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Pink Different: Nina Zilli intervistata da AliLuvi

Nell'undicesimo episodio di Pink Different la YouTuber AliLuvi intervista la cantante Nina Zilli, che le parla anche del suo ultimo album.

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A Pink Different si parla anche di musica. E nell'undicesimo episodio ci imbattiamo in una bella intervista a Nina Zilli.

Ad occuparsene è la YouTuber AliLuvi, diciannovenne che coltiva varie passioni (tra cui quella per la cucina) e che è davvero entusiasta all'idea di incontrare questa splendida artista dai mille volti.

L'intervista a Nina Zilli 

AliLuvi incontra Nina dopo un live e la sua prima curiosità riguarda le collaborazioni. La cantante le racconta di avere trovato nel tempo degli amici di penna, tra cui J-Ax.

Con il noto artista hip hop ha prima scritto Uno di quei giorni andato nell'album di lui, poi è stata la volta di Butti giù, contenuto nell'ultimo lavoro discografico di lei ovvero Modern Art.

Il discorso va poi sulle sonorità e le influenze: Nina ha da sempre navigato nel soul, però nelle nuove canzoni c'è una forte matrice urban ispirata agli anni'90, periodo che lei ama molto.

In Modern Art ci sono poi varie anime: è pacifista e al tempo stesso rivoltoso, perché lei è abituata a scrivere un testo per poi trovare l'abito giusto per trasformarlo in canzone.

Scritto tra Milano e la Jamaica, l'album è stato poi prodotto da Michele Canova che ha lavorato a distanza con lei, direttamente da Los Angeles.

Insomma, non ci sono davvero confini per Nina, un'artista decisamente Pink Different!

Andiamo a scoprire qualcosa in più sulla cantante.

Chi è Nina Zilli

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Maria Chiara Fraschetta, in arte Nina Zilli, è nata a Piacenza nel 1980. 

Il suo nome d'arte è un omaggio ad una delle sue massime fonti d'ispirazione, la cantante Nina Simone, mentre Zilli è il cognome di sua madre. 

Nina inizia fin da piccola a girare per il mondo: a soli 10 anni se ne va in Irlanda dove rimarrà qualche anno per frequentare una scuola internazionale. 

Durante e dopo il liceo si fa una discreta gavetta esibendosi con numerose band, per poi decidere di riaffacciarsi fuori dall'Italia, approdando negli Stati Uniti, a Chicago e a New York. Qui fa incetta di sonorità afro e soul, che si rifletteranno nei suoi lavori successivi.

Il successo arriva nel 2009: dopo aver firmato un contratto con la Universal, esce Nina Zilli, il suo primo ep. 

Il singolo di debutto 50mila, in cui duetta con Giuliano Palma, riscuote un enorme successo e viene inserito nella colonna sonora del film di Ferzan Ozpetek, Mine Vaganti e in quella del videogioco Pro Evolution Soccer 2011

Nel corso degli anni Nina Zilli ha pubblicato 4 album e ha partecipato numerose volte a Sanremo, sia come concorrente che come ospite. Nel 2012 invece è stata scelta per rappresentare l'Italia all'Eurovision Song Contest.

A settembre è uscito il suo quarto ed ultimo album Modern Art, che vanta appunto numerose collaborazioni, da J-Ax a Tommaso Paradiso.

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Non solo musica: Nina Zilli in TV

Artista poliedrica, Nina Zilli è anche un volto noto della TV. Nei primissimi anni 2000 ha affiancato Red Ronnie nella conduzione di Roxy Bar.

Oltre ad essere stata una veejay di MTV, ha co-condotto con Giorgio Panariello il programma Panariello non esiste e per 3 anni è stata uno dei giudici di Italia's Got Talent.

Grande amante del basket, passione condivisa con il suo fidanzato cestista Stefano Mancinelli, la stessa cantante che oggi ci appare come una vera icona di stile, ha dichiarato di essere stata in passato una ragazzina goffa e anche un po' sfortunata in amore. Difficile a credersi, osservandola oggi!

I suoi look originali e stravaganti sono il frutto di una passione per il vintage che ha sempre e comunque a che fare con la musica. Nina è infatti anche una grande collezionista di vinili, che ha racimolato in giro per il mondo, fin dai tempi in cui viveva negli Stati Uniti.

Insomma, una cantautrice dalle mille sfaccettature, le cui numerose ispirazioni sono tutte riflesse nei colori della sua musica. 

C'è una linea di confine tra parlare e respirare, c'è un momento in cui il silenzio nell'attesa fa rumore, e io ti aspetto qui sotto un cielo di parole, nell'ipotesi infondata che un ricordo può bastare e resto ancora qui nella vana convinzione che la tua costellazione sia la stanza in cui abitare il punto in cui tornare.

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