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La Giornata in difesa dei diritti dei bambini: nel nome dell’infanzia negata

Il 20 novembre è Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ecco perché è ancora importante celebrarla.

Bambini

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Il 20 novembre del 1989 l’Organizzazione Nazionale delle Nazioni Unite ha firmato la Convenzione dei diritti dell’infanzia, documento fondamentale che è stato approvato da tutti i paesi del mondo e formato da 54 articoli atti a sancire e tutelare i diritti dei più piccoli: alla vita, alla salute, allo studio, alla parola e soprattutto alla libertà.

Da allora, ogni 20 novembre, il mondo ricorda questa importante data con la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in cui i riflettori, grazie anche ai dati che l’Unicef e altre associazioni nate per la tutela dei minori diramano, sono tutti puntati sui più piccoli a cui, ancora oggi e nonostante la convenzione dell’ONU stipulata ormai 28 anni fa, molti dei diritti civili sono negati, e di conseguenza lo è anche la loro infanzia.

Bambino sirianoHDToday

Nei paesi in guerra i minori sono le prime vittime dei conflitti, sia che abitino in zone belliche, sia che lascino insieme alla famiglie il proprio paese per rifugiarsi in luoghi di pace. In tutto il mondo sono 385 milioni i minori che vivono in condizioni di estrema povertà, proprio a causa dei conflitti che stanno massacrando le loro terre, e di questi ben 75 hanno meno di 5 anni e 8,5 sono siriani. 

Inoltre, principalmente in Siria, i minori sono considerati dei veri e propri obiettivi bellici, soggetti di una guerra che non mira alla conquista del territorio bensì all’annientamento del nemico e i più piccoli, in questa feroce realtà, vengono visti come antagonisti di domani o, peggio, come potenziali e sacrificabili soldati dalla mente plasmabile.

I minori non accompagnati e la legge Zampa

I piccoli rifugiatiHDL'Indro

A proposito di guerre e di migranti che dai conflitti tentano di scappare, solo nel 2016 sono stati oltre 100 mila i rifugiati minorenni che hanno attraversato il Mediterraneo per arrivare in Europa. I così detti “minori non accompagnati” sono principalmente pre-adolescenti che hanno 12 o 13 anni. Solo in Italia, fino allo scorso 25 ottobre, sono stati 14.579 i bambini approdati nel nostro Paese da soli.

Al fine di tutelare i minori stranieri non accompagnati, nel marzo del 2017 il Parlamento italiano ha approvato la legge ZampaTale normativa sancisce che i minori soli non possono essere espulsi e limita a 30 giorni la permanenza del minore in una struttura di prima accoglienza. Inoltre la legge impone una procedura che accerti l’età del minore, rafforza il diritto alla salute e all’istruzione, istituisce l’albo dei tutori volontari affinché ogni minore possa  avere un adulto legalmente responsabile della sua tutela fino alla maggiore età.

Bambini migrantiLa Mala information

I bambini migranti “non accompagnati” sono spesso facili vittime della tratta di esseri umani. Il 57% dei minori che divengono preda di tale atrocità sono infatti adescati proprio mentre attraversano i confini. Di questi il 72% delle vittime di sesso femminile subisce sfruttamento sessuale mentre l’86% delle vittime di sesso maschile rilevate viene sottoposto a lavori forzati.

La mortalità neonatale e le spose bambine

Sembra assurdo che nel 2017 la mortalità neonatale sia ancora definita una piaga. Eppure l’Unicef è stato molto chiaro in merito: in Asia meridionale e in Africa subsahariana quasi il 40% dei neonati non sopravvive e in India accade ancora al 24%.

Inoltre ci sono zone del mondo in cui prima dei 5 anni piccoli - si parla di quasi un milione e mezzo di bambini - muoiono anche a causa di malattie ritenute ormai curabilissime, come dissenteria o polmonite, a questo va aggiunto che oltre 300 milioni vivono in zone dove l’aria è tossica e rischia di compromettere le loro funzioni cerebrali.

Tra i bambini a cui l’infanzia viene negata va segnalato che, purtroppo, le femmine sono tra i soggetti più a rischio, anche all’interno di una famigli apparentemente “normale”. Sono infatti 15 milioni le adolescenti tra i 15 e i 19 anni hanno subito molestie o stupri, nel 90% dei casi da persone non sconosciute.

Una sposa bambinaHD

A questo triste quadro va aggiunto che almeno un quarto delle minori di tutto il mondo viene costretta a sposarsi prima di aver compiuto i 18 anni e che la disumana pratica delle mutilazioni femminili è ancora ben radicata in alcuni paesi, soprattutto dell’Africa subsahariana, tanto che sono ben 63 milioni le bambine che ne sono state vittime.

Fonte: Osservatorio Diritti

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