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Ghostbusters al femminile: ecco perché è stato un flop secondo Paul Feig

Il reboot tutto al femminile di Ghostbusters è stato uno dei flop più discussi e criticati del 2016. A un anno di distanza, il regista Paul Feig parla del clamoroso insuccesso e si toglie qualche sassolino dalla scarpa.

Il cast femminile di Ghostbusters

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Critica, pubblico, maschilisti e femministe: il reboot estivo dei Ghostbusters nell'estate del 2016 è riuscito davvero a mettere d'accordo tutti, sì, ma in chiave negativa. Il film è stato massacrato dalla carta stampata e al botteghino statunitense ha racimolato un misero bottino di 128 milioni di euro (a fronte di un budget iniziale di 144 milioni di euro spesi per l'operazione). Certo il film di Paul Feig non ha avuto vita facile sin dalle sue prime fasi di lavorazione. Sin dall'annuncio in molti hanno storto il naso di front all'ennesimo franchise anni '80 da "aggiornare" nel nuovo Millennio. Quando poi si è saputo che il cast sarebbe stato tutto femminile sul progetto ancora in pre produzione si sono abbattute le ire di maschilisti e tradizionalisti, pronti a boicottare un film che ancora non era stato girato. 

Le protagoniste di Ghostbusters 2016 combattono con i fucili fotoniciHDColumbia Pictures
Ghostbusters ha fatto capire chiaramente quanto sia difficile superare i pregiudizi contro i "film al femminile"

A un anno di distanza dalle feroci polemiche che hanno travolto lui e il cast (in particolare l'attrice afroamericana Leslie Jones), Paul Feig è pronto a raccontare la sua verità e a togliersi qualche sassolino dalla scarpa. 

A spulciare bene i dati del box office Ghostbusters non è stato nemmeno quel flop economico tanto sbandierato. La sua performance non è stata brillante negli Stati Uniti, ma con gli incassi mondiali ha sfondato quota 250 milioni di dollari, ripagando ampiamente il suo budget. È un risultato sotto le aspettative per un grande pop corn movie estivo basato su un franchise conosciuto, ma negli ultimi anni ci sono pochi altri esempio di film che sono stati così osteggiati e criticati sulla base di una semplice lista di attori e attrici presenti nel cast, senza nemmeno attendere il primo trailer. 

Il regista di Ghostbusters Paul FeigHDGettyImages
Paul Feig rivela che il flop di Ghostbusters è uno dei più grandi rimpianti della sua vita

L'attrice afroamericana Leslie Jones è stata in particolare oggetto di violentissimi attacchi razzisti per via del suo aspetto fisico e della sua pelle nera, ma anche le 3 protagoniste Melissa McCarthy, Kristen Wiig e Kate McKinnon sono state bersagliate da minacce e messaggi d'odio online. Il motivo? Il semplice fatto che avessero "osato" accettare di far parte di un remake volto a creare una versione tutta al femminile di un classico degli anni '80. 

La verità di Paul Feig

Intervistato da Cinema Blend sull'argomento, il regista Paul Feig torna sulla spinosa questione: "Siamo rimasto decisamente spiazzati perché il film è diventato ben presto una lotta. Penso che una fetta del nostro pubblico abbia pensato: 'Ma che diavolo sta succedendo? Non voglio prendere parte a una lotta, voglio solo vedere un f*****o film!'"

Certo non deve essere stato semplice essere travolto da una tale ondata di critiche durissime. Il rimpianto del regista va oltre la sfera personale della propria carriera: "Se ho un grande rimpianto nella mia vita è proprio che questo film sia andato così male, perché io lo amo davvero molto. Non è un film perfetto, ma nessuno di quelli che ho diretto lo è. Mi è piaciuto quello che abbiamo fatto sul set. Il nostro scopo era solo quello di far divertire la gente."

Il clima politico infuocato dalla campagna elettorale per le presidenziali statunitensi non ha giovato al film. Non è stato l'unico a sollevare il dubbio che con l'enorme polemica mediatica tale volta a sottolineare la presunta "agenda politica" del film, parte del pubblico abbia semplicemente deciso di non andare al cinema, spaventata dal messaggio che la propria presenza in sala avrebbe potuto lanciare. 

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