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Reboot: gli autori rivelano le difficoltà poste dalle serie TV cult

Gli autori e protagonisti dei reboot televisivi più attesi raccontano come hanno affrontato la sfida di rinnovare le serie cult.

I quattro protagonisti della serie Will & Grace

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I corsi e ricorsi storici di filosofica memoria succedono anche nel mondo dell’intrattenimento: nella musica sono cover, mentre per i film e le serie TV si parla di reboot. Si riciclano format e idee che in passato hanno avuto successo, rarissimamente si dà una chance a opere che non erano riuscite al meglio. Sono anni che il box office del cinema registra alcuni dei suoi più ingenti incassi grazie a titoli che ripropongono vecchie glorie o che continuano a sfruttare ogni possibilità di espansione di un universo narrativo. Anche il mondo delle serie TV, che sembrava diventato baluardo della creatività e della sperimentazione, sta seguendo questa piega e, fomentato dalla nostalgia dei tempi che furono, ci sta riproponendo i titoli che hanno fatto storia - alcuni nemmeno troppo tempo fa.
Inevitabile scontrarsi con le moltissime aspettative dei fan: la sfida è mantenere alti gli standard e convincere, il sogno è superarsi e risultare originali. Ecco come ne hanno parlato gli autori ed i protagonisti.

Da The Good Wife a The Good Fight

foto di gruppo dei protagonisti di The Good FightHDCBS
Il cast di The Good Fight

The Good Wife è andato in onda dal 2009 al 2016, ora la serie torna con la stessa protagonista, Diane Lockhart (Christine Baranski), ma il mondo in cui si muove è cambiato, travolto da uno scandalo enorme. Il produttore esecutivo Robert King spiega che questa transizione ha permesso a The Good Fight di trovare la propria identità nonostante il suo titolo sia così simile a quello della serie originale: “Potrebbe sembrare che sia voluto perché suona come The Good Wife e vogliamo mantenere un marchio. Ma la serie originale si è sempre incentrata su ciò che succedeva nel mondo in quel momento, e ci ha traghettati durante il governo Obama perciò quando è stato eletto Trump, c’era tutta la passione per permettere a The Good Fight di mostrare quanto ciò abbia cambiato il mondo”.

Cosa è cambiato

Sono passati solo otto anni dal debutto di The Good Wife, ma secondo la produttrice esecutiva Michelle King c’è stata una innovazione importante che ha trasformato in meglio la fase di scrittura. “Uber e Lyft hanno reso la narrazione più semplice. Prima era un problema scrivere di un personaggio che esce per un drink perché dovevi sempre spiegare come sarebbe tornato a casa. Ora non ci preoccupiamo della guida in stato d’ebbrezza, quindi possiamo scrivere grandi dialoghi ambientati nei bar”.

Will & Grace

I protagonisti di Will & Grace in un'immagine promozionaleHDNBC
Il cast d Will & Grace

Il ritorno dell’animata combriccola di Will & Grace è uno dei più attesi e graditi, e accade ad oltre dieci anni di distanza, per cui la vera “novità” è il fatto che il tempo passa per tutti, quindi anche Will, Grace, Jack e Karen hanno spento più candeline, lo ammette lo stesso co creatore Max Mutchnik. Eric McCormack (Will) aggiunge:

Sembra una cosa da matti, ma in realtà non è cambiato nulla. L’atmosfera è la stessa.

E continua: “L’unica cosa che mi rendeva nervoso non si è verificata. Credevo che ci sarebbe stato un sacco di cinismo riguardo il nostro ritorno da parte dei critici, o del pubblico. Avrebbero incrociato le braccia e detto ‘Vediamo un po’’. Eppure la gente è sembrata entusiasta fin da subito”.

Cosa è cambiato

Will & Grace non ha mai evitato di dire le cose con estrema franchezza, quindi non sorprende che il co-creatore abbia fatto una battuta sullo stato della politica nel mondo attuale: “Il cambiamento che mi piace meno da quando Will & Grace ha debuttato? Dai… lo sapete”.

Dynasty

Una foto promozionale del cast di DynastyHDCW
Il cast di Dynasty

Dynasty è stata una delle soap opera americane più amate ed andò in onda tra il 1981 ed il 1989. Ora torna alla ribalta con un reboot che sposta l’azione da Denver ad Atlanta e cambia leggermente alcuni personaggi: Krystle diventa Cristal ed è una latinoamericana, Sammy Jo diventa Sam ed è un uomo gay. La produttrice Esther Shapiro, che ha lavorato anche al primo Dynasty, commenta: “Lo show attira ancora donne di ogni età che vogliono fantasticare. Abbiamo dovuto fare la spesa, cucinare e pulire ma non abbiamo partecipato al boom di Wall Street o alle guerre o tutte le cose che fanno gli uomini. Ci hanno lasciato solo le fantasticherie, quindi le donne amano vedere figure femminili che siano forti e potenti”.

Cosa è cambiato

Quando le è stato chiesto se vivere in un’epoca dai costumi molto più liberali rispetto a quella in cui Dynasty ha visto la luce sia un vantaggio per uno show ad alto tasso di sensualità, la Shapiro ha fatto capire che preferisce mantenere un approccio più casto di quanto si pensi: “Le abitudini sessuali sono un po’ diverse ora, e preferirei che tutto ciò rimanesse un po’ più fuori dall’inquadratura. Mi piace quando le persone bramano, quando si dà il tempo alle relazioni di crescere un po’”.

Star Trek: Discovery

Character posters di Star Trek: DiscoveryHDCBS
Il cast di Star Trek: Discovery

Star Trek: Discovery riprende le mosse della serie originale di Star Trek andata in onda tra il 1966 ed il 1969. Da quel momento ci sono state già altre 5 serie TV e 14 film, quindi il produttore Alex Kurtzman sapeva di doversi confrontare con una gran quantità di precedenti e venirne fuori con uno show che offrisse ai fan “qualcosa di nuovo e al contempo familiare”. Per quanto riguarda il nuovo, tra le varie scelte di Kurtzman c’è stata quella di introdurre una donna di colore come protagonista, mentre riguardo l’altro obiettivo il produttore ha commentato: “Stiamo vivendo un momento politico particolarmente complicato, nel quale le persone cui non piacciamo sono percepite come mostri. Quindi abbiamo voluto realizzare uno show che dimostrasse che non è vero. Ed è qualcosa che Star Trek ha sempre fatto splendidamente, mostrando come la vita aliena sia una realtà esterna ma anche vicina a noi”.

Cosa è cambiato

Nonostante tenga le redini di una delle serie che più abbracciano l’idea del futuro e dell’esplorazione dell’ignoto, Kurtzman non ha sposato completamente la causa di Internet. “Da piccolo mi elettrizzò l’arrivo del venditore porta a porta di enciclopedie che passò ore ad illustrarci ogni libro. Mio figlio sta crescendo in un mondo completamente diverso, dove ogni tipo di informazione è accessibile. È bello che la nostra conoscenza sia tanto più ampia, ma il problema è il bombardamento di informazioni che è quasi impossibile spegnere”.

Young Sheldon

Un'immagine del protagonista della serie TV Young SheldonHDCBS
Iain Armitage è il giovane Sheldon Cooper

La nuova serie TV della CBS è uno spin-off, non proprio un reboot, della TV comedy di enorme successo The Big Bang Theory, e racconta l’infanzia del suo protagonista più iconico, Sheldon Cooper. Mentre la serie originale ha adotato il format multicamera (più telecamere fisse), questa nuova ha scelto l’approccio single-camera (una sola telecamera che si muove tra gli ambienti), facendo di Young Sheldon un prodotto esteticamente più vicino ad un film, e che richiede molto più tempo per essere girato e montato, come spiega il produttore esecutivo di entrambi gli show, Steven Molaro: “Abbiamo dovuto adattare un po’ di cose, ma siamo fortunati a poter giocare con entrambi i format”.

Cosa è cambiato

L’evoluzione della tecnologia dall’episodio pilota di Big Bang Theory ha costituito un fattore al contempo positivo e negativo per Molaro: “La cosa migliore è che ora posso ordinare qualsiasi cosa voglia mangiare dal mio telefono e mi arriva a casa. Prima succedeva solo con la pizza. Adesso ti portano sushi di qualità o l’hot-dog del distributore. Però mi sembra un po’ triste che a nessuno interessi più chi siano i miei 8 top friends di MySpace”.

Twin Peaks: The Return

Kyle MacLachlan, Laura Dern e David Lynch in Twin Peaks: il ritornoHDShowtime
Kyle MacLachlan, Laura Dern e David Lynch in Twin Peaks: il ritorno

Il meglio arriva alla fine, e proprio come nella realtà, si tratta di una produzione che esce al di fuori di qualsiasi schema, o catalogazione : Twin Peaks è presentato sempre come la serie TV che reinventò il concetto di telefilm nelle due idolatrate stagioni andate in onda tra il 1990 ed il 1991, ed anche il suo rarefatto ritorno sugli schermi quest’anno è stato capace di capovolgere tutto di nuovo.

Kyle MacLachlan ha ripreso il ruolo dell’Agente Cooper sotto l’esperta guida di David Lynch quando questi gli assicurò che avrebbe interpretato altri personaggi, ovvero il mite e Dougie Jones ed il perfido Mr. C. “David non ha mai dubitato del fatto che potessi farlo. Eppure, quando ho cominciato a leggere i copioni, rimasi sbalordito da ciò che mi si chiedeva di fare”.

Cosa è cambiato

Tra la premiere di Twin Peaks e quella di Twin Peaks : il ritorno sono passati 26 anni, e MacLachlan sottolinea un cambiamento in particolare che ha interessato la nostra società, rendendo la realizzazione di questa serie più complicata: “La nuova sfida era l’incredibile sforzo di non lasciarci scappare nulla di ciò che stavamo facendo. Quello è il lato negativo dello sviluppo dei social media. Ma l’ho abbracciato senza esitazione”.

Qual è il reboot che avete preferito o quello che aspettate più impazientemente?

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