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Seven Sisters: distopie al femminile con Noomi Rapace che si fa in sette

Un ruolo impegnativo per la diva di Millennium che interpreta sette sorelle in lotta contro un governo dittatoriale del futuro.

Seven Sisters: un'immagine di Noomi Rapace

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Il futuro è minaccioso in Seven Sisters, pellicola presentata al 35° Torino Film Festival. Pur avendo un concept di provenienza americana, la pellicola fantascientifica si rivela decisamente europea. Il regista Tommy Wirkola è norvegese, la produttrice è la mitica Raffaella De Laurentiis, Willem Dafoe, che nel film ha un ruolo chiave, vive ormai da anni a Roma e la produzione, per abbattere i costi, ha deciso di girare in Romania.

E poi c'è lei, Noomi Rapace, protagonista assoluta che stavolta si fa in sette. La Rapace interpreta sette sorelle gemelle costrette a nascondersi in un futuro vicino, ma cupissimo in cui per combattere la sovrappopolazione un governo dispotico ha deciso di imporre la regola del figlio unico. Tutti i figli che eccedono la quota vengono sottratti alle famiglie e ibernati in attesa di un ipotetico risveglio.

Seven Sisters: una scena del filmHD

Noomi Rapace ci ha abituati a ruoli fisici in cui è costretta a combattere uomini o addirittura creature soprannaturali. Il suo look punk e l'aria da fight queen stavolta lasciano il posto a sette personalità diverse. Le sette gemelle focus di Seven Sisters escono a turno un giorno alla settimana, ma questo escamotage, ideato dal nonno per evitare che venissero portate via dal governo, impedisce loro di vivere un'esistenza piena. Solo a casa le sette donne possono esprimere la loro vera personalità, mentre in pubblico si fingono tutte un'unica persona, Karen Settman, nome mutuato dalla madre defunta. Ma un giorno questa routine si interrompe quando Monday non fa ritorno a casa.

Il futuro è un affare di famiglia

Dopo aver dimostrato di padroneggiare nazisti zombie e streghe cattive, con Seven Sisters Tommy Wirkola fa il salto di qualità e lo fa, curiosamente, dirigendo il primo film non scritto da lui. Pur avendo un budget ridotto per una produzione di questo tipo, Seven Sisters si rivela un thriller ambizioso che guarda a modelli alti e si distingue per via di una confezione sofisticata e visivamente notevole. Merito del giovane mago degli effetti speciali Bryan Jones.

Dire qualcosa di nuovo nell'ambito della fantascienza distopica è difficile quando alle spalle si hanno mostri sacri come Blade Runner, Brazil o Matrix. Il modello dichiarato di Tommy Wirkola è, però, I figli degli uomini, un piccolo film meno sbilanciato sul versante spettacolare e più concentrato sull'elemento umano.

L'urlo di Noomi Rapace in Seven SisterHD

Seven Sisters è attraversato da un doppio binario: da una parte una dichiarata connotazione politica, visto che la scelta di dipingere un mondo futuro dominato da un regime dittatoriale orwelliano si riallaccia a una fitta tradizione letteraria, dall'altra la centralità della dimensione domestica visto che al centro della storia c'è una famiglia i cui membri, tutte donne dopo la scomparsa del nonno, per proteggersi a vicenda sono costretti a rinunciare all'individualità, all'indipendenza, all'amore, alla possibilità di costruirsi un'esistenza indipendente.

Questo tema viene toccato spesso nei confronti casalinghi tra sorelle in cui Noomi Rapace da il meglio di sé moltiplicandosi in sette personalità diverse: c'è la gemella ribelle, quella nerd timida e insicura, quella sensuale e sfrontata, la razionale, la guerriera e così via. Le sorelle si confrontano, si toccano, si abbracciano e combattono in un'illusione realistica supportata dagli incredibili effetti speciali e dall'ennesima straordinaria performance di Noomi Rapace.

Willem Dafoe in una scena di Seven SistersHD

Citazionismo e virtuosisimi registici

Pur mettendo in scena un presente (futuro) da tregenda, Seven Sisters trova lo spazio per costruire un adeguato background ai personaggi. In una serie di flashback vediamo a conoscenza della genesi del piano di Willem Dafoe che, per salvare le nipoti, le abitua a uscire solo un giorno alla settimana. Nel corso di un drammatico incidente in cui una delle bambine si ferisce, tutte le sorelle capiranno a loro spese quanto il loro destino sia interconnesso e ognuna sia responsabile della sorte delle altre.

Godibile e spettacolare, Seven Sisters è scandito da un ritmo rapido e avvincente. Wirkola sacrifica la dimensione politico-filosofica a scapito di quella action. Il film, che si distingue per l'ottima confezione, è punteggiato di spettacolari sequenze di lotta in cui Noomi Rapace risulta impeccabile. Wirkola si concede, inoltre, il vezzo di inserire alcune sequenze di esplicita violenza grafica che faranno tappare gli occhi ai più, ma solleticheranno il gusto degli amanti delle tinte forti.

La scelta di privilegiare la componente più disimpegnata penalizza la villain Glenn Close che, nei panni della politica Nicolette Cayman, risulta una macchietta priva di spessore. Di tutt'altro peso la performance umana e toccante di Willem Dafoe che tocca i tasti giusti per risultare ancora una volta incisivo.

Seven Sisters è al cinema dal 30 novembre.

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