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La crisi del settimo album: i Negramaro si ritrovano con ‘Amore che torni’

La band salentina, capitanata da Giuliano Sangiorgi, riparte con il nuovo album ‘Amore che torni’. Un progetto che ha rischiato di non esserci. Ma la crisi ha riacceso la scintilla e quella cantina in cui tutto è iniziato è più solida che mai.

Negramaro: il nuovo album è ‘Amore che torni’

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Torino, novembre 2017. È il planetario a pochi chilometri dal capoluogo piemontese il luogo che i Negramaro hanno scelto per presentare il loro nuovo album, Amore che torni, disponibile da venerdì 17 novembre. Dopo averci condotto tra le profondità marine con il precedente progetto, La rivoluzione sta arrivando, Giuliano Sangiorgi & Co. ci proiettano lungo le orbite siderali.

E il primo impatto con i pianeti, quelle dodici nuove tracce che compongono il disco, è tutt’altro che ideale. Attraverso una proiezione immersiva, infatti, l’ascolto di Amore che torni è un itinerario fra sistemi, galassie, stelle e satelliti in cui la Terra è un puntino tanto piccolo da risultare quasi insignificante.

cover album Amore che torni

Eppure è dal cuore di questo pianeta, dal cuore dell’Uomo, che si fanno spazio le radici di tutte le canzoni di Amore che torni, l’album che poteva non esserci. Perché, come hanno ammesso gli stessi Negramaro, emerge da un buco nero profondo, abissale, che ha rischiato di separare per sempre Giuliano, Andro, Emanuele, Ermanno, Danilo e Andrea.

Per qualche tempo, infatti, i Negramaro sono stati ben più di una casa in fiamme, “la casa è proprio bruciata, non ne resta in piedi che qualche moncherino fra le braci.” Questo l’approccio con cui avvicinare l’album numero sette di una carriera che li ha fatti diventare la band italiana per eccellenza. La penna di Giuliano Sangiorgi affonda anche lì, nella storia di ieri e oggi, scavando tra le macerie per ricostruire. Per ricostruirsi.

Negramaro: “Back to the future, still together”

Il racconto di Amore che torni parte proprio dal buio, da un arrivederci (beh, è stato ben più colorito di un arrivederci...) che rischiava di diventare un addio. A parlarne per primo è il frontaman Giuliano.

Amore che torni Negramaro HD

Ragazzi, che disco è Amore che torni?
È il nostro disco più luminoso perché viene dal buio, da un buco nero vero.

Cioè?
Per la prima volta abbiamo provato una crisi come mai prima e la raccontiamo oggi che è un momento ancora più luminoso di ieri. È stata una crisi seria: ci siamo sciolti per un paio di mesi, quando sono scappato a New York. Laggiù ho provato una solitudine, un posto in cui perdermi che mi ha fatto pensare. Era qualcosa di necessario per tutti noi: se fossimo rimasti vicini forse avremmo risolto tutto insieme e più presto ma questa volta abbiamo voluto capirci meglio e crescere.

Ma come è nata questa crisi?
Non è partita come una grande crisi, ma, è arrivata in un momento di cambiamento per tutti. Eravamo tra l’altro alla chiusura di un contratto che oggi ci vede ancora insieme anche come casa editrice. Oggi, però, sono sicuro che la nostra è la storia più bella del mondo, e non ce ne frega niente dei numeri.

Vi cantiamo ancora oggi quella cantina da cui siamo partiti e torniamo per raccontarvi un amore all’inizio

Qual è stato il “colpo di grazia” che vi ha separati?
La percezione sfasata rispetto alla routine di produzione standard, forse, era diventata automatica tanto da non riconoscerci più. E a una certa non abbiamo più saputo gestirla. Bastava una parola di troppo per prendercela a male, litigare e mandarci a quel paese. Quando siamo ripartiti abbiamo capito che non dovevamo rincorrere gli eventi e, dubito dopo, ci siamo trovati a cavalcarli nuovamente insieme.

Qual è stata la paura più grande in quei momenti?
Ho pensato che non ci saremmo stati più, che non saremmo tornati indietro, ho vissuto una paura vera, l’horror vacui. Non pensavo più alla musica perché sono nato pensando come band: la mia prima intenzione musicale è stata come band e se ho scritto negli anni l’ho fatto per condividere.

E poi ho vissuto la solitudine vera. Non ne ho mai avuto paura, posso stare mesi da solo e non ho mai il pensiero di stare troppo lontano da casa anche nei confronti della mia compagna Non mi ha mai spaventato la solitudine di mia madre dopo la morte di mio padre ma a New York è stata tangibile, forte, ho visto un sacco di amici ma fondamentalmente sono scappato dagli USA per paura. In quel momento ho capito anche mia madre.

Anche sui social dobbiamo stare attenti alla solitudine. La piazza vera esiste e non è qualcosa da vecchietti.

Come si è ricucito il rapporto?
Quando sono tornato da New York è successo quello che sarebbe successo dopo un pomeriggio se fossimo rimasti a casa. Io e Andrea ci siamo risentiti e gli ho fatto ascoltare una canzone che non c’è nel disco. Raccontava di una bambina, e della mia voglia di essere padre forse, che avrebbe cambiato tutto. Andrea in quel momento mi ha detto che aspettava una figlia, ci siamo abbracciati e quell’abbraccio ha cambiato tutto.

Nuovo album per i Negramaro: è Amore che torniHD

In che modo siete ripartiti?
Abbiamo avuto la voglia di vederci e sentirci anche con gli occhi e le orecchie degli altri. Ogni decisione è stata, come sempre, presa in condivisione. Per questo abbiamo messo a disposizione i nostri provini a Sugar che ha accolto questo progetto con una passione enorme, come fossimo davvero una famiglia.

Che traccia vi ha lasciato quell’allontanamento?
È stata un’esperienza ci ha fatto rendere conto di un certo percorso. Forse per troppa assuefazione a certe abitudini davamo tante cose per scontato. Il momento più difficile? Capire che cosa volevamo comunicare e per riaccendere scintilla fra noi non è servito quel tempo di separazione.

Non si può fare musica se non si sta bene con le persone. E noi siamo il nostro primo pubblico. Eravamo spaventati da noi stessi, dal fatto di non riuscire comunicare come prima. Sono coincise tante solitudini e, poi, ci siamo riaperti a noi.

Dopo il buio, la luce e la speranza di queste nuove canzoni allora?
È stato un ritorno su noi stessi, individualmente e come gruppo. Se non ci fossimo allontanati non avremmo capito tante cose. Amore che torni è un nuovo inizio e dentro c’è un percorso che ci riguarda e che ci è piaciuto raccontare da quando eravamo piccoli, dalla cantina in cui abbiamo cominciato. Abbiamo lavorato diversamente rispetto al passato e ci siamo diretto verso un’altra strada lavorando in studio in più fasi. Io e Andrea su alcuni bravi e poi Andrea ha pre-prodotto altri pezzi e abbiamo capito che quella coordinazione poteva funzionare.

Che sentimento è l’Amore che cantate?
È l’Amore con la A maiuscola: è salvezza, solidarietà, altruismo, umanità. Mettici tutto quello che c’è di bello.

Porterete questo Amore anche negli stadi il prossimo anno...
Dopo l’ultimo tour, con cui abbiamo portato più vicino a noi le persone, vogliamo espandere questa condivisione. Vivremo sei mesi molto impegnativi in vista di un grande lavoro. Non vediamo l’ora di salire sul palco: il concerto è la nostra dimensione più naturale.

Amore che torni: la tracklist e il tour negli stadi

Disponibile dal 17 novembre in formato fisico CD e Vinile oltre che in digitale, Amore che torni contiene dodici tracce. Eccole:

  1. Fino all’imbrunire
  2. Ridammi indietro il cuore
  3. New York e nocciola
  4. Mi basta
  5. Amore che torni
  6. La chiave, le virtù e l’arroganza
  7. Per uno come me
  8. L’anima vista da qui
  9. Pezzi di te
  10. La prima volta
  11. L’ultima volta
  12. Ci sto pensando da un po’

Il progetto apre la via a una nuova stagione dal vivo, con gli appuntamenti negli stadi tra giugno e luglio 2018. Questo il calendario di Amore che Torni Tour Stadi 2018 (Live Nation Italia):

  • 24 giugno – Lignano Sabbiadoro (UD), Stadio G. Teghil
  • 27 giugno – Milano, Stadio San Siro
  • 30 giugno – Roma, Stadio Olimpico
  • 5 luglio – Pescara, Stadio Adriatico
  • 8 luglio – Messina, Stadio San Filippo
  • 13 luglio – Lecce, Stadio Via Del Mare

I biglietti per tutte le date sono disponibili online tramite i circuiti TikcetMaster e TicketOne e nei punti vendita autorizzati.

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