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Cinema mozzafiato: i più sorprendenti colpi di scena dei film

Da Il sesto senso a The Game, le pellicole avvincenti che nascondono i finali più esplosivi e i punti di svolta più emozionanti.

Bruce Willis e Haley Joel Osment protagonisti del film Il sesto senso di M. Night Shyamalan

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Uno dei piaceri proibiti e inconfessabili dell’andare al cinema è quello di essere sorpresi, di provare nuove emozioni e uscire dalla sala meravigliati e stupefatti. Non esiste nulla di più intenso di un colpo di scena ben congegnato o un finale imprevisto che ci obbliga a rivedere le nostre precedenti e tranquille convinzioni, nate erroneamente nei primi minuti di pellicola. I film che contengono queste meraviglie emozionali sono davvero tanti così come i maestri del genere, a cominciare da Alfred Hitchcock, una vera autorità nel campo: magnifiche sorprese di culto come la mamma di Norman Bates in Psycho e il delizioso finale di Intrigo internazionale hanno stregato il suo appassionato pubblico.

Cambiando genere cinematografico, il risultato, per fortuna, non cambia: come non pensare a Star Wars – L’impero colpisce ancora dove Darth Vader confessa a Luke Skywalker di essere suo padre? O il capolavoro di Orson Welles, Quarto potere, in cui Rosebud – Rosabella non rivela il nome di una donna ma quello della slitta del protagonista Charles Foster Kane?

Gli esempi sono infiniti e tutti degni di attenzione: la nostra selezione a tutta suspense - e con tanti spoiler – contempla film con colpi di scena entrati oramai nel mito e alcuni, invece, poco valorizzati ma che, a distanza di anni, riescono ancora a stupirci.

10 - I soliti sospetti

Dopo le recenti e assai pesanti accuse di molestie sessuali, Kevin Spacey sembra passato dall’essere uno dei più talentuosi attori della sua generazione a indesiderabile. Ridley Scott lo ha prontamente eliminato dal suo ultimo film Tutti i soldi del mondo, sostituendolo in corsa con Christopher Plummer.

Nulla potrà davvero cancellare l’indimenticabile ruolo chiave dell’attore in I soliti sospetti, diretto da Bryan Singer, dove recita accanto a colleghi come Gabriel Byrne, Chazz Palminteri e Benicio del Toro. Spacey è Roger Verbal Kint, un truffatore di mezza tacca e invalido che viene interrogato dall’agente di polizia Kujan (Palminteri) a proposito di un colpo attuato con altri 5 pregiudicati, sfortunatamente sfociato in un assassinio. Il film si divide tra sprazzi di realtà e i racconti di Kint che parla del temuto e criminale Keyser Söze, che nessuno sembra aver mai incontrato di persona. Gli interrogatori proseguono e Kujan crede di aver individuato il misterioso boss nell’ex agente corrotto Keaton (Byrne), uno dei complici del delitto ma, quando è troppo tardi, capisce che Söze è proprio Kint, il disabile che sembrava il meno pericoloso e più vulnerabile, che lo ha manipolato con i suoi racconti facendolo uscire fuori strada.

9 - The Others

Alejandro Amenábar nel 2001 porta sul grande schermo un inquietante quanto elegante horror che si svolge dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Nicole Kidman è Grace Stewart, una madre coraggiosa che, dopo la morte del marito, caduto al fronte, vive con i suoi due bambini che soffrono di una rara malattia epidermica. Non potendo esporli alla luce del giorno, sceglie di tenerli chiusi in casa per proteggerli dal sole in modo quasi maniacale. L’arrivo di tre domestici, dall’aspetto e dal fare piuttosto ambiguo e minaccioso, sconvolgono la loro routine e Grace e i suoi figli iniziano a sentire in casa strane presenze, ritrovano oggetti oscuri come tre tombe nel giardino di casa, che inquietano il loro affiatato ed esclusivo nucleo famigliare.

Grace poco per volta capisce che i 3 personaggi sono i defunti ex proprietari di casa ed è sempre più sola, confusa e spaventata. Le presenze nella casa si intensificano fino al pregevole colpo di scena dove i ruoli vengono ribaltati: chi sono davvero i vivi e chi i morti? Grace capisce di essere anche lei tra i trapassati: alla notizia della morte dell’amato marito, in un momento di follia e disperazione ha ucciso i suoi bambini e sé stessa. La rivelazione li rende ora liberi di vivere alla luce del sole.

8 - Angeli e demoni

Ron Howard, dopo il Codice Da Vinci, raddoppia con l’omonimo romanzo di Dan Brown che mixa, con intelligenza e furbizia, la storia dell’arte, le superstizioni e improbabili miti per raccontare le nuove avventure del professor Langdon (Tom Hanks). La città del Vaticano è in pericolo: il Papa è morto in circostanze misteriose e durante il conclave per la nuova elezione la setta religiosa degli Illuminati, che mira a distruggere il mondo cattolico, dopo aver rapito alcune figure chiave del clero, minaccia di far esplodere l’intero stato. Nello stesso momento, nella sede del CERN vengono uccisi alcuni scienziati e rubata l’antimateria, una combinazione di particelle che, se utilizzata in modo improprio, potrebbe avere conseguenze devastanti. Langdon viene convocato in segreto e, affiancato dalla dottoressa Vetra (Ayelet Zurer) una delle responsabili dell’esperimento e con l’aiuto del camerlengo McKenna (Ewan McGregor) cercherà di scoprire chi si nasconde dietro questa coalizione.

Convinti di aver trovato il leader della pericolosa organizzazione, con un colpo di scena ben assestato la verità risulta essere completamente diversa: il camerlengo non è altro che il burattinaio che ha tirato le fila di tutte le vicende e ora, dopo essere salito su un elicottero, cerca di portare a compimento il suo folle piano.

7 - Assassino sull’Orient Express

Kenneth Branagh, dopo la lunga ricerca teatrale e cinematografica delle opere di William Shakespeare, porta al cinema uno dei romanzi più avvincenti di Agatha Christie e dirige un cast di attori di grandissimo piano come Penélope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp, Michelle Pfeiffer, ritagliandosi il ruolo dell’investigatore belga Hercule Poirot.

Durante un viaggio sul famoso treno Orient Express, Poirot incontra il ricco e inquietante uomo d’affari, Samuel Ratchett (Depp) che gli racconta di essere in pericolo di vita. Il mattino dopo, viene scoperto il suo cadavere. Chi lo ha ucciso? Gli indizi portano verso molteplici direzioni: tutti i passeggeri sembrano avere un movente convincente e, allo stesso tempo, un alibi di ferro. Poirot, per la prima volta in difficoltà con un caso di omicidio, capisce che la verità è incredibilmente semplice: tutti hanno affondato il coltello nel corpo esamine di Ratchett, uomo malvagio che ha rovinato intere esistenze solo per avidità e crudeltà psicologica.

6 - I tre giorni del Condor

I tre giorni del Condor (1975) è un avvincente film di spionaggio, un thriller dai risvolti politici tratto dal romanzo di James Grady (I sei giorni del Condor) e una delle cinque pellicole che ha rafforzato il sodalizio artistico tra Robert Redford e il regista gentiluomo Sidney Pollack. Turner (Redford) lavora a New York in un imprecisato istituto culturale ma in realtà è un impiegato della CIA, conosciuto con il nome di Condor. Il suo compito è quello di leggere romanzi e articoli di giornale per trovare trame sospette, frasi in codice per poi farne immediatamente rapporto. Mentre è in pausa pranzo, i suoi colleghi vengono uccisi da un commando di spietati sconosciuti. Al suo ritorno, scopre i cadaveri e chiama immediatamente la sede centrale per essere portato in un luogo sicuro ma, durante l’operazione di salvataggio, il suo amico e referente viene assassinato davanti ai suoi occhi e Turner, impaurito, fugge.

Sospettato di essere lui l’assassino, si trova braccato sia dalla CIA sia da un misterioso sicario, Joubert (Max Von Sydow). Grazie alle sue brillanti strategie, frutto delle numerose letture e l’aiuto della bella Katie (Faye Dunaway) Turner comprende che esiste una CIA corrotta all’interno della stessa Intelligence e che uno dei suoi rapporti ha involontariamente smascherato una cospirazione, pronta a iniziare una guerra per il petrolio. Raggiunto dal sicario a casa dell’alto dirigente cui Condor ha deciso di chiedere spiegazioni, si apre davanti a lui l’ennesimo colpo di scena: Joubert non è lì per lui ma per uccidere il responsabile, perché momentaneamente ingaggiato dalla CIA “buona”. La vita di Condor è salva ma solo per poco: il suo destino è segnato perché non può, da ora in poi, fidarsi più di nessuno.

5 - The Game – Nessuna regola

David Fincher (Seven) dirige un perfetto Michael Douglas in un magnifico racconto psicologico, un thriller ad alta tensione che colpisce per la trama magistralmente costruita e per un finale che lascia a dir poco sbalorditi. Nicholas Van Orton è un ricco, solitario e serioso uomo d’affari che, nel giorno del suo compleanno, riceve dall’amorevole e scapestrato fratello Conrad (Sean Penn) un misterioso regalo: un invito per entrare in un club esclusivo, il CRS, specializzato in giochi di ruolo per adulti.

Spinto dalla curiosità, contatta la direzione e si sottopone a numerosi test fisici e psicologici ma la sua iscrizione viene rifiutata perché apparentemente risulta non idoneo all’impegnativa esperienza. Nelle ore seguenti, però, viene coinvolto in rocambolesche e pericolose avventure insieme a Christine (Deborah Kara Unger) la cameriera del ristorante in cui aveva cenato per il suo compleanno. La situazione sembra sfuggire di mano: viene drogato dalla stessa Christine, i suoi conti vengono prosciugati e Conrad lo avvisa che la CRS è un’organizzazione criminale che lo sta ricattando. Un finale al cardiopalma rivela che tutti gli eventi erano un piano del fratello e degli amici per liberarlo dal peso della morte del padre, che si era suicidato di fronte a Nicholas, e fargli così ritrovare la perduta gioia di vivere.

4 - Ocean’s Eleven – Fate il vostro gioco

Steven Soderbergh dirige il remake del film Colpo grosso (1960) con protagonisti Frank Sinatra e Dean Martin e sceglie un cast di star al maschile – più Julia Roberts – in un divertente film d’azione. Un affiatato gruppo di truffatori si ritrova a Las Vegas per organizzare il colpo più audace e spettacolare della vita: intrufolarsi nel caveau del Bellagio, il Casinò di Mister Benedict (Andy Garcia) e rubare 150 milioni di dollari. Il piano viene preparato nei minimi particolari: Matt Damon ruba le chiavi di accesso agli uffici, Carl Reiner finge di essere un ricco affarista russo che si sente male proprio all’interno del casinò, Brad Pitt è il finto medico che lo aiuta, George Clooney è il ladro di mezza tacca che attira l’attenzione su di sé per sviare i sospetti sulla sua banda.

Nonostante le telecamere e la incredibile rete di sicurezza, riescono a entrare nel caveau e quando arriva la S.W.A.T., l’unità speciale di polizia anti-terrorismo, tutto sembra davvero perduto ma il colpo di scena è davvero un gioco di prestigio: nessuno di loro è mai entrato realmente nel casinò ma, grazie a delle videocassette registrate, i monitor della sicurezza mostrano il colpo simulato in un luogo che è una sua copia esatta. La vera rapina è avvenuta proprio in quel momento con la piena e ignara partecipazione del proprietario, poiché i veri ladri sono quelli travestiti da S.W.A.T.

3 - Inside Man

Spike Lee, registicamente al suo meglio, nel 2006 dirige Clive Owen insolito rapinatore di banche ed estimatore di Shakespeare. In una mattina qualunque di una giornata qualunque 5 individui, mascherati da imbianchini, assaltano la sede centrale di una delle banche più antiche di New York e sequestrano il personale e i clienti. La squadra speciale di polizia, con a capo l’investigatore Frazier (Denzel Washington) e il suo collega Mitchell (Chiwetel Ejiofor) ha il difficile compito di avviare la trattativa con il misterioso leader (Owen) che fa richieste piuttosto bizzarre e non sembra avere fretta di concludere. Dopo numerosi e inutili tentativi di trovare una soluzione, compresa l’interessata e ambigua collaborazione di una mediatrice (Jodie Foster) che offre al capo molto denaro in cambio della sua lealtà, la polizia riesce a far irruzione e salvare tutti gli ostaggi, che sono stati vestiti da imbianchini come i loro sequestratori.

Gli interrogatori serrati non riescono a individuare i cattivi ma la cosa più sorprendente è che nessun denaro è mai stato toccato: manca solo il contenuto di una cassetta di sicurezza non registrata e appartenente al proprietario della banca (Christopher Plummer). Al suo interno, il detective trova solo un anello e il suggerimento scritto del capo banda che lo invita a “seguire il denaro”: nonostante le velate minacce del suo superiore, Frazier continua a investigare sul torbido passato del distinto proprietario, che ha fondato il suo impero economico arricchendosi alle spalle dei profughi ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. Il tenebroso leader, come aveva predetto all’inizio del film, esce con le sue gambe dalla porta principale della banca, dopo essersi nascosto dentro l’intercapedine del caveau, portando con sé i diamanti, il bottino della cassetta di sicurezza.

2 - Il sesto senso

M. Night Shyamalan dirige Bruce Willis e il bambino prodigio Haley Joel Osment in un thriller del 1999, un grande successo di critica e pubblico che, mescolando la suspense ad accenti paranormali, culmina in un finale a sorpresa tra i più amati del cinema. Lo psicologo infantile Malcom Crowe (Willis) è reduce da una delicata convalescenza: è stato seriamente ferito da un suo ex paziente che gli ha sparato, accusandolo di non averlo aiutato a superare i suoi disturbi, per poi suicidarsi davanti ai suoi occhi.

Nonostante il suo fragile stato emotivo, accetta di aiutare il piccolo Cole: il bambino, molto intelligente e sensibile, gli confida di poter vedere e conversare con i defunti. Per Cole questa facoltà è un incubo perché si sente minacciato e vive ogni giorno nel terrore fino a quando Crowe comprende che il suo è un dono: anziché averne paura Cole aiuterà i morti ad avere giustizia, rimettendo ogni cosa al suo posto. Finalmente in pace con la sua coscienza, lo psicologo comprende di non essere più vivo dal giorno dell’incidente e di essere anche lui in contatto con il bambino per risolvere qualcosa rimasto in sospeso.

1 - Schegge di paura

Il film di Gregory Hoblit, del 1996, possiede un finale esplosivo che riesce ancora a sorprendere nonostante l’età non più verde e merita il posto d’onore nella nostra personale categoria. Richard Gere è Martin Veil, spregiudicato avvocato di successo che si trova a difendere Aaron (Edward Norton), un giovane, indigente chierichetto balbuziente, accusato di aver ucciso la fidanzata e l’arcivescovo di Chicago. Il caso sembra semplice: le prove contro Aaron sono evidenti e c’è pure l’arma del delitto con le sue impronte ma al suo avvocato qualcosa non torna, a cominciare dal carattere gentile e remissivo del ragazzo, insolito per un assassino e per i suoi problemi emotivi che gli provocano vuoti di memoria. In più, Aaron rammenta la presenza, nella stanza del delitto, di una terza persona. Indagando, Martin trova una videocassetta che rivela un torbido segreto: l’arcivescovo sfruttava le difficoltà dei due ragazzi per obbligarli ad avere con lui rapporti sessuali.

Intanto, una psicologa diagnostica ad Aaron il disturbo di personalità multipla: in lui coesistono due persone, il timido Aaron e l’aggressivo e spietato Roy. Traumatizzato dalle ripetute sessioni sessuali, per difendersi, ha utilizzato inconsciamente Roy commettendo il delitto. Il suo doppio malvagio ha pilotato le azioni dell’ignaro Aron e lo ha reso colpevole. Ottenuta l’infermità mentale, Martin e Aaron s’incontrano un ultima volta: l’avvocato è felice e commosso di averlo aiutato ma una frase di troppo di Aaron gli fa comprendere che lui non è mai esistito e in realtà è sempre stato Roy: fingere di avere una doppia e ingenua personalità gli è servito per essere scagionato.

Bonus: Presunto innocente

Rusty Sabich (Harrison Ford) è un vice procuratore integerrimo e un ottimo marito che, a causa della morte di una sua collega, Caroline (Greta Scacchi) si ritrova coinvolto in un caso più grande di lui che lo vedrà sospettato di essere l’assassino della donna. Rusty e Caroline hanno avuto una relazione e lui è l’ultimo ad averla vista viva. Tutti gli indizi sembrano convergere su Rusty e così, sollevato dall’incarico, si affida a Sandy Stern (Raúl Juliá) un avvocato di grande intuito, che cerca di scoprire chi abbia incastrato il suo cliente e, soprattutto, il vero assassino di Caroline.

Tratto dal romanzo di Scott Turow e portato sul grande schermo da un regista di mestiere come Alan J. Pakula, questo thriller solido ed efficace colpisce l’immaginazione dello spettatore fino all’ultimo secondo, di fronte al vero colpevole: la moglie di Rusty, Barbara (Bonnie Bedelia) ha architettato il piano, accecata dalla gelosia, per vendicarsi del tradimento. Presunto colpevole è un classico anni ’90 che ha ancora molto da offrire.

Siete pronti ad emozionarvi davanti a un nuovo film o a rivederne uno con occhi nuovi?

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