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Noomi Rapace: 'Per Seven Sisters ho fatto un viaggio nel mio passato'

Combattente sullo schermo e nella vita, la diva svedese racconta come è riuscita a interpretare sette gemelle facendo un viaggio a ritroso nel proprio passato.

Noomi Rapace ospite al Torino Film Festival

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Ha incarnato alla perfezione il personaggio della hacker ribelle Lisbeth Salander e a vederla da vicino non c'è da stupirsi. Anche se Noomi Rapace rifiuta di considerarsi un modello per le giovani donne, il ciuffo che ricade sull'occhio, il look dark, il viso pallido e lo sguardo rabbioso di Lisbeth hanno fatto storia. Incontrandola nel corso del 35° Torino Film Festival, dove accompagna la release italiana del thriller fantascientifico Seven Sisters, scopriamo che Noomi ha molto in comune con Lisbeth, sguardo rabbioso escluso.

In realtà la rabbia è una componente molto presente nella vita di Noomi Rapace, che racconta di aver vissuto un'adolescenza punk e ribelle, in guerra contro le convenzioni, contro la polizia e contro il sistema. Col passare degli anni la situazione è migliorata, ma l'arrivo del successo non ha pacificato del tutto il carattere impetuoso dell'attrice svedese che ammette di non tollerare le ingiustizie e di combattere strenuamente nelle cose in cui crede.

Proprio come le sette sorelle protagoniste di Seven Sisters, thriller distopico in cui, a causa della sovrappopolazione che minaccia la sopravvivenza del pianeta e della specie umana, non è permesso avere più di un figlio. Le sette sorelle, chiamate dal nonno con il nome dei giorni della settimana, si proteggono a vicenda e hanno creato un sistema per nascondersi dal governo: fingersi un'unica persona e uscire a turno un giorno alla settimana.

Tante Noomi Rapace in Seven SistersHD

Cosa ti ha convinto a recitare in Seven Sisters?
L'adulazione. Tommy Wirkola mi ha chiamato, mi ha raccontato il film e mi ha detto che in un primo tempo i protagonisti erano sette fratelli, ma c'era una sola persona che lui immaginava nel ruolo, me. Quando abbiamo iniziato a lavorare alla sceneggiatura sentivo di voler rendere le sorelle credibili, reali. Dovevano essere diverse tra loro, ma non volevamo cadere nei cliché in stile Spice Girls, la sportiva, la sensuale, l'infantile. Così ho dovuto fare un lavoro interiore, calarmi dentro me stessa. Tutte le sorelle sono sempre io, ma in diversi momenti della mia vita. Ho fatto un viaggio introspettivo a ritroso.

Mentre tanti bambini vengono sottratti alle famiglie e ibernati, le tue sette sorelle si proteggono a vicenda a scapito degli altri. Non è una scelta egoistica?
Non è egoismo, ma è amore. Quando vuoi bene a qualcuno o quando ti innamori diventi egoista. L'amore è più forte di tutto, anche della lealtà. Le sette sorelle sono costrette a nascondersi, a rinunciare a crearsi una propria esistenza indipendente per proteggersi dal mondo esterno. Molte donne sono costrette a fare delle scelte difficili o delle rinunce per proteggere i loro cari. È sempre un conflitto tra mondi diversi, anche per me che sono una madre e al tempo stesso una donna che lavora.

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Come avete lavorato sul set per creare l'illusione delle sette sorelle?
In fase di preparazione abbiamo dedicato un giorno a sviluppare ciascuna di loro perché volevamo che fossero tutte protagoniste. Per il resto non avevamo regole, alcuni giorni interpretavo solo una o due sorelle, altri tutte e sette. Ogni sorella aveva trucco e costumi diversi dalle altre, per ognuna ascoltavo musica diversa e indossavo un profumo diverso. A volte dovevo cambiarmi quattro, cinque, sei volte.

Noomi Rapace presenta Seven Sisters a Torino


Il resto lo hanno fatto gli effetti speciali?
Bryan Jones, che ha curato gli effetti speciali, ha fatto un lavoro incredibile. Duplicare un personaggio non è difficile, ma sette è un'impresa. Per lui era fondamentale che io stessi sempre nel personaggio che stavamo filmando in quel momento. Le scene più complesse da realizzare non sono state quelle action, ma quelle più intime come la nel bagno in cui una sorella vomita, l'altra che le tiene i capelli e una terza è nella doccia. In quel caso Bryan si è superato.

Che preparazione fisica ha richiesto Seven Sisters?
Per il film mi allenavo due volte al giorno. Lavora a stretto contatto con il team di stunt, ero completamente dedicata al film. Per cinque mesi non sono mai uscita la sera, non sono mai andata a cena fuori, non ho bevuto alcool. Le mie giornate iniziavano e finivano in palestra, le sette sorelle erano tutto ciò che avevo. Quando, dopo settimane di solitudine, è apparso sul set Willem Dafoe mi sono messa a piangere dalla gioia.

Durante la lavorazione del film avrete riflettuto sui temi al centro della storia, la sovrappopolazione, l'ambientalismo e il destino del pianeta?
Ne abbiamo parlato a lungo. Tommy è molto negativo al riguardo, ma io ho una visione più positiva. Siamo tutti un unico pianeta, dovremmo lavorare tutti insieme. Ed è terribile che i governi non operino di comune accordo per salvare il pianeta e neghino il problemi. Certe bugie mi spaventano. Per fortuna ho speranza nelle nuove generazioni. Vedo che mio figlio a scuola sta sviluppando una forte coscienza civile, è attento a cosa mangiamo, ai consumi, all'inquinamento. I giovani sono il nostro futuro e sapranno fare meglio.

Seven Sisters: Noomi Rapace in azioneHD

In passato hai interpretato Lisbeth Salander, una donna maltrattata e violata, ma capace di ribellarsi. Adesso nell'industria cinematografica sono in molte a ribellarsi, a denunciare le molestie. Cosa pensi di ciò che sta succedendo?
Sono sollevata. Appena questo fenomeno è cominciato ho pianto pensando a quanto hanno sofferto certe mie colleghe. Come è possibile che ancora oggi accadano queste cose? Che le donne siano trattate così male? Dobbiamo combattere insieme e denunciare. Credo che questo sia solo l'inizio, visto che questa tendenza a denunciare si sta diffondendo anche in altri ambiti. Le molestie purtroppo avvengono ovunque.

Quest'anno la retrospettiva del Torino Film Festival è dedicata a Brian De Palma che ti ha diretto in Passion. Cosa ricordi di quell'esperienza?
Avevo visto tutti i suoi capolavori e li adoravo. Quando Brian mi ha chiamato ero molto eccitata all'idea di girare il remake di un film francese. De Palma ha un carattere molto complicato e proveniamo da culture diverse, è stato un viaggio interessante. La cosa che mi ha colpito di più è vedere quanto Brian, così come Ridley Scott, sia ancora pieno di passione. Sono concentrati su ciò che fanno e lavorano duramente pur avendo una certa età. Sono coraggiosi, hanno una dedizione che non sempre trovo negli autori più giovani.

Seven Sisters è al cinema dal 30 novembre.

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