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Joy Milne, la donna che aiuta gli scienziati a diagnosticare il Parkinson

Joy Milne è in grado di percepire con l’olfatto la presenza del morbo di Parkinson, ed ha aiutato gli scienziati nel cammino verso il primo test diagnostico della malattia.

un primo piano di Joy Milne

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Joy Milne è una donna scozzese che asseriva di riuscire a percepire un’alterazione nell’odore del marito Les sei anni prima che gli fosse diagnosticato il morbo di Parkinson: la 67enne affermava di aver notato questo sottile cambiamento molto prima che l’uomo cominciasse ad avere problemi di movimento. Il signor Milne è deceduto nel 2015, a 65anni.

I ricercatori dell’università di Manchester hanno condotto test insieme alla donna, per scoprire se riuscisse ad identificare le persone affette dal morbo rispetto a quelle sane facendole annusare tamponi che erano stati strofinati sulla pelle dei candidati malati e non. La donna era riuscita anche a percepire il Parkinson in una persona cui all’epoca ancora non era stata diagnosticata la malattia, poiché non ne presentava ancora i sintomi.

Grazie a questo esperimento, gli scienziati sono stati in grado di identificare dieci molecole che sembrano presentarsi in concentrazione maggiore nei tamponi prelevati con i pazienti di Parkinson. La professoressa Perdita Barran, capo del reparto di Spettrometria di massa nella scuola di chimica dell’Università di Manchester ha detto: “Ci rende molto più umili, come scienziati della misurazione, avere questa opportunità di trovare quelle particolari molecole che permettono di diagnosticare il Parkinson”.

Non avremmo mai potuto farlo senza Joy.

È stato il marito di Joy, Les, che non aveva dubbi sull’abilità della moglie e la possibilità concreta che potesse essere sfruttata in ambito clinico, ed è ciò che ora stanno facendo i ricercatori.

Il Parkinson è causato dal deterioramento dei neuroni in alcune aree del cervello. Le persone che ne sono affette hanno difficoltà a muoversi e a parlare: in UK si stimano un totale di 127mila casi, in Italia le persone colpite sono di più (si parla di una cifra tra 250mila e 300mila casi), ed una percentuale piccola ma significativa riguarda persone di età inferiore ai 45 anni. Al momento non esiste un test in grado di rilevare la malattia oltre ogni ragionevole dubbio e purtroppo i sintomi del Parkinson cominciano a manifestarsi solo quando più della metà delle cellule nervose a rischio sono già compromesse. Il ritardo nella diagnosi, oltre a turbare i pazienti, impedisce di usufruire efficacemente delle terapie disponibili per gestire i sintomi.

Joy Milne con il maritoBBC
Joy e Les Milne

Joy Milne è stata oggetto di studio anche presso l’Università di Edimburgo, dove il dottor Tilo Kunath ha confermato l’abilità della donna di avvertire la presenza del Parkinson grazie al solo olfatto. In Scozia, alla donna erano state date 12 t-shirt prive di segni di riconoscimento, di cui 6 erano state indossate da persone affette dalla malattia e le rimanenti erano di persone sane: la donna ha individuato senza errori le persone colpite dal morbo, scacciando così lo scetticismo del dr Kunath.

Ci diceva che quella persona aveva il Parkinson prima che lo sapesse lui stesso, o chiunque altro.

Con l’esatta identificazione delle molecole, si può cominciare a pensare ad addestrare cani a fiutare la malattia, oppure utilizzare la spettrometria di massa, che funziona tramite la rimozione degli elettroni dalle molecole, così che assumano carica positiva in modo tale che, una volta fatte passare in un campo magnetico, si distribuiscano su uno spettro a seconda della loro composizione. Questi potenziali metodi di diagnosi, come è facile intuire, sono alla portata della maggior parte delle strutture, e l’anticipo della diagnosi così ottenuta sarebbe un enorme passo avanti nella lotta contro questa subdola malattia.

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