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Björk: il folletto islandese rende omaggio alla vita e alle donne

Dopo le atmosfere cupe e sofferte di Vulnicura, la cantante è ritornata con un nuovo album, Utopia: un inno alla gioia e alla libertà. Il 13 giugno sarà a Roma per la sua unica esibizione in Italia.

Il nuovo album di Björk è un inno al femminismo

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Björk è ritornata a vivere e a sperare dopo la parentesi dolorosa causata dalla separazione con il marito, l'artista Matthew Barney. Un evento che ha segnato profondamente la sua personalità e la carriera, scandito dalla musica e dalle parole dell'album Vulnicura del 2015. Adesso il folletto è pronto a ricominciare: le melodie del nuovo disco, Utopia (pubblicato il 24 novembre) si distinguono per le atmosfere gioiose e di speranza.

Il nono album in studio della cantante islandese è il più lungo della sua carriera: dura, infatti, ben 71 minuti. Con Utopia l'artista ha deciso di ricominciare dac apo. Dalle ceneri di quella farfalla è rinato un alieno alla ricerca di un amore perfetto.

La pubblicazione è stata anticipata dall'uscita del singolo The Gate (il 15 settembre, giorno in cui è stato annunciato il titolo dell'album), seguito da Blissing Me e Utopia (che dà il titolo all'album). In questi giorni è stato rilasciato anche il video del brano Arisen My Senses su WeTransfer. Un modo insolito per far conoscere ai fan e agli utenti il nuovo lavoro. Ma che cos'ha di particolare? La clip è un omaggio al parto e alla rinascita ed è stata definita come:

Un testamento sulla fede di Björk che non si sorprende di sapere che appare in una scultura aliena e contorta.

Arisen my senses è il nuovo singoloHDBjörk

Sulla pagina Twitter l'artista ha ringraziato le persone che hanno contribuito a realizzare il video: "Sono incredibilmente onorata di aver intrapreso questo folle viaggio con James Merry, Arca e Jesse Kanda, insieme siamo riusciti a mescolare le nostre influenze e creare questo video". In realtà con il produttore Arca aveva già avuto modo di lavorare a Vulnicura.

Da Utopia parte il nuovo tour che vede Björk in Italia per un'unica tappa: si esibirà a Roma il 13 giugno per la stagione di Caracalla 2018.

Regina del trasformismo e attivista

Classe 1965, Björk in islandese significa "betulla" e lei sembra essere una cosa sola con la natura: folletto, principessa dei ghiacci, elfo, sembra quasi un cartone animato giapponese. Così si è presentata l'artista nel corso della sua carriera, dopo gli inizi punk, rock e jazz. Per cinque anni (dal 1986 al 1991) ha lavorato con la band Sugarcubes (suonavano alternative rock), ma nel 1992 intraprende un percorso da solista. Sin dal suo primo album, Debut (1993) si cominciano a intravedere le sonorità elettropop, trip hop, dance e world music. Perché negli anni la cantante ha sperimentato ogni genere, per questo è definita come la regina del trasformismo dallo stile musicale eclettico.

Utopia  è il nono album in studio di BjörkHDBjörk

Per me cantare è sempre stato qualcosa di puro, il mio modo di dialogare con le cose. Mi è sempre piaciuto cantare nel vento, sotto la pioggia, in una tormenta di neve, su un torrente di lava. Io contro gli elementi.

In queste sue parole c'è tutto l'estro e il genio di un'artista che ha voluto presentarsi al pubblico con uno stile inedito e originale, come se fosse un'aliena venuta da un pianeta lontano. Per quanto la sua statura sia piccola, e quindi paragonabile a un folletto, la sua voce è potente e ha un estensione particolare. 

Björk non è solo una cantante, ma una vera e propria performance artist: nei suoi spettacoli ha indossato maschere diverse, ogni esibizione è uno show fatto di luci, suoni e colori. Come infatti lei stessa ha dichiarato:

In ogni album c'è un personaggio che ha colori, elementi, simbolismi, umori e viaggi emotivi.

Björk è impegnata nella difesa dell'ecosistema. In un'intervista rilasciata al Guardian aveva dichiarato di non andare in chiesa ma di trovare la pace, e quindi l'ispirazione per i suoi testi, grazie alle lunghe passeggiate nella tundra islandese. Un esempio? Il video Utopia: un ambiente magico e incontaminato, popolato solo da folletti e da lei che è la loro regina. In questo video c'è tutto: dalle leggiadre suonatrici di flauto agli uccelli e fiori, così belli che non sembrano terrestri.

Anche Björk, però, nel suo percorso ha dovuto superare alcune difficoltà. Non solo la separazione dal marito, ma anche lei è stata vittima di molestie e si è quindi unita alle donne di Hollywood che hanno denunciato Weinstein. È successo quando aveva iniziato a muovere i primi passi nel mondo del cinema (la ricordiamo in Dancer in the Dark di Lars von Trier). Per fortuna la carriera da attrice non è stata così importante come quella da cantante, per questo si è salvata dalle avances del produttore.

Björk e le sue tante maschereBjörk

In passato l'artista aveva già espresso le sue opinioni nei confronti dei media e della musica, accusandoli di essere sessisti. Aveva persino scritto una lunga lettera su Facebook:

Le donne nel mondo della musica possono parlare solo dei loro fidanzati, ma se cambiano il soggetto in qualcosa di diverso, gli atomi, la galassia, l'attivismo o altre cose, allora vengono criticate.

Non vediamo l'ora di assistere al suo ritorno.

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