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A Roma arriva la mostra I Grandi Maestri: 100 Anni di fotografia Leica

Alla piccola, maneggevole e rivoluzionaria macchina fotografica Leica è dedicata una mostra che racconta per la prima volta come sia cambiato il modo di fare e percepire la fotografia, dal 1920 a oggi.

La prima Leica, costruita da Oskar Barnack e completata nel 1914

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La capitale ha accolto per la sua unica tappa italiana la mostra I Grandi Maestri. 100 Anni di fotografia Leica che si terrà presso il Complesso del Vittoriano Ala Brasini fino al 18 febbraio 2018. Curata da Hans-Michael Koetzle, tra i più rinomati critici della fotografia, regala scatti unici: volti, espressioni e momenti di vita immortalati sempre e solo con la piccola e maneggevole Leica. Un apparecchio rivoluzionario, duttile e flessibile che, dal 1920 ad oggi, ha cambiato prepotentemente il modo di percepire e fare fotografia. Ha seguito il fotografo ovunque andasse e in qualsiasi situazione.

Sono stati tantissimi i fotografi che hanno manifestato un attaccamento speciale alla propria Leica, senza riuscire mai separarsene, come Henri Cartier-Bresson che affermò:

Le altre macchine fotografiche che ho provato mi hanno sempre convinto a ritornare a lei… Finché farò questo lavoro, questa è la mia macchina fotografica.

Oltre 350 stampe d'epoca originali di celebri fotografi di tutto il mondo come Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, Alberto Korda. A Gianni Berengo Gardin, il più apprezzato fotografo italiano del dopoguerra a cui è stato appena conferito da Leica Camera AG il prestigioso 'Leica Hall of Fame Award', è riservata una parete. L'esposizione è un viaggio nel tempo, nella storia, per celebrare quello che la "lillipuziana", come il suo inventore Oskar Barnack chiamava la Leica, prima macchina compatta con pellicola cinematografica 35 mm, costruita nel 1914 ma immessa sul mercato nel 1925 a causa della guerra, ha dato al mondo visuale.

Il percorso 

L'esposizione offre 16 sezioni dove ammirare modelli originali Leica, locandine pubblicitarie vintage, riviste storiche, prime edizioni di libri, che documentano l'uso per foto d'arte, di moda, d'autore, reportage, fotogiornalismo, nei diversi paesi del mondo e a 360 gradi. E scoprire anche come la maggior parte delle immagini impresse nella nostra memoria, siano state scattate con una Leica. Utilizzata per diversi tipi di reportage. Dal fotogiornalismo di guerra all’uso della fotografia come strumento di propaganda, fino al settore della moda, rivoluzionando anche in questo caso il genere: si passa dalla fotografia in studio alla fotografia in strada.

Lo spettatore potrà ammirare il meglio della fotografia internazionale. Dal bianco e nero di Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Sebastião Salgado, Elliott Erwitt e Gianni Berengo Gardin, fino al colore di William Eggleston, Fred Herzog e Joel Meyerowitz, con uno sguardo privilegiato sull’Italia. Accanto alle immagini di Gianni Berengo Gardin, l’esposizione romana dedicherà spazio anche alle fotografie di altri interpreti italiani d’eccezione come Piergiorgio Branzi, Paolo Pellegrin, Valerio Bispuri e Lorenzo Castore.

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