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Intervista a Gabriella Genisi: 'Dopo tanta nebbia è il mio romanzo'

In questa intervista la scrittrice racconta com'è nato il personaggio di Lolita Lobosco e spiega perché è considerata la controparte al femminile del commissario Salvo Montalbano creato da Andrea Camilleri.

La scrittrice Gabriella Genisi

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Dopo tanta nebbia non è solo il titolo del nuovo romanzo scritto da Gabriella Genisi, ma anche uno stato d'animo. Quello che prova il commissario, Lolita Lobosco nel settimo episodio che la vede coinvolta in nuovi misteri da risolvere. La nebbia non è solo quella di Padova, ma anche del cuore. Lolita, infatti, è stata appena promossa questore e deve trasferirsi al Nord, per svolgere il suo incarico. Il problema è che non riesce ad adattarsi a questa nuova situazione: deve affrontare sia il distacco dalla sua terra, sia dai suoi affetti e dalla famiglia. A Padova non si sente accolta e le manca la sua città, così si abbandona alla malinconia.

Nel settimo romanzo della scrittrice pugliese che ha inventato la serie di gialli ambientati a Bari, ritroviamo Lolita Lobosco che molti hanno considerato come la controparte femminile del commissario Salvo Montalbano di Andrea Camilleri. Ma che cosa ha ispirato Gabriella Genisi a scrivere questa storia? Lo ha spiegato in questa intervista.

Le nuove indagini del commissario Lolita LoboscoSonzogno

Lolita Lobosco può essere davvero considerata la controparte al femminile di Montalbano?
In realtà mi sono ispirata proprio a lui, la scintilla iniziale è scattata dopo aver letto i romanzi di Camilleri e la prima volta che ho visto Luca Zingaretti interpretare il commissario Montalbano. Secondo me c'è una corrispondenza perfetta fra il personaggio dei romanzi e quello televisivo. Certo, all'inizio sono stati loro a orientarmi per delineare il mio personaggio, ma poi ho lasciato che si muovesse da solo.

I lettori hanno spesso sovrapposto le due figure, ma Lolita è stata definita anche dai critici 'la Montalbano al femminile'.

Ha citato la serie tv nata dai romanzi di Camilleri. Secondo lei anche i suoi potrebbero avere un seguito in televisione?
C'è un'idea, ma è ancora troppo presto per poter parlare di una fiction. Luca Zingaretti ha mostrato interesse per la storia che ho creato, penso che abbia intenzione di portarlo in televisione.

Ma Lolita Lobosco può essere definita un po' il suo alter ego?
Il personaggio che ho creato è una donna del Sud, proprio come me. Una donna contemporanea che sa bene che non ci si può proiettare nel futuro senza tenere bene in mente  le proprie radici e la propria storia. Riesce a far coincidere la sua femminilità con il suo lavoro. Pur conservando tutte le peculiarità del genere femminile sa destreggiarsi nelle varie situazioni, non ha nulla da invidiare agli uomini. Fino al 1983, infatti, le donne non potevano svolgere questa professione.

Ho voluto creare una serie di gialli che possono essere anche utili a livello sociale.

Gabriella Genisi autrice della serie su Lolita LoboscoHDGabriella Genisi

Può spiegarci meglio?
Il genere giallo non è fine a sé stesso, non indaga senza che ci sia una ragione e solo per il fatto che sia stato commesso un delitto. Per avere un senso è necessario che debba affrontare temi importanti, come quelli che ho deciso di trattare in questo libro: il bullismo, cyberbullismo e femminicidio. Sono questioni fondamentali.

E quindi come si possono affrontare?
Fare luce su questi argomenti, parlarne con un linguaggio che possa essere anche accessibile ai ragazzini ma anche ai loro genitori. In questo modo si potrebbero creare dibattiti, nei quali ci si può confrontare e aiutare. Sono certa che il genere che ho scelto può essere utile anche a far riflettere e evidenziare questi problemi, così da far smuovere sia le coscienze che le istituzioni.

Che cosa ne pensa delle donne di oggi?
Senza dubbio hanno fatto grossi passi in avanti. Mai come nel Novecento e nel nuovo millennio stanno ottenendo gli stessi diritti dell'uomo, in particolare per quanto riguarda la vita professionale. Ma è pur vero che un aumento dei casi di violenza sulle donne è allarmante. Secondo me in questo momento sono gli uomini a sentirsi un po' in difficoltà, perché per la prima volta nella storia il loro ruolo di capofamiglia è stato messo in forte discussione.

Con i suoi romanzi è riuscita a far conoscere la Puglia anche al Nord.
Sicuramente è una regione che ha fatto passi in avanti, ma di certo non per quanto riguarda la diffusione della lettura. In generale, però, siamo riusciti a scrollarci quel marchio un po' folkloristico, alla Lino Banfi, e ci siamo fatti conoscere per quello che siamo. Una regione con alcune bellezze naturali, ma anche culturali. Questo ha consentito alla Puglia di essere una delle regioni più visitate in Italia, ma anche una delle mete più ambite al mondo. Sì, ci sono degli scrittori conosciuti a livello nazionale, alcuni film sono stati girati in questa regione, ma non abbiamo ancora delle peculiarità che sono spiccate in maniera preponderante a livello nazionale.

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