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Paola Corna Pellegrini parla del Valeria Solesin e del lavoro femminile

Cconsigliere del Forum della Meritocrazia, Paola Corna Pellegrini ci ha parlato del premio - da lei ideato - dedicato a Valeria Solesin e alle tematiche oggetto dei suoi studi, legate a lavoro e carriera femminili.

Paola Corna Pellegrini

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Lo scorso 28 novembre si è tenuto, presso la Sala Conferenze di Palazzo Reale a Milano, l’evento di chiusura della prima edizione del Concorso Universitario Premio Valeria Solesin, dal titolo "Il talento femminile come fattore determinante per lo sviluppo dell’economia, dell’etica e della meritocrazia nel nostro Paese", un concorso aperto alle studentesse e agli studenti di tutte le Università italiane, ispirato agli studi e ai progetti della giovane ricercatrice veneziana tragicamente scomparsa nell’attentato al teatro Bataclan di Parigi.

L’ideatrice di questo premio è Paola Corna Pellegrini, Amministratore Delegato di Allianz Global Assistance e consigliere del Forum della Meritocrazia, la quale ci ha raccontato cosa l’ha spinta a voler istituire questo concorso in memoria di Valeria Solesin dandoci anche il suo punto di vista, da donna a donne, sul tema della valorizzazione del talento femminile.

Come è nata l’idea di un premio dedicato a Valeria Solesin?
Quando c’è stato l’attentato di Parigi, a novembre del 2015, è stato scritto tanto delle vittime della strage e in particolare di Valeria. Da madre di due ragazzi con età vicina alla sua, mi sono sentita coinvolta e ho letto molto di lei. Così ho scoperto che oltre ad essere una bellissima persona era anche una ragazza che stava studiando un tema importante per lo sviluppo sociale ed economico della nostra società, quello relativo alla ricerca di un giusto equilibrio tra vita professionale e personale e di quanto questo sia importante per una donna. A quel punto mi è scattata l’idea che tutto ciò doveva avere un seguito, divenire una sorta di simbolo per tutti i giovani che, comprendendo appieno l’importanza di favorire le condizioni necessarie per assicurare meritocrazia e diversity inclusion, decidono di sviluppare le proprie tesi su queste tematiche. Il primo passo è stato quello di parlare con la famiglia che mi ha dato sin da subito il suo benestare. A seguire, ho coinvolto il Forum della Meritocrazia, di cui sono consigliere, garante e ambiente giusto in cui far nascere questa idea. Dare l’opportunità alle donne di esprimere il proprio talento, rappresenta infatti una delle espressioni fondamentali con cui la meritocrazia si esplica.

Il premio Valeria Solesin è per gli studenti che hanno deciso di basare le proprie tesi di ricerca su fattori che ostacolano la maggiore presenza femminile nel mercato del lavoro in Italia, e sulle buone pratiche di conciliazione introdotte dalle aziende e dalle istituzioni. Secondo lei come mai nel nostro paese l’occupazione femminile è ancora così bassa? 
Sono stati fatti passi avanti, anche grazie alla legge che ha introdotto l’obbligo di garantire il 30% delle donne nei Consigli di Amministrazione. Pur essendo arrivati oggi ad un 36%, quindi un ottimo dato, nella realtà di tutti i giorni abbiamo tuttavia solo il 48% delle donne impiegate. Le ragioni che a mio avviso rallentano questa crescita sono fondamentalmente riconducibili a 3 fattori: innanzitutto non c’è un sostegno adeguato per le madri lavoratrici da parte delle infrastrutture. In secondo luogo sussiste ancora un problema culturale, studiato anche dalle neuroscienze, che tende a penalizzare i percorsi di carriera delle donne perché, la diversità nel gestire la squadra e la leadership, viene spesso interpretata dagli uomini come una debolezza. Il terzo problema è la perdita di self-confidence, che di fatto è anche conseguenza degli atteggiamenti di cui sopra, che purtroppo quando innescata diventa per le donne autolimitante.   

Il premio Valeria SolesinHDAllianz Assist Italia

A proposito di carriera e maternità: lei è madre, moglie e manager di successo. In che modo è riuscita a conciliare tutto questo senza rinunciare mai alla famiglia o alla carriera?
Durante il mio percorso anche io ho avuto dei sensi di colpa, ma sono stata in grado di gestirli grazie al mio essere tendenzialmente ottimista. Ho sempre guardato gli aspetti positivi delle mie scelte, come ad esempio l’idea di aver dato ai miei figli l’esempio di una madre sempre attiva e dinamica e, seppur durante la loro adolescenza potrebbero aver sentito la mia mancanza, sono certa che mi abbiano sempre apprezzata. Ma è stato un percorso con alti e bassi. Non da subito infatti, ma ad un certo punto ho dovuto chiedere aiuto a mio marito, perché ho capito che non potevo continuare a gestire tutto da sola, e soprattutto che era giusto condividere le difficoltà anche con lui. Ho avuto la fortuna di fare un mestiere che ho amato moltissimo in tutte le sue fasi, e la passione - insieme al pensiero positivo - è fondamentale per andare avanti e per superare i momenti più difficili.

Lei ha lavorato in varie realtà organizzative: in quale è più complicato per le donne farsi strada e perché?
Il mondo assicurativo, finanziario e dei servizi assicurativi nella mia esperienza è stato l’ambito lavorativo in cui personalmente ho riscontrato più difficoltà e pregiudizi, pur rilevando negli ultimi anni delle evoluzioni anche in questi settori in cui ad esempio il nostro gruppo rappresenta assolutamente una best practice. 

Quale consiglio darebbe a quelle donne che vorrebbero intraprendere una carriera manageriale oggi?
La cosa fondamentale è cercare sempre di seguire le proprie passioni perché solo quando facciamo ciò che ci piace riusciamo a dare il meglio di noi. È importantissimo poi non porsi limiti soprattutto rispetto ad una formazione in materie scientifiche e digitali, che le donne vedono spesso al di fuori dalla loro portata, non consone alle loro attitudini, ma che di fatto nei prossimi anni rappresenteranno sempre più le competenze richieste dalle aziende.

Le donne che intendono intraprendere una carriera manageriale devono avere coraggio, tenere duro e convincersi che lavorando non si dà valore solo alla propria vita, ma anche a quella di coloro che le circondano.

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