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Giornata contro la violenza sulle donne: la situazione in Italia

Sabato 25 novembre si celebrerà l’annuale Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, nel nome delle vittime e nella speranza che un futuro migliore sia alle porte.

Manifestazione Non una di meno 2016

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In media, solo nel nostro Paese, ogni due giorni una donna viene uccisa: nel 2016 sono state ben 120 quelle che hanno perso la vita per mano del marito, fidanzato o convivente. Si tratta di un vero e proprio genocidio, punta dell’iceberg di quella violenza di genere di cui almeno 7 milioni di italiane sono state vittime tramite maltrattamenti domestici, stalking, stupri, meri insulti verbali e altre tipologie di abusi, fisici e non.

Ed è proprio in nome di questi numeri agghiaccianti che è importante che della violenza di genere se ne parli ogni giorno e che si sensibilizzino le persone nei confronti di questa tematica, considerata una vera a propria violazione dei diritti umani, figlia di una società ancora patriarcale che non accetta la naturale evoluzione ed emancipazione delle donne al suo interno tentando inconsciamente di frenarla. 

E se è importante che si parli sempre di violenza di genere, è altrettanto giusto che vi sia un giorno ad essa dedicato in cui, più di ogni altro momento dell’anno, ci si soffermi a riflettere su quello che accade quotidianamente. Giornata che cade ogni 25 novembre e che dal 2007 ha incominciato ad essere “festeggiata” anche qui grazie a un’apolitica manifestazione in cui 100.000 donne sono scese in piazza per far sentire la propria voce.

È stato l’ONU nel 1999 a istituire la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, spronando i governi, le organizzazioni non governative e quelle internazionali a partecipare attivamente dando vita a attività volte a educare su questo argomento che, purtroppo, risulta ancora attualissimo.

Donne contro la violenza di genereHDUna città

In particolare, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come data di questa ricorrenza, ufficializzando il giorno già scelto nel lontano 1981 da un gruppo di donne attiviste che all’epoca si riunirono a Bogotà nell'Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi. Furono loro, infatti, a volere che la Giornata internazionale contro la violenza di genere fosse parallela a quella in cui cade l’anniversario dell’efferato assassinio delle tre sorelle Mirabal che nel 1960 furono uccise, dopo diverse torture, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione da alcuni agenti del Servizio di informazione militare del regime di Rafael Leónidas Trujillo.

Le sorelle Mirabal erano considerate, ben prima della loro atroce morte che ha segnato una delle pagine più nere della storia della Repubblica Dominicana, un vero e proprio esempio di donne rivoluzionarie ed emancipate in quanto durante la loro breve vita hanno tentato sino all’ultimo di contrastare il dittatore che per oltre un trentennio ha tenuto sotto scacco il suo paese.

Violenza di genere, le leggi in Italia

In questi ultimi 10 anni l’Italia ha fatto enormi passi avanti in termini di legislazione per quanto riguarda la violenza di genere. Nel 2009 finalmente lo stalking è diventato reato a tutti gli effetti e con la legge del 15 ottobre 2013, n. 119 è stato fatto un ulteriore step. Tale norma, che è da annoverare tra le 10 tappe fondamentali che hanno contribuito a migliorare la vita delle donne in Italia, prevede l’arresto immediato in caso di maltrattamento e stalking e ha inasprito le pene in caso di presenza di minori durante l’atto di violenza.

Un immagine della campagna contro la violenza sulle donne di aleXsandro PalomboHDaleXsandro Palombo

Queste leggi rientrano a tutti gli effetti nel quadro delineato dalla Convenzione di Istanbul, primo strumento internazionale giuridicamente vincolante sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica che ha riconosciuto, nel 2011, tali atti come gravi forme di violazione dei diritti umani. 

È importante sottolineare, inoltre, che l’estate scorsa la polemica sulla depenalizzazione dello stalking, fattispecie inserita nella riforma del Codice Penale approvata il 14 giugno 2017 per la quale si prevedeva una sanzione riparatoria, ha avuto i suoi frutti. Tale tipologia di reati, dopo lo scioccante caso di Torino in cui un uomo accusato di aver perseguitato una donna è stato assolto in seguito a un’offerta di risarcimento di 1500 euro, non sarà più considerato oggetto di sanzione riparatoria grazie a un recente emendamento in fieri.

Donne in attesa di giudizio

Nonostante, come abbiamo visto, in Italia esistano leggi ad hoc la problematica della lentezza della nostra giustizia tocca, molto da vicino, anche le vittime di violenza di genere. Non è raro, infatti, che le denunce delle donne vengano prese sottogamba o che, qualora andassero a buon fine, siano i tribunali a rendere l’iter tanto lento da esporre ancor di più le vittime alla rabbia del loro carnefice spesso e volentieri sanzionato con pene leggerissime. 

Caso emblematico in questo senso è quello di Gessica Notaro, l’ex Miss Romagna che lo scorso gennaio è stata sfregiata con l’acido dal suo fidanzato dopo averlo denunciato per stalking ottenendo in cambio dal GIP solo una una diffida di avvicinamento a meno di 50 metri che si è rivelata fatale.

Per evitare che la giustizia continui a prendere sottogamba le denunce delle donne vittime di violenza l’avvocatessa Giulia Bongiorno, che insieme alla showgirl Michelle Hunziker è a capo della Fondazione Doppia Difesa Onlus, vuole portare avanti una campagna fondamentale, chiamata Codice Rosso, per ottenere una proposta di legge che acceleri i processi per la violenza sulle donne.

Nell’attesa che la campagna della Fondazione Doppia Difesa Onlus diventi legge, le donne vittime di abusi di genere possono trovare un posto sicuro in cui poter affrontare il loro percorso di salvezza e di rinascita nei numerosissimi centri antiviolenza presenti su tutto il territorio nazionale. Luoghi in cui verranno ascoltate e seguite da uno staff al femminile che comprende anche legali e psicologhe e dove è possibile - senza paura - denunciare, perché farlo non è solo un diritto ma anche un dovere.

Gli eventi nazionali: Non Una di Meno e il Wall of Dolls

Come da qualche anno a questa parte anche il prossimo 25 novembre sono tantissime le iniziative organizzate per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne tra cui spicca, in primo piano, la manifestazione nazionale Non Una di Meno, organizzata a Roma, che lo scorso anno ha portato in piazza 200.000 donne e sabato prossimo presenterà un vero e proprio Piano femminista contro la violenza maschile e di genere.

Il Wall of Dolls

Oltre alla manifestazione nella capitale, a Milano il 25 novembre alle ore 15.00 Casa Merini  accoglierà l’installazione artistica Wall of Dolls, creata da Jo Squillo e divenuta un simbolo importante della lotta contro il femminicidio e la violenza sulle donne, dove ognuno potrà portare la propria bambola per ricordare una delle tante vittime di tali atrocità. Inoltre dalle 18,00 Piazza Duomo di Milano sarà teatro di un flash mob nazionale con Jo Squillo, Giusy Versace, Lorena Cacciatore, Ginger Bender e a cui parteciperanno anche varie associazioni che quotidianamente svolgono un importante lavoro di sensibilizzazione.

Pronte a far sentire anche la vostra voce questo 25 novembre per di dire basta, una volta e per tutte, alla violenza di genere?

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