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Giornata mondiale dei diritti umani: i film da (ri)vedere

Dal feroce Diaz al documentario sulla straordinaria Malala Yousafzai, tutti i film che vale la pena (ri)vedere per celebrare la Giornata mondiale dei diritti umani.

Michelle Yeoh in The Lady

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Il 4 dicembre del 1950 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata mondiale dei diritti umani: la data prescelta dall’ONU in quell’occasione è stata il 10 dicembre al fine di commemorare anche il giorno in cui, nel ’48, venne proclamata la fondamentale Dichiarazione universale dei diritti umani. Da allora tutti gli stati membri delle Nazioni Unite e tutte le organizzazioni che agiscono in nome dei diritti umani celebrano tale “evento” in una serie di attività atte a ricordarne l’importanza che, ancora oggi, viene messa in discussione quotidianamente.

Il cinema molto spesso ha raccontato la vita di personaggi che sono stati pionieri delle libertà - ad ora - inalienabili dell’uomo, che hanno dedicato la propria vita al rispetto dei diritti umani o eventi che hanno segnato la storia e a causa dei quali, prima ma anche dopo la Dichiarazione universale dei diritti umani, non sono state rispettate tali norme fondamentali. Dall’italiano e feroce Diaz al documentario incentrato sul giovane Premio Nobel per la Pace Malala, ecco quali sono i film da (ri)vedere per in questa importante giornata.

10 - Diaz

Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizioni crudeli, inumane o degradanti. (Articolo 5 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani).

La Corte Europea dei diritti Umani ha classificato il blitz della polizia nella scuola Diaz avvenuto il 26 luglio nel 2001, durante il G8 di Genova, come un reato di tortura e quindi - sempre secondo la CEDU - in quell’occasione ci fu una chiarissima “sospensione dei Diritti Umani”.

Una scena del film DiazHDFandango

Ma cosa successe esattamente quella sera che ha segnato una delle pagine più oscure della recente storia italiana? A raccontarcelo è il durissimo film diretto da Daniele Vicari, Diaz - Non pulire questo sangue che, attraverso gli occhi di una serie di personaggi, mette in scena la ricostruzione di ciò che accadde alla Diaz soffermandosi anche sui successivi abusi di potere di cui furono vittime da parte della polizia carceraria molti dei 93 detenuti arrestati durante l’irruzione.

9 - Suffragette

Qualche tempo fa, in occasione del settantennale del voto alle donne in Italia (10 marzo 1946), è uscito nelle sale Suffragette, lungometraggio diretto dalla cineasta britannica Sarah Gavron che ha ripercorso le lotte del primissimo omonimo movimento ci emancipazione femminile nato agli inizi del ‘900 nel Regno Unito. Movimento che ha dato il via il via una vera e propria lotta civile, spesso e volentieri violentemente frenata dalle forze dell’ordine e dall’abuso di potere dello Stato, per ottenere l’eguaglianza.

8 - Lincoln

Una scena di LincolnHD20th Century

Tra i pionieri dei diritti umani spicca sicuramente il 16esimo presidente degli Stati Uniti, Abraham Lincoln.  È stato lui, infatti, nel 1985 a liberare schiavi afroamericani con il Proclama di emancipazione. Questa pagina di storia è stata raccontata in Lincoln, film del 2012 di Steven Spielberg, tutto incentrato sugli ultimi mesi di vita del Presidente (magistralmente interpretato da Daniel Day-Lewis) che fu in grado fare approvare dalla Camera dei rappresentanti il XIII Emendamento della Costituzione americana.

7 - La sposa bambina

Un'immagine del film La Sposa BambinaBarter Entertainment

La cineasta yemenita Khadija al-Salami ha trasposto sul grande schermo la biografia di Nojoud Ali, La sposa bambina. Forte di una narrazione estremamente soggettiva - non a caso anche la regista è stata costretta a contrarre matrimonio a soli 8 anni - la pellicola denuncia, attraverso il vero vissuto di Nojoud, la barbara pratica dei matrimoni forzati delle minori diffusissima, ancora oggi, sia nello Yemen che in altri paesi come Bangladesh, Guinea, Mali, Ciad, Mozambico e Niger.

6 - 12 anni schiavo

Se Lincoln ha raccontato le fasi politiche che hanno portato all’abolizione della schiavitù negli Stati Uniti d’America, il lungometraggio di Steve McQueen 12 anni schiavo, liberamente ispirato all’omonima autobiografia di Solomon Northup, narra, in maniera brutalmente veritiera, cosa voleva dire essere essere un oggetto di tale abominio negli anni precedenti alla guerra civile americana.

5 - Selma: La strada per la libertà

Selma - La strada per la libertàNotorius

Nel1965 la comunità afroamericana ha aggiunto un’altra tappa fondamentale al lungo percorso che l’ha portata ad avere - almeno ufficiosamente - gli stessi diritti dei bianchi. Fu in quell’anno, infatti, che ebbe inizio la loro rivolta segnata dalle marce da Selma a Montgomery e rievocate nello splendido film Selma - La strada per la libertà del 2014 diretto da Ava DuVernay

4 - Malala

Eroina dei nostri tempi, Malala Yousafzai è il più giovane Premio Nobel per la Pace, nonché da sempre una fervente sostenitrice per l'affermazione dei diritti civili e per il diritto all'istruzione - bandito da un editto dei talebani - delle donne della città di Mingora, nella valle dello Swat. I suoi ideali l’hanno resa vittima di un gravissimo attentato che, insieme alla sua storia umana e al contempo politica, è stato raccontato nel delicato documentario di Thomas Newman che ripercorre il breve ma intensissimo vissuto di questa straordinaria donna che a soli 20 anni ha deciso di condurre una durissima campagna globale per il diritto all'istruzione delle bambine e dei bambini nel mondo.

3 - La bicicletta verde

Una scena del film La bicicletta verdeHDAcademy Two

Haifaa Al-Mansour è la prima regista donna dell’Arabia Saudita. Criticata in patria - tanto da ricevere anche minacce di morte - per i suoi lavori che, forti di una narrazione semplice e didascalica, toccano a suon di metafora temi ritenuti tabu nel Regno Saudita, Haifaa è conosciuta anche in occidente grazie a La bicicletta verde. Il film pone l’accento, attraverso la storia della piccola Wadjda una bambina che desidera disperatamente una bicicletta per dimostrare di poter essere più veloce del duo amichetto Abdullah, sulle paure che limitano l’esistenza delle donne saudite e la loro condizione.

2 - The Lady: L’amore per la libertà

All'interno di un sistema che nega l'esistenza di diritti umani fondamentali, la paura tende a essere all'ordine del giorno… Non è facile per un popolo condizionato dai timori, soggetto alla regola ferrea che la ragione è del più forte, liberarsi dai debilitanti miasmi della paura. Eppure, anche sotto la minaccia della macchina statale più schiacciante, il coraggio continua a risorgere, poiché la paura non è lo stato naturale dell'uomo civile.

Reuccio dell’action d’autore d’Oltralpe, Luc Besson nella sua prolifica carriera ha dedicato un film anche alla leader birmana Aung San Suu Kyi che da sempre è attiva proprio per la difesa dei diritti umani nel suo Paese messo in ginocchio da una dittatura militare tanto che, nel 1989, venne costretta agli arresti domiciliari per aver fondato Lega Nazionale per la Democrazia.

Il biopic di Besson, The lady - L’amore per la libertà, punta a raccontare soprattutto la vita personale di San Suu Kyi - interpretata da Michelle Yeoh - costretta a vivere lontana dai propri affetti nel nome di un’ideale di libertà più forte di qualsiasi mancanza.

1 - Hunger

Ero soltanto un ragazzo della working class proveniente da un ghetto nazionalista, ma è la repressione che crea lo spirito rivoluzionario della libertà. Io non mi fermerò fino a quando non realizzerò la liberazione del mio paese, fino a che l'Irlanda non diventerà una, sovrana, indipendente, repubblica socialista.

Pellicola che ha segnato l’esordio sul grande schermo del cineasta Steve McQueen, Hunger, è ad oggi uno dei film più crudi e veritieri incentrati sulla tematica della violenza nel carcere, abuso che va contro il quinto articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

In particolare il film narra la storia di Bobby Sands (Michael Fassbender), reale esponente della Provisional Irish Republican Army che per ottenere il riconoscimento dello status di prigionieri politici per membri dell’IRA organizzò negli anni ‘80 uno sciopero della fame in cui perse la vita. La pellicola mostra le violenze e il trattamento discriminatorio di cui i carcerati repubblicani erano vittime. Modus operandi a cui il sacrificio di Bobby Sands, e quello di altri 9 militanti, pose fine nonostante i membri della Provisional IRA non siano mai stati ritenuti prigionieri politici dal governo britannico.

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