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Patty Pravo: la ragazza del Piper si racconta in un'autobiografia

La cantante ha scritto la sua prima autobiografia, La cambio io la vita che, pubblicata dalla casa editrice Einaudi. Un modo per raccontarsi e raccontare un pezzo della musica e della storia italiana.

La cantante Patty Pravo si esibisce in uno dei suoi live

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Quando Nicoletta Strambelli era piccola, non sapeva che un giorno sarebbe diventata una delle più grandi star della musica italiana. Una vera e propria icona rivoluzionaria. Certo, lei aveva un temperamento un po’ ribelle e alle regole si opponeva con tutta la sua forza (nonostante fosse una ragazzetta degli anni Cinquanta). Ma, come a volte accade, quel moto di insurrezione lasciava presagire un lato in qualche modo geniale che di lì a poco si sarebbe manifestato. Perché quella Nicoletta Strambelli sarebbe diventata la cantante che noi tutti conosciamo oggi: Patty Pravo. Dopo aver festeggiato i suoi 50 anni di carriera, l’eterna ragazza del Piper ha pubblicato la sua autobiografia: La cambio io la vita che (pubblicata da Einaudi).

La cambio io la vita che, la prima autobiografia scritta da Patty PravoEinaudi

In 170 pagine l’artista, simbolo di anticonformismo, ha raccontato com’è nata la sua passione. Gli anni in cui ha vissuto con i suoi nonni a Venezia, l’idea di diventare una direttrice d’orchestra. A incoraggiarla sua nonna, Maria, che l’aveva persuasa ad ascoltare la musica classica. Dalle sue proteste (come quella di fumare a soli 13 anni, o quando organizzò uno sciopero per i banchi di scuola rovinati) alla maturità e poi le sue prime esibizioni al Piper e la consacrazione con Pazza Idea e prima con La Bambola (che non ha mai sopportato).

La ragazza del Piper

“Allora sarai Patty Pravo. La ragazza del Piper”, con queste parole il proprietario di uno dei più famosi locali d’Italia, Alberigo Crocetta aveva creato uno dei personaggi più controversi nella storia della musica italiana. L’incontro con quello che sarebbe diventato uno dei più noti talent scout e produttori, lo ha raccontato la cantante nel suo libro con queste parole: “Quando fui davanti a lui, il famoso Crocetta si presentò e mi sorrise. Aveva un’espressione professionale, per nulla scherzosa”.

La cantante Patty Pravo nel periodo al PiperHDPatty Pravo

 Il Piper non era solo un locale, ma un vero e proprio crocevia di artisti: da Gianni Boncompagni e Renzo Arbore (che avevano iniziato da poco a condurre Bandiera Gialla) ad Alberto Marozzi (detto Albertino) agli Equipe 84 di Maurizio Vandelli e Caterina Caselli (solo per citarne alcuni). Lavorando al Piper, Patty Pravo non solo ha dato prova delle sue capacità canore, ma ha anche eseguito le coreografie create per lei da Don Lurio e Franco Miseria. Quel locale, in realtà, aveva tanti contatti, come quelli con l’Rca e le altre case discografiche.

Un’icona di stile

Patty Pravo è stata un’outsider e in pubblico lo ha dimostrato prima di tutto con i sui abiti. Ma quali erano i look che sfoggiava negli anni ’70? È stata la prima a portare sul palco la Biba (il celebre marchio tipico della Swining London) e gli altri abiti di ispirazione londinese. Dal miniabito optical bianco e nero ai cuissardes con tacco basso (che per altro sono tornati di moda) abbinati ad abiti corti. La cantante è stata fra le prime a non farsi problemi nello scoprire le sue gambe, come aveva fatto prima di lei Mary Quant. Nonostante gli anni siano passati, Patty Pravo continua a essere considerata una vera icona. A 69 anni sa ancora portare con disinvoltura pantaloni di pelle e camicie con dettagli vedo non vedo.

Uno scatto della collezione personale di Patty PravoHDPatty Pravo

 

Le battaglie per la libertà

Patty Pravo, appena 13enne, fumava senza problemi in pubblico. Lo ha scritto nella sua autobiografia. È sempre stata molto libera nel modo di esprimersi, per questo negli anni ha abbracciato anche delle cause. Un esempio? Le tante battaglie per il divorzio. La cantante ha affermato di non aver mai votato in vita sua, ma più volte ha sostenuto i Radicali per la liberalizzazione delle droghe leggere. Il suo punto di vista sulla questione è chiaro: “Lo stigma sulle droghe non l’ho mai capito davvero: basta che non fai male agli altri e per me puoi farti ciò che vuoi”.

Patty Pravo in una delle sue esibizioniHDPatty Pravo

D’altronde che cosa ci si può aspettare da una che da ragazzina ascoltava Nina Simone, andando controcorrente? Nella sua carriera ha dovuto sostenere tante situazioni, come quel peso rappresentato da La Bambola: brano che ha dovuto cantare ma che non l’è mai piaciuto. Il motivo? Non ha mai voluto incarnare lo stereotipo di una donna che non la corrispondeva (del tutto dipendente dal suo uomo). Proprio lei che ha vissuto gli anni ’60 con libertà e anarchia.

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