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Kurt Cobain: storia di un angelo maledetto

Kurt Cobain, a 24 anni dalla sua morte, continua a folgorare intere generazioni con la sua musica. I Nirvana rimangono una delle rock band più amate di sempre e lui, nonostante abbia sempre detestato questa etichetta, è ancora un'icona indiscussa.

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Vieni come sei, come eri, come voglio che tu sia, come un amico, come un amico, come un vecchio nemico.

Sono queste le prime strofe cantante da Kurt Cobain nel brano Come As You Are, terza traccia di Never Mind, il secondo album dei Nirvana. Uno dei dischi più importanti degli anni '90. O forse uno dei dischi più importanti della storia del rock in generale.

I suoni distorti e quella voce pungente, a tratti straziante, hanno trafitto milioni di ragazzi che solo ascoltando le prime note di Smells Like Teen Spirit si sono sentiti in qualche modo sollevati: finalmente c'era qualcuno in grado di dare una forma al loro malessere, a quella sensazione di apatia di chi era nato e cresciuto in un benessere privo di ideali, all'ombra di grandi e incomprensibili contraddizioni storiche.

Era il 1991, l'assetto mondiale stava cambiando, la tecnologia cominciava ad entrare prepotentemente nelle vite di tutti e la droga era lo spauracchio di ogni famiglia. E quel ragazzo con gli occhi di ghiaccio, i jeans strappati e la voce penetrante, sembrava, suo malgrado, incarnare tutto questo. 

Eppure quel disco che ha decretato il successo planetario dei Nirvana, fino a quel momento relegati alla scena underground, è stato forse l'inizio della fine di tutto. 12 tracce amatissime dai fan e dalla critica, che li hanno innalzati a band simbolo del grunge, una corrente rock alternativa che aveva preso forma a Seattle, proprio negli anni in cui la città della costa americana occidentale era stata definita la più vivibile degli Stati Uniti. Però, quelle 12 tracce, Kurt Cobain le detestava. Quei suoni a suo avviso troppo puliti e poco punk, frutto di un attento e oculato lavoro di missaggio, non gli andavano giù.

E mentre Never Mind scalava le classifiche di quel mondo musicale che i Nirvana avevano sempre deriso, il loro leader entrava in una spirale che lo avrebbe presto condotto al tragico epilogo che tutti conosciamo.

Kurt Cobain: la vita e la storia dell'angelo bruciato

Questa definizione, che fa da titolo a una famosa biografia di Kurt Cobain scritta da Dave Thompson, sembra tragicamente calzargli a pennello.

#kurtcobain #nirvana #grunge

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Kurt Cobain cresce negli anni '70 ad Aberdeen, una cittadina vicino Seattle, nel cuore di un'America rurale poverissima dove tutti vivono del taglio e del trasporto degli alberi; una provincia che allora sembrava lontana anni luce, benché non lo fosse geograficamente, dalla Seattle sede di una delle più importanti aziende mondiali, la Microsoft. Qui Kurt sembra trascorrere un'infanzia divisa a metà. La prima parte è la storia di un bambino amato da tutti, estremamente sveglio e dotato, a volte anche troppo secondo i genitori, che per arginare la sua esuberanza gli fanno prescrivere dei tranquillanti. Un bambino spiritoso, molto più intelligente della media, dall'evidente talento musicale, i cui parenti fanno a gara per fargli da baby sitter.

La seconda è quella di un ragazzino che non accetta il turbolento divorzio dei suoi e che inizia a diventare intrattabile, irrequietoingestibile. E che nessuno sembra più volere tra i piedi. Al punto tale che i genitori se lo rimpallano come un pacco postale in giro per lo stato. Kurt viene sballottato da una casa all'altra, nessuno ha piacere di averlo con sé. Alle difficoltà affettive con la famiglia si sommano i problemi fisici di cui inizia a soffrire, dei lancinanti mal di stomaco che non lo abbandoneranno per tutta la vita, ai dolori di schiena. Ma c'è qualcosa che sembra dargli un po' di sollievo ed è il punk-rock. E per una chitarra e un amplificatore che gli permettano di starsene chiuso in una stanza, Kurt è pronto a tutto, persino a fingersi un figlio modello con il padre che lo vorrebbe atleta. 

❤️ #kurtcobain #nirvana

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E ci sono le droghe, più o meno pesanti, che Kurt inizia a consumare in gran quantità durante la prima estate dopo la fine della scuola. 

Kurt Cobain: il cantante dei Nirvana

Sono anni confusi, a tratti desolanti, ma durante i quali Kurt sperimenta alcune formazioni musicali, che lo porteranno a formare, insieme al bassista Krist Novoselic, il primo nucleo dei Nirvana. Al quale si aggiungerà, anni dopo, il batterista Dave Grohl.

Nirvana è la pace completa dopo la morte. E subito dopo la registrazione di Bleach, il loro primo disco, Kurt ha in effetti - per la prima volta in vita sua - un'aria diversa. Un'aria soddisfatta.

Verrebbe da pensare che il planetario successo del loro secondo album Never Mind, sia stato il coronamento di un sogno. Insomma, che altro avrebbe potuto volere un ragazzino di provincia che sognava fin da piccolo di fare la rock star?

Ma quello stesso ragazzino è anche un uomo fragile, a tratti insicuro, che continua a portarsi appresso dei dolorosi disturbi di stomaco e che si sente completamente inadeguato davanti al nuovo ruolo che gli è stato affidato dai media: quello di icona di una generazione.

Frances Bean Cobain: la figlia di Kurt Cobain

Frances Bean non aveva neanche due anni quando Kurt si è sparato. Oggi ne ha 26 e il suo viso pare l'esatta fotocopia di quello del compianto Kurt.

Frances Bean Cobain, la figlia del leader dei NirvanaHD
Frances Bean Cobain, unica erede di Kurt Cobain e Courtney Love

La giovane, che deve la prima parte del suo nome alla chitarrista Frances McKee, e la seconda al fatto che in una delle primissime ecografie sembrava un fagiolo, si è sbottonata solo da qualche anno riguardo al padre.

In un'intervista a Rolling Stone ha dichiarato di non amare molto la musica dei Nirvana e di essere riuscita a far pace con l'immagine di suo papà e con l'idea di quel suo abbandono tanto violento soltanto di recente, dopo aver assistito al film Montage of Heck, un documentario sulla rock star dove compaiono molti filmati amatoriali in cui lui e la moglie Courtney giocano con la figlia. Per la prima volta Frances ha avuto la sensazione di trascorrere un paio di ore con suo padre, constatando con i propri occhi l'amore sincero che lui nutriva nei suoi confronti.

Una verità che può rincuorare, ma allo stesso tempo rendere tutto ancora più straziante.

Such a🐥 #KurtCobain #Francesbeancobain #FrancesBean

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Frances Bean, la figlia di Kurt Cobain, ha trascorso i primi anni di vita un po' come quelli del padre: sballottata da una casa all'altra, tra la madre, la nonna e i parenti.

Si è sposata giovanissima con Isaiah Silva, leader della band The Rambles, con una cerimonia praticamente segreta, alla quale non ha invitato neanche la madre. Il matrimonio non è stato molto fortunato e dopo un paio di anni i due hanno divorziato

Oggi Frances Bean, dopo aver lavorato per la rivista Rolling Stone, si occupa di arte e dipinge

Il 20 febbraio 2017, giorno in cui il padre avrebbe compiuto 50 anni, ha pubblicato su Instagram un bigliettino per lui.

February 20th 2017. Happy Birthday.

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Kurt Cobain e la moglie, Courtney Love

Amata e odiata, criticatissima dalla maggior parte dei fan dei Nirvana che le hanno rimproverato di aver usato il marito e di aver brillato musicalmente solo di luce riflessa.

Questa è Courtney Love, leader della band Hole, che ha avuto un discreto successo internazionale negli anni '90.

Un'adolescenza vissuta in lungo e in largo, da Seattle, alla Nuova Zelanda, all'Alaska, una miriade di lavori disparati, tra cui la spogliarellista, l'abuso di sostanze stupefacenti, la relazione con il leader degli Smashing Pumpkins Billy Corgan e gli occhi del mondo puntati addosso durante la sua gravidanza.

Courtney Love è un personaggio che divide l'opinione pubblica da quasi 30 anni. Gli amanti dei Nirvana non le hanno risparmiato mai niente, persino l'accusa di aver istigato il marito al suicidio

Nonostante il rapporto conflittuale, le liti furiose, la droga, le difficoltà nel convincere i giudici a lasciar tenere loro la figlia appena nata, Kurt Cobain ha sempre difeso la moglie, asserendo di essere stato lui a portarla sulla via dell'eroina.

La loro è una vicenda che non smetterà mai di far discutere. Ma al di là delle accuse, degli scandali e delle recriminazioni di una relazione dai contorni drammatici, culminata con il suicidio di Kurt, ad oggi rimane solo una cosa.

Il talento, la sensibilità, e il fascino di Kurt Cobain, un'artista che ha attraversato il secolo scorso, divenendo suo malgrado il portavoce di una generazione. Un'artista che non ha saputo reggere il peso di una fama improvvisa e che ha scelto di soccombere presto, forse troppo.

La lettera e la morte di Kurt Cobain

Il consumo di stupefacenti cresce vertiginosamente, e a nulla possono i suoi compagni dei Nirvana o la moglie Courtney Love. E persino la nascita dell'adorata figlia Frances Bean non porta nessun sollievo al suo crescente malessere esistenziale.

Kurt deve dimostrare ogni giorno al mondo intero di non essere solo un tossico, ma di saper fare il genitore e di potersi permettere di tenere al proprio fianco la piccola appena nata.

Eppure i suoi comportamenti sembrano andare nel senso opposto: durante una vacanza in Italia, viene ritrovato privo di sensi in un albergo a Roma dopo aver ingerito 60 pasticche di un potente tranquillante. I fan rimangono con il fiato sospeso fin quando non viene dichiarato fuori pericolo. 

Il cantante sembra essersi ripreso da quella brutta nottata. Ma purtroppo, dopo qualche settimana le crisi torneranno e il fato non riuscirà ad aiutarlo di nuovo, questa volta ha deciso di non sbagliarsi: con una lunga lettera saluta per sempre la moglie, la figlia, i compagni di band, e il mondo intero.

La lettera che Kurt Cobain ha scritto prima del suicidio
La struggente lettera suicida di Kurt Cobain

Non provo più emozioni nell'ascoltare musica e nemmeno nel crearla. Questo mi fa sentire terribilmente colpevole (...) Il fatto è che non posso imbrogliarvi, nessuno di voi. (...) sono troppo sensibile. Credo di amare troppo la gente, così tanto che mi sento troppo, fottutamente triste (...). Perché non ti diverti e basta? Non lo so. Ho una moglie divina che trasuda ambizione ed empatia e una figlia che mi ricorda di quando ero come lei, pieno di amore e gioia (...) Grazie a tutti voi dal fondo del mio bruciante, nauseato stomaco per le vostre lettere e il supporto. Io sono un bambino incostante e lunatico. E non ho più nessuna emozione. E ricordate, è meglio bruciare in fretta, che spegnersi lentamente.

Dopo solo qualche settimana dall'episodio in Italia quindi, dopo aver sperato che aver scampato la morte in quella circostanza potesse restituirgli l'amore per la vita, arriva la notizia che tutti si erano illusi di non dover sentire: Kurt Cobain è morto.

Si è sparato un colpo di fucile alla testa, nella sua casa, a soli 27 anni. Il mondo intero apprende la notizia dalla lettera, testamento di vita e lascìto di morte, da cui traspare un uomo sempre più solo e allo sbaraglio, i motivi di quel gesto drammatico.

Un angelo le cui ali si sono bruciate rapidamente.

E il cui carisma ancora oggi continua a brillare. 

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