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La storia di Zahra Lari, la pattinatrice con l'hijab

La Principessa sul Ghiaccio che per raggiungere il suo obiettivo ha dovuto superare tante difficoltà, ma soprattutto le critiche e le minacce della comunità islamica.

La pattinatrice Zahra Lari in una gara

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Il suo interesse per il pattinaggio è iniziato dopo aver visto il film Ice Princess - Un Sogno sul Ghiaccio. Da quel momento per Zahra Lari non è stato più lo stesso, doveva realizzare il suo sogno: pattinare sul ghiaccio. Per lei non è stato facile, perché arriva dagli Emirati Arabi e le donne che praticano lo sport sono viste con sospetto. Ad aiutarla, però, è stata sua madre, Roquiya Cochran, che ha sostenuto fin da subito il sogno di sua figlia, tant'è che ha scelto di diventare anche sua manager e seguirla in tutte le gare. Ma che cos'ha di speciale questa ragazza di appena 22 anni? Presto detto: Zahra Lari è la prima pattinatrice che si esibisce con lo hijab. Anche la Nike è venuta incontro ai suoi desideri, realizzando per lei lo hijab da indossare nelle competizioni sportive. Così la giovane è diventata persino una testimonial del brand. Ma quali sono state le difficoltà che la 22enne ha dovuto affrontare? Lo abbiamo chiesto direttamente a lei in questa intervista.

Può raccontarci com'è nata la sua passione per il pattinaggio?
Tutto ha avuto inizio quando ho visto il film della Disney, Ice Princess, avevo 12 anni e fui letteralmente coinvolta dalle immagini e dalla musica. Pensai, quindi, che volevo provare anch'io a pattinare sul ghiaccio e da quel momento non ho abbandonato questo sogno. Certo, non è stato per nulla facile imparare, ma ora ogni volta che lo faccio mi sento libera e persino rilassata. Le donne della mia comunità devono necessariamente indossare il velo, insomma ci deve sempre essere qualcosa che garantisca la privacy fra loro e il mondo esterno. Come se fosse una barriera che io ho cercato di superare.

Molti la conoscono come la Principessa sul Ghiaccio. Qual è il suo metodo di allenamento?
Mi alleno tre volte a settimana per perfezionarmi, ma nel frattempo studio Salute e sicurezza ambientale all'Università di Abu Dhabi. In realtà ho iniziato a studiare effettivamente dal 2011, qualcuno ha creduto nelle mie capacità e, dopo avermi messa a la prova, ha voluto puntare sulla mia formazione. Ma non è stato per nulla facile.

In che senso?
Voglio dire, se sei una donna occidentale non dovresti avere problemi a scegliere di inseguire un sogno. Per noi donne che veniamo dagli Emirati Arabi, invece, tutto si complica perché dobbiamo sottostare a rigide regole di comportamento. La mia difficoltà principale è stata quella di convincere prima di tutto mio padre a lasciarmi fare. Ho dovuto lottare parecchio.

Suo padre avrebbe solo voluto proteggerla, non trova?
Certo, anche perché a preoccuparlo era soprattutto il parere della gente. Non è stato semplice far capire agli altri che il pattinaggio è uno sport e non una danza, e che quindi non dovesse essere oggetto di scherno. Quello che mi ha dato più fastidio sono state le critiche che ho ricevuto da persone che non mi conoscono, e che non fanno parte della mia cerchia di amicizie. Mio padre e mia madre, però, hanno finito per sostenere questa mia causa e insieme abbiamo aperto la prima società di pattinaggio degli Emirati Arabi.

La pattinatrice sul ghiaccio Zahra Lari.HDZahra Lari

La società dovrebbe essere più clemente nei confronti delle donne e dei loro sogni.

Lei, però, ha ricevuto persino minacce...
La mia comunità non approva che una donna possa esibirsi davanti a un pubblico con uomini. Questo, però, non mi ha scoraggiata e infatti sono qua. Noi donne arabe siamo forti e crediamo in noi stesse, soprattutto quando vogliamo raggiungere i nostri obiettivi. Mi ero anche impegnata per le Olimpiadi invernali 2018 in Corea del Sud, ma non sono riuscita nella mia impresa e infatti non potrò partecipare.

Questo l'ha un po' demoralizzata?
No, anche se ho un po' di rammarico. In questo momento, però, il mio sguardo è rivolto alle Olimpiadi invernali 2022.

Mi allenerò tutti i giorni per raggiungere il mio obiettivo.

Anche se dovesse continuare a ricevere critiche?
Ci saranno sempre persone in disaccordo con te, e che dubiteranno di quello che fai. Molti non crederanno in te. L'importante, però, è fidarsi di se stessi, dimostrando così agli altri che si sbagliano. Un giorno spero di poter diventare un'insegnante per le altre ragazze che come me hanno questo sogno.

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