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A Buenos Aires la mostra P. P. Pasolini: Io So… curata da Enzo De Camillis

La rassegna fotografica dedicata a Pierpaolo Pasolini regala immagini inedite scattate sul set dei suoi film che rappresentano il contesto politico e sociale di quel periodo storico.

Uno scatto del regista, scrittore e intellettuale Pierpaolo Pasolini

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Sarà inaugurata il prossimo 7 dicembre a Buenos Aires la Mostra fotografica “P. P. Pasolini: Io So…” a cura delle scenografo e regista Enzo De Camillis, con un’ esposizione di oltre 120 fotografie scattate durante la realizzazione delle sue pellicole.

Pierpaolo Pasolini, l’intellettuale del XX secolo, scrittore, regista e poeta rivive attraverso le immagini dei suoi film in una rassegna, voluta in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale e l'Istituto Italiano di Cultura presso il Centro Culturale Borges.

Ha sperimentato diversi generi, la scrittura, la poesia fino al linguaggio cinematografico sollecitato, all’inizio, dall’amico Federico Fellini. Nel 1954 è sceneggiatore, lavorando con Mario Soldati, Federico Fellini, Mauro Bolognini e Bernardo Bertolucci, per poi passare dietro la macchina da presa e tradurre la sua poetica in immagini figurative. Nelle sue pellicole l’artista bolognese, ucciso barbaramente il 2 novembre 1976, ha denunciato le ipocrisie borghesi della società degli anni ‘50 e ‘60, ha mostrato i ragazzi di borgata, personaggi grotteschi, la parabola dell’Italia sorprendendo le persone per la potenza del messaggio della sua opera.

Pasolini

I suoi film hanno riscritto la grammatica stessa del cinema: Accattone, Mamma Roma con una memorabile interpretazione di Anna Magnani, sua grande confidente anche nella vita, La ricotta, che gli procurò una condanna per vilipendio alla religione di stato, Il Vangelo secondo Matteo. La sua sensibilità poetica come il suo cinema erano unici. Seguirono Edipo re, Teorema e Medea con la Callas, accesi da un realismo visionario e tanti altri fino all'ultimo film, uscito postumo, Salò o le 120 giornate di Sodoma, metafora del potere. Ha sempre diviso suscitando il plauso ma anche l’odio per i suoi giudizi estremi. Molti lo associarono e identificarono con la corruzione morale dei tempi moderni e con il dilagare del comunismo.

La mostra

Allestita presso il Centro cultural Borges a Buenos Aires resterà aperta fino al 30 gennaio 2018, sviluppandosi cronologicamente attraverso la rappresentazione di 10 film con materiale inedito, fornito da Centro Sperimentale di Cinematografia (Cineteca Nazionale). Qui sarà possibile ammirare Pasolini tra “Cinema e Società”: le foto dai vari set, il rapporto tra lo scrittore e Roma, le immagini della società per contestualizzare gli eventi nazionali, internazionali e politici che hanno segnato la storia di quegli anni da lui vissuti e trasportati nei suoi film. L'esposizione è stata già richiesta da altri paesi come Brasile e Tunisia, diventando un’occasione per divulgare la cultura italiana nel mondo.

HD

“Pier Paolo Pasolini. Io So …” è anche il titolo del libro che l’autore-regista Enzo De Camillis ha scritto su Pasolini dove raccoglie i ricordi e le testimonianze di alcuni importanti intellettuali e cineasti italiani, tra gli altri, Stefano Rodotà, Gianni Borgna, Citto Maselli, Pupi Avati e Ugo Gregoretti, presenti nel docu-film “Un intellettuale in borgata”. Libro e film sono stati presentati al 73.mo Festival del Cinema di Venezia.

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