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Outlander 3: recensione di Nel cuore della tempesta, il finale di stagione

Siamo giunti al termine di questa terza stagione di Outlander, ma siamo davvero pronti a dire temporaneamente addio a Claire e Jamie?

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Le separazioni fanno sempre male, che siano volute o no. Ed è con questo presupposto che dobbiamo affrontare il season finale di Outlander, che ci ha intrattenuto con una stagione di avventure (e costanti maiunagioia) ma che ha voluto concludersi con un semi happy ending: il parziale arcobaleno dopo la tempesta.

In Nel cuore della tempesta gli autori hanno giocato sull’importanza della semina (perché questa terza stagione è stato un continuo seminare) e in quest’episodio è giunto il momento del raccolto.

Sin da quando Claire è tornata indietro nel tempo, ha raccontato in giro di essere arrivata dall’America ed è proprio lì che – magia delle magie – approderanno i nostri eroi. Ma andiamo per gradi e vediamo cos’ha combinato quella vecchia volpe di Geillis.

Caitriona e Geillis: amiche fino… alla morte

Geillis con il cappuccio
L'inquietudine di Geillis

Le amicizie nella vita sono importanti (e questo Jamie lo sa bene), soprattutto per una donna come Geillis: interessata al suo futuro Re di Scozia, Geillis ha dimenticato la ragione (che forse si è separata dal suo corpo quando ha attraversato le pietre) e ha iniziato a inveire contro Claire circa l’intento di sabotare la propria missione.

Nonostante il barbaro istinto di segregare l’amica in una cantina oscura, Geillis scopre che Claire può ancora esserle utile: sua figlia Brianna è il profetico bambino di 200 anni che dovrebbe essere sacrificato in onore del prossimo Re di Scozia. E quale migliore fiore all’occhiello di questo, per quella squinternata che si professa tanto amica della nostra Sassenach?

Prendendo in ostaggio la fotografia di Brianna (con il titanico cane nero), Geillis si rifugia nella caverna (delle meraviglie di Aladdin?) di Abandawe professata da Margaret e tenta di connettersi con il ‘900, ma Claire piomba come una furia con l’istinto di mamma cioccia pronta a combattere per salvare la propria famiglia, a qualunque costo. Un costo che paga quasi subito, poiché ferisce Geillis mortalmente e lo shock è aggravato da un flashback che ci riconduce nell’ospedale di Boston, a cinque episodi dall'apertura della terza stagione, in cui Claire e il collega avevano ricevuto un particolare scheletro di donna dai Caraibi. Quello scheletro, con il collo quasi staccato dal corpo, era di Geillis.

Claire e il collega esaminano uno scheletro centenario
I nodi che tornano al pettine

Claire e le pietre

Un altro grande tema è stato affrontato in questo season finale: come fa Claire a viaggiare nel tempo? Qual è il suo collegamento con le pietre? Perché Geillis, a differenza sua, si è avvalsa più volte di un sacrificio di sangue per tornare indietro? Il parallelismo tra la danza della prima stagione e quella degli indigeni in Giamaica è stato un altro messaggio sottinteso al discorso intrattenuto tra le due donne nella grande villa: il destino di Geillis e Claire è sempre stato sottilmente legato. Adesso che Geillis è morta, questo legame scomparirà o ci saranno delle conseguenze?

In fondo al mar, in fondo al mar!

Se pensavamo di tornare a Lallybroch felici e contenti dopo una piccola deviazione oceanica, ci sbagliavamo di grosso.

Claire e Jamie sorridenti prima di baciarsi
Sporadici momenti di felicità!

Siamo di nuovo in mare e, dopo un lieve sipario erotico per concludere questa terza stagione (che ci ha dato le sue soddisfazioni, in alcuni episodi più di altri), arriva una nuova tempesta che tenta (ancora una volta) di separare i nostri amati eroi. Claire casca in acqua e Jamie (da prode cavaliere qual è) si tuffa in suo soccorso per salvarla dalle grinfie del fondale.

I due sopravvivono a stento e si ritrovano su una spiaggia semi isolata con una sola certezza al mondo: sono entrambi vivi e, soprattutto, sono insieme. Questo è tutto ciò che conta (ed è tutto ciò che ci basta per affrontare un altro anno senza Jamie e Claire).

L’effetto collaterale della tempesta in alto mare è che l’Artemis non esiste più e i suoi passeggeri sono sparpagliati per la riva (e chissà chi di loro ci ha rimesso le penne) del nuovo continente. Perché sì, cari fan, il cerchio si chiude ancora una volta perché è proprio in Georgia (USA) che sono finiti i nostri protagonisti. La tanto decantata America (come in West Side Story) da Claire è diventata per tutti realtà.

Non che ci fosse da stupirsene, siccome tempo fa le prime anticipazioni circa la quarta stagione parlavano proprio di uno spostamento di scenario nelle lande americane. Il modo tragicamente bizzarro con il quale ci sono finiti invece è tutt’altro paio di maniche, ma certamente coerente con lo stile degli autori.

Nota di merito: medaglia al valore per John Grey

Non è un combattente che veste alla marinara, ma è pur sempre il governatore della Giamaica e se non può salvare lui Jamie Fraser, chi può farlo? Informato da Fergus, John Grey s’intromette nell’arresto di Jamie e fa una bella lavata di testa al Capitan Leonard che viene congedato con uno sdegnato Luogotenente. Ci sarebbe voluto uno squillo di trombe e un boato di applausi per rendere l’apprezzamento della scena, e invece il povero John Grey si è dovuto accontentare di un ennesimo grazie senza neanche un bacio di contentino. Suvvia, Claire non si sarebbe di certo offesa (probabilmente sì) e il poverino se lo meritava dopo tanti anni di amore platonico!

John di profilo amareggiato
La tristezza di John

Siamo giunti al termine di questa burrascosa terza stagione e possiamo finalmente trarne le somme. Claire e Jamie sono stati separati fino al quinto episodio, facendoci vivere momenti di pura agonia tra le loro mille peripezie. E, per quanto abbiamo potuto amare la loro grande riunione, forse abbiamo apprezzato un po’ meno le costanti separazioni intervallate tra un episodio e l’altro. Fortuna che gli autori hanno deciso di essere meno sadici in questo finale di stagione e hanno evitato di spezzarci il cuore in mille pezzettini sparpagliati tra Scozia e Stati Uniti (perché nella seconda stagione ci è già bastato).

Cosa aspettarsi dalla prossima stagione? Bella domanda, per questo lo chiediamo a voi! Rivedremo John Grey (che pur di salvare Jamie conquisterà qualche altro titolo nelle colonie o avrà la decenza di fermarsi con queste cariche politiche?!), il giovane Ian sarà sopravvissuto? E quando lo diranno alla povera Jenny? Cosa succederà adesso in Georgia? Jamie sarà ancora ricercato per omicidio (o si farà altri nemici e dunque avrà altre rogne a cui badare)?

Non ci resta che armarci di pazienza, cari fan. La quarta stagione di Outlander ha già avviato le riprese, ma non abbiamo ancora una data d’uscita per cui dovremo attendere tempi di sani spoiler e pregustarci l’attesa.

Cosa ve n’è parso di questo season finale? Avreste voluto altre risposte, e quelle ricevute vi hanno soddisfatto?

Siamo lieti di aver commentato questa terza stagione in vostra compagnia e ci aspettiamo di ascoltare i vostri pro e contro di questa stagione, per arrivare più preparati e combattivi alla prossima! Come dice Jamie:

Jamie dice che è pronto
E lo siamo anche noi!

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