecco dunque la nostra selezione dei migliori episodi di serie TV andate in onda nell’anno appena trascorso.

Il Trono di spade | “Spoglie di guerra” (stagione 7, episodio 4)

Ci sono stati diversi episodi notevoli, in questa stagione, finale incluso, ma questa è una delle puntate in cui finalmente hanno cominciato a convergere diverse storylines e ci siamo resi conto che, inevitabilmente, vedremo sempre più i nostri favoriti scontrarsi tra di loro. Oltre ad averci regalato, infatti, la riunione di Arya e Sansa, “Spoglie di guerra” ci ha mostrato una delle scene più maestose (e costose) che la serie abbia mai prodotto, ovvero l’attacco dei Dothraki sui Lannister, in cui Drogon incendia un’intera carovana, scorrendo da un lato all’altro dello schermo mentre (ne siamo certi) da casa guardavamo rapiti e pieni di preoccupazione per Jamie e Bronn e al contempo facendo il tifo per l’altra fazione. Non volevamo che nessuno morisse, ma eccoli lì a scontrarsi ferocemente: puro dramma.

Twin Peaks: il ritorno | “Parte 8” (Stagione 3, episodio 8)

Non basterebbero pagine e pagine di dissertazione per parlare di questo episodio. Twin Peaks fu un terremoto rivoluzionario 26 anni fa ed è riuscito a riscrivere la televisione anche con la sua ultima stagione, talmente tanto che viene considerata uno dei migliori prodotti cinematografici - e non televisivi - di sempre. E di tutte e 18 le parti di cui si è composto questo incredibile ritorno a Twin Peaks, l’ottava è indiscutibilmente una delle creazioni più visionarie di sempre, un film sperimentale, oscuro e infinitamente suggestivo sulle origini del male, un moderno racconto del mito di Pandora che difficilmente troverà eguali.

Handmaid’s Tale |“Tardi” (Stagione 1, episodio 3)

Bruce Miller è riuscito a trasporre il magnifico libro di Margaret Atwood in un prodotto televisivo che funziona, ed appassiona, innestando ed integrando ciò che altrimenti sarebbe risultato eccessivamente scarno in una serie TV. Molti degli aspetti più affascinanti e quelli inediti della serie si mescolano perfettamente nel terzo episodio, quando per la prima volta scopriamo davvero quanto crudele e spietata sia la teocrazia di Gilead. Quello che immaginavamo e quello che temevamo diventa realtà viscerale, e non si torna più indietro.

Taboo | “Episodio 4” (Stagione 1, episodio 4)

C’è chi ha amato questa serie e chi l’ha trovata troppo scura (non solo letteralmente): indiscutibile però la performance del cast, Tom Hardy su tutti, con il suo cipiglio feroce, il grugnire quasi animalesco e l’articolato piano per ottenere ciò che gli spetta di diritto. Nel quarto episodio lo seguiamo fin dentro una festa fatta di dissoluzione ed intrighi, trucchi magici ed abiti sgargianti. James Delaney sfugge alla morte e continua ad avere la meglio sulla Compagnia britannica delle Indie orientali e sugli americani.

The Leftovers - Svaniti nel nulla| “Il Libro di Nora” (Stagione 3, episodio 8)

Il finale di serie di The Leftovers è riuscito ad essere sia un lieto fine (di una serie che sguazza nel dolore della perdita) ed una spiegazione, proprio nell’ultimissima scena (sempre ammettendo che Nora abbia detto la verità). Per una serie iniziata male e poi riuscita a decollare dalla seconda stagione in un crescendo di atmosfere spesso oppressive e la qualsivoglia mancanza di una soddisfacente risoluzione del mistero da cui tutta la vicenda è scaturita, è un risultato encomiabile. Se poi il tutto è anche in grado di emozionare, ancora meglio.

Legion | “Terapia” (Stagione 1, episodio 6)

Lo show di Noah Hawley è riuscito a mischiare perfettamente stili e generi senza annoiare mai: sogni ed allucinazioni costellano l’azione nel turbinio di colori sgargianti che sono una dichiarazione d’amore alla pop-art. In questo episodio molto dark e pieno di svolte inaspettate entriamo nella mente del protagonista David Haller (un intenso Dan Stevens) mentre l’amica Lenny Busker (fantastica Aubrey Plaza) prende il ruolo della psichiatra che cerca di trovare un senso nel “palazzo della memoria” di David.

Bojack Horseman | “Il tempo è una freccia” (Stagione 4, episodio 11)

Bojack Horseman si è dimostrato una perla dell’animazione, e della televisione, fin dalla prima stagione. Ora ha raggiunto vette molto alte e nella puntata in questione ci presenta una visione della memoria e della demenza senile che ha colpito dritto al cuore tutti i suoi spettatori.
Il protagonista è sempre stato chiaramente un uomo (mezzo cavallo, perché sì) in preda alla depressione, segnato fortemente dalla madre che spesso conoscevamo come personaggio mostruoso. In questo episodio entriamo nella mente di Beatrice Horseman, che sta deteriorandosi sempre più e siamo trascinati nel labirinto di ricordi salienti della sua vita in un viaggio che non può lasciare indifferenti,né per il carico emotivo, né tantomeno per la maestria con cui è raffigurato.

Master of None | “Il ringraziamento” (Stagione 2, episodio 8)

Dei diversi episodi degni di menzione di questa stagione della serie scritta ed interpretata da Aziz Ansari, questo è il più divertente e significativo. Scritto dalla co-star Lena Waithe e basato sulla sua esperienza di coming out nel corso di tante cene in famiglia. Ha saputo mescolare nostalgia senza scadere negli stereotipi, ha commosso senza esagerare e soprattutto è un momento narrativo pieno di onestà. Un episodio con un grande cuore, che è valso anche un Emmy a Waithe e Ansari.

Stranger Things | “Capitolo due: Dolcetto o scherzetto, matto” (Stagione 2, episodio 2)

Se non fosse per l’episodio isolato “La sorella perduta”, che ha spezzato il ritmo della narrazione, questa stagione, come la prima, è un continuum narrativo in cui isolare un episodio in particolare risulta difficile. Ma c’è qualcosa in questa puntata dedicata ad Halloween che la mette un filo sopra le altre. Un po’ perché è stata in grado di soddisfare le grandi aspettative del pubblico (Halloween è Stranger Things), un po’ perché ha ripescato, un puro spirito della serie tutta, i grandi riferimenti culturali degli anni 80 senza risultare ridondante, anzi usandoli solo come lo scenario su cui si svolgono le linee narrative dando una forte spinta in avanti a tutto l’arco della stagione.

Better Call Saul | “Imbroglio” (Stagione 3, episodio 5)

Tutta la serie fa dell’ambiguità morale il suo marchio di fabbrica, e in questa puntata più che mai: due personaggi si affrontano direttamente, ovvero e noi tifiamo e condanniamo entrambi. Sono due fratelli alimentati dal desiderio di distruggere l’altro, che perseguono con gioiosa determinazione, e segna un’ulteriore occasione per il protagonista di fare la scelta giusta. È il momento in cui la corda tesa si spezza definitivamente e lo viviamo intensamente.

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