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Pinocchio, le sue avventure si leggono in emoji

Cosa penserebbe Carlo Collodi nel vedere trasformato il suo più grande successo in una sequenza di emoji? La favola di Pinocchio è stata tradotta nel linguaggio degli smartphone e da questo esperimento è nato un libro, Pinocchio in Emojitaliano.

Pinocchio

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Tutti parliamo in emoji. Le icone che viaggiano veloci sugli smartphone per esprimere emozioni delle più diverse, dall'amore allo sgomento, dalla risata al pianto disperato, fanno ormai parte del nostro linguaggio quotidiano e, soprattutto, hanno il merito di essere trasversali perché non sono solo i giovanissimi a usarle nei loro scambi di messaggi. Perché, allora, non provare a tradurre in emoji una pietra miliare della nostra letteratura come Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi? Ci è riuscita Francesca Chiusaroli, docente di Linguistica dei media all’Università di Macerata, che in collaborazione con il suo team ha trasformato questo singolare esperimento nato online in un libro.

Pinocchio in Emojitaliano

Edito da Apice Libri, Pinocchio in Emojitaliano è il frutto di un lavoro cominciato nel febbraio 2016. Tutto è partito come un progetto di scrittura collettiva su Twitter - che ha coinvolto circa 12 traduttori italiano-emoji - che non solo si è proposto di riscrivere nella lingua degli smartphone il libro di Collodi, ma addirittura di creare una grammatica e un glossario degli emoji che ne rendessero possibile la lettura a chiunque.

Pinocchio in Emojitaliano

L'obiettivo è stato quello di dare vita a un codice condiviso per una lettura scorrevole e agevole per tutti, complice il testo originale a fronte. Tra i simboli scelti per questa particolare narrazione c'è il ragazzo che corre che rappresenta Pinocchio - che diventa un robot nella sua fase da burattino - l'uomo-cuore per papà Geppetto, il naso lungo per la bugia e svariati riferimenti letterari che hanno aiutato a tradurre in emoji concetti e personaggi più complessi. Il senso di colpa, per esempio, è stato tradotto con la sequenza uomo-donna-mela, rifacendosi all'immagine biblica del peccato originale, mentre per il Grillo Parlante sono stati scelti un cappello da laureato e una tromba, a simbolo dell'atteggiamento un po' saccente del Grillo e della sua voce gracchiante.

Sono stati pochi, finora, gli esperimenti simili nel mondo. Fred Benenson ha tradotto, sempre avvalendosi di una community web, Moby Dick di Herman Melville, Emoji Dick, mentre Joe Hale ha realizzato un poster con circa 25mila emoji per rappresentare Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll. Tuttavia, non si è mai arrivati alla realizzazione di un codice. "Con il nostro Pinocchio vogliamo raggiungere tutti. Non ci fermiamo al pubblico degli studiosi, ci piacerebbe che arrivasse nelle scuole, nei corsi universitari", ha dichiarato Francesca Chiusaroli.

L'ipotesi che i bambini di domani leggano Pinocchio in Emojitaliano, in fondo, non ci sembra così remota.

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