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Kerry Washington sostiene Salma Hayek nella battaglia contro Weinstein

L'attrice di Scandal ha ringraziato pubblicamente su Twitter la collega, per aver avuto il coraggio di dichiarare le molestie e i ricatti che ha subito da parte del produttore cinematografico.

Kerry Washington sostiene su Twitter Salma Hayek

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Anche Kerry Washington si è unita al coro di persone che hanno sostenuto pubblicamente Salma Hayek, per aver pubblicato l'editoriale sul New York Times con il quale l'attrice 51enne si è aggiunta alla lista di persone che hanno denunciato Harvey Weinstein.

La Olivia Pope di Scandal ha infatti condiviso un post su Twitter e ha ringraziato apertamente la sua collega, per aver avuto il coraggio di confessare le molestie subite dal produttore. Le stesse che l'hanno portata a definirlo come "il suo mostro". Sul social infatti si legge:

Mia cara Salma Hayek, grazie per il tuo coraggio. Nella tua arte. Nell'attivismo. Nella vita. E in questo straordinario pezzo.

Un post che è stato condiviso da molti utenti, e che dimostra quanto in questa causa ci sia ancora spazio per la solidarietà femminile. E come a volte, se unite, le donne possono sostenere cause importanti, come quella contro la violenza che ogni giorno subiscono (il mondo di Hollywood ne è solo un esempio). 

L'attrice Salma Hayek si confessa al New York TimesHD

In quell'editoriale inviato al quotidiano statunitense, lo stesso che ha portato avanti l'inchiesta svelandone arcani e tirando fuori scheletri dall'armadio, Salma ha aggiunto che Weinstein l'avrebbe addirittura minacciata di morte.

"Era un padre di famiglia, un padre amorevole, ma un mostro".

Perché, prima delle denunce, dall'ex proprietario della Miramax non era possibile fuggire. Le alternative erano due: o si accettava di scendere a compromessi con lui, rischiando di prestarsi a tutto pur di fare carriera, oppure si rinunciava e a quel punto anche ai sogni. Per questo alcune donne coinvolte nello scandalo hanno ricevuto contestazioni, accusate di aver fatto il bello e cattivo tempo.

Dopo anni di pressioni, però, Salma Hayek ha avuto il coraggio di rompere quel muro fatto di silenzio e di vergogna. Certo, ha dovuto aspettare due mesi (sufficienti per aver già detto tutto sul produttore), ma le parole scritte nell'editoriale hanno fatto lo stesso il giro del mondo. Perché in quello che ha scritto c'è tutto: dalle molestie sessuali ricevute durante la lavorazione del film Frida alle continue minacce del magnate per zittirla.

Mi sono nascosta dalla responsabilità di parlare con la scusa che numerose donne avevano già fatto luce sul mio mostro. Sono stata ispirata da chi ha avuto il coraggio di parlare, soprattutto da una società che ha eletto un presidente accusato di molestie sessuali.

Le sue parole sono arrivate come una doccia fredda, nonostante le già presenti dichiarazioni da parte delle sue colleghe. Parole, quelle di Salma, che però hanno trovato una risposta da un portavoce di Weinstein che in una dichiarazione rilasciata alla CNN ha detto:

Tutte le accuse sessuali riportate da Salma non sono corrette. Altre persone hanno assistito agli eventi e hanno un resoconto diverso da quello che è emerso.

Da parte sua l'attrice ha comunicato al suo portavoce di non rilasciare alcuna dichiarazione in risposta, ma per lei è stato sufficiente aver parlato al New York Times.

Harvey Weinstein odiava i "no" e minacciava

Quando Salma Hayek ha cominiciato a muovere i primi passi nel cinema, Weinstein era già una specie di santone. Uno degli esponenti più importanti di un nuovo tipo di fare cinema. Era riuscito a portare alcuni contenuti originali nella cultura mainstream. Per i primi tempi l'attrice ha avuto difficoltà nel farsi accettare da Hollywood, per le sue origini messicane. Ma non per questo si è demoralizzata: è andata avanti, grazie anche ad alcuni amici come il regista Roberto Rodriguez e la produttrice che all'epoca dei fatti era sua moglie, Elizabeth Avellan. Fino a quando un giorno non ha conosciuto Weinstein: a quel punto le cose hanno subito una piega diversa.

Salma Hayek con il produttore che la molestavaHD

Inizialmente Salma era rimasta colpita dal genio del produttore, in fondo di lui sapeva solo che fosse un buon padre e un amico leale. Nulla aveva fatto credere che in realtà fosse il contrario, e che invece avesse una doppia personalità. I problemi, però, sono iniziati proprio quando Weinstein ha fatto alcune particolari richieste e l'attrice si è negata.

Per lui non ero un'artista, non ero nemmeno una persona. Ero una cosa, un corpo.

 Weinstein era stato anche capace di arrivare a minacce ben più pesanti delle richieste di prestazione sessuale. A volte cercava di persuadere Salma con parole dolci, altre invece si trasformava nel mostro. "Ti ucciderò, non credere che non sia capace di farlo", così le aveva detto una volta al culmine della rabbia.

Salma Hayek e Harvey Weinstein sul set di Frida

L'attrice si è domandata più volte come sia riuscita a salvarsi dalle violenze. Forse, come lei stessa ha dichiarato nell'editoriale, è stata la vicinanza dei colleghi e amici, come Quentin Tarantino e George Clooney. Sul set di Frida, per esempio, Weinstein aveva minacciato di nuovo Salma, dicendole che lui avrebbe potuto anche farla fuori da quel progetto.

Una scena del film Frida con Salma HayekHD

Sarebbe potuta restare solo se lei avesse accettato di girare una scena di sesso con un'altra attrice, Ashley Judd (che lo ha denunciato a sua volta). Salma non aveva voglia di farsi vedere nuda davanti alle telecamere, ma quella era l'opportunità che aveva per farsi conoscere al pubblico e a Hollywood. Per questo alla fine ha dovuto cedere, ma ancora ricorda quella esperienza fatta di lacrime e dolore. Ma il momento di tacere è finito e adesso l'attrice si sente libera di potersi finalmente esprimere:

Gli uomini hanno molestato perché potevano farlo. Le donne stanno parlando ora, perché in questa nuova era possono farlo.

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