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Justice League: quando l’unione (non) fa la forza

È arrivato nei cinema italiani Justice League, l’atteso e corale cinecomic targato Warner/DC che racconta la nascita della Lega di supereroi e di una “nuova speranza”.

La Justice League

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Raccontare in un film la nascita di una squadra di supereroi dopo che The Avengers lo ha fatto in maniera egregia è una sfida durissima per la Warner/DC. Questo anche in virtù del fatto che - a differenza del corale cinecomic targato Marvel - metà dei fondamentali membri della Justice League dovevano essere presentati e caratterizzati da zero nel lungometraggio uscito ieri in sala. Quello stesso che aveva già il fardello di proseguire la cristologia di Superman attraverso la sua simbolica resurrezione, oltre all’obbligo di mettere in scena la consueta battaglia “bene contro male”, fulcro di ogni blockbuster comic che si rispetti.

La genesi di Justice League, inoltre, è stata estremamente complessa in quanto Zack Snyder, cineasta “padre” del DCEU, ha abbandonato per gravi problemi familiari il progetto nella fase più delicata e al suo posto è arrivato proprio Joss Whedon, ovvero colui che ha reso grandi i Vendicatori della Marvel, nonché regista che ha una visione decisamente più scanzonata dei blockbuster comic rispetto al collega che - da Watchman in poi - ha dimostrato di voler puntare tutto sull’epicità degli eroi di matrice fumettistica.

Il risultato di tutto ciò, purtroppo, è che Justice League risulta un film borderline nel mood la cui trama, semplicissima e debole di un villain mitologico ma per nulla accattivante (nemmeno a livello iconografico), si perde nel bisogno di dover dare un passato e un tormento da elaborare ai nuovi personaggi e un futuro a quelli che ben conosciamo.

Batman, Superman e Wonder Woman sono ok

Gli eroi uniti nel poster di Justice LeagueHDWarner Bros.

Fortunatamente, se da una parte le storyline dell’Aquaman di Jason Momoa, del Flash di Ezra Miller (che qui ha anche il ruolo di giullare di corte) e il Cyborg di Ray Fisher (che nella pellicola sfiora tematiche squisitamente cyberpunk) avranno modo di farsi conoscere dal grande pubblico nei cinecomic loro dedicati che arriveranno, dall’altra l’interessante percorso emotivo, eroico e umano di Wonder Woman (Gal Gadot), Batman (Ben Affleck) e Superman (Henry Cavill) non viene intaccato da Justice League, anzi.

In particolare Superman, in questo film, continua ad incarnare fede nella speranza degli esseri umano da alieno “divino” qual è, e Wonder Woman è ancora colei che crede negli uomini e nel loro potenziale, collante della Lega quasi materna.

Batman, invece, è il personaggio il cui percorso nel DCEU è quello più interessante in quanto Affleck incarna stavolta alla perfezione un Cavaliere Oscuro stanco, fisicamente provato da 20 anni di servizio nei cieli di Gotham, consapevole dei suoi limiti derivanti dall’età che avanza eppure “mitico” nella sua saggezza. Un cavaliere dark che sembra quasi essere in procinto di togliersi l’armatura e di lasciare il destino del mondo delle mani dei suoi colleghi più giovani e meno umani.

DC in salsa Marvel

Quello più infastidisce di Justice League (nonostante alcuni ottimi momenti che il film regala soprattutto nel voler contrapporre la battaglia personale che ogni protagonista combatte a quella corale dove c’è in ballo il destino dell’umanità) è la somiglianza - che è palese principalmente nell’interazione tra alcuni personaggi - di questa pellicola a quelle “collettive” della Marvel. Consonanza che rende questo film una sorta di parodia mal riuscita di The Avengers, The Avengers - Age of Ultron e Civil War e che, ancor peggio, mina l’originalità dell’Universo Esteso DC dove, a quanto pare, l’unione non fa affatto la forza.

Justice League è nelle sale italiane dal 16 novembre.

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