Stai leggendo: Il Regno Unito vuole bandire l’omeopatia: 'È solo un placebo'

Prossimo articolo: Nikki Reed conquistata dalle pillole alla placenta, ma fanno bene?

Letto: {{progress}}

Il Regno Unito vuole bandire l’omeopatia: 'È solo un placebo'

Il National Health Service avanza la proposta di bandire l’omeopatia in quanto priva di prove di efficacia: “È meglio usare i fondi per terapie che funzionano”.

confezioni di vetro piene di di farmaci omeopatici

4 condivisioni 1 commento

Il National Health Service (NHS, ovvero il servizio sanitario britannico) vuole mettere al bando l’omeopatia nel Regno Unito. Il suo amministratore delegato, Simon Stevens, ha infatti affermato che “nella migliore delle ipotesi, l’omeopatia è un placebo e costituisce un uso improprio dei già scarsi fondi del NHS, che potrebbero essere impiegati meglio per terapie che funzionano”.

The Independent riporta che il servizio sanitario inglese spende ad oggi oltre 90mila sterline (circa 104mila euro) all’anno per le terapie “naturali”, ovvero quelle che impiegano dosi molto diluite di sostanze naturali che secondo i sostenitori dell’omeopatia aiuterebbero il corpo a guarire da solo.

Non vi sono solide prove di efficacia a livello clinico.

Così è descritta l’omeopatia nel documento di consultazione rilasciato dal servizio sanitario, nel quale si sollecita i medici di base inglesi a non prescrivere queste terapie a nuovi pazienti per ridurre i costi delle prescrizioni stesse, annotando anche che “spesso i pazienti ricevono medicine la cui inefficacia è comprovata e talvolta sono addirittura pericolose”, quando spesso esistono alternative “più efficaci, sicure e/o più economiche”. 
Simon Stevens ha poi detto: “Il NHS è forse il servizio sanitario più efficiente al mondo, ma come in qualsiasi paese ci sono sempre spreco ed inefficienza che vogliamo estirpare ad ogni costo. Le persone si aspettano giustamente che il NHS usi ogni sterlina ponderatamente, e oggi stiamo prendendo adeguate misure per sbloccare fondi che è meglio spendere per medicine e terapie moderne”.

L’obiettivo è di far risparmiare circa 250 milioni di sterline all’anno: infatti, nel 2016 in Gran Bretagna sono stati prescritti oltre un miliardo di farmaci omeopatici, per un costo totale di oltre 9.2 miliardi di sterline. Ora dai piani alti arriva la richiesta di ridimensionare queste spese, e lo si sta facendo con nuove direttive in cui si indicano 18 terapie che non dovrebbero essere prescritte, e vuole limitare anche la possibilità di prescrivere 3200 prodotti tra cui colliri, sciroppi per la tosse e creme solari che si possono facilmente reperire anche nelle farmacia o supermercati.

Il divieto dovrebbe nel prossimo futuro arrivare a comprendere anche trattamenti a base di erbe, cerotti di lidocaina, gli acidi grassi Omega-3 e l’uso del co-proxamol, un antidolorifico senza licenza che era stato ritirato dal mercato dieci anni fa per via di preoccupazioni in materia di sicurezza. Addirittura, i tagli previsti dalla NHS potrebbero arrivare a impedire che i medici di base possano prescrivere vaccini per i viaggi, pasticche per la febbre da fieno e cibo privo di glutine.

Da noi l’omeopatia non è altrettanto diffusa e anzi il 2016 ha registrato una consistente flessione nelle vendite e nel fatturato per il settore. Nel rapporto Omoeopatia: l’immagine odierna commissionato l’anno scorso da Omeoimprese alla società di ricerche di mercato Emg, l’80% degli italiani conosce l’omeopatia e uno su cinque l’ha utilizzata almeno una volta nei dodici mesi precedenti l’indagine e l’uso maggiore è in pediatria. Le aziende che producono farmaci omeopatici, però, continuano a lamentare una penalizzazione per quanto riguarda la loro presenza nel mercato italiano: è colpa delle tariffe troppo alte, che portano ogni azienda a pagare molte migliaia di euro per ogni AIC (Autorizzazione all’Immissione in Commercio) e anche in occasione di variazioni nelle componenti di un medicinale omeopatico o anche solo delle modifiche societarie.

La nostra situazione è dunque molto diversa da quella inglese, dove evidentemente il ricorso a farmaci omeopatici è molto più consistente che da noi, eppure nonostante le pubblicazioni scientifiche ancora non diano riscontro solido dell’efficacia di questi trattamenti, le persone che ne fanno uso sono molte. Voi che ne pensate?

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.