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Perché le donne si arruolano nell'Isis: il caso Fatma Ashraf Shawky Fahmy:

Fatma Ashraf Shawky Fahmy ha 22 anni ed è stata espulsa dall'Italia perché sostenitrice dell'Isis. Sempre più donne decidono di arruolarsi dell'autoproclamato Stato Islamico: perché lo fanno? Cosa stanno cercando di dimostrare?

Fatma Ashraf Shawky Fahmy è stata espulsa dall'Italia perché sosteneva l'Isis

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Fatma Ashraf Shawky Fahmy è una ragazza egiziana di 22 anni: incensurata, senza lavoro e in regola con il permesso di soggiorno. La giovane, però, sognava di compiere un attentato terroristico in Italia.

La Digos ha indagato, scoprendo che Fatma era in contatto con un membro dell'Isis, con il quale stava organizzando il suo piano che l'avrebbe trasformata in una martire. Scoperta, la giovane è stata espulsa.

Fatma è solo l'ultimo esempio di donne musulmane e occidentali che scelgono di unirsi al sedicente Stato Islamico per ragioni diverse: cosa le spinge ad arruolarsi?

Donne nell'Isis: desiderio di libertà o di un futuro migliore?

Una donna, appartenente allo Stato Islamico, impugna un'armaHDAdel Hana/AP

Negli ultimi mesi, lo Stato Islamico ha lanciato un appello alle donne, invitandole ad arruolarsi. Il Newsweek rivela che l'Istituto di ricerca britannica IHS Markit ha condotto una ricerca sul fenomeno riportando risultati sorprendenti.

Generalmente l'Isis non accetta donne nel suo esercito, non ritenendole allo stesso livello degli uomini, ma nell'ultimo appello lanciato dall'organizzazione terroristica, e pubblicato sulla rivista Rumiyah, viene evidenziata l'importanza della figura femminile sul campo, in vista di futuri "periodi di intenso allenamento, estreme difficoltà e severe battaglie." Non è ancora chiaro in che modo donne di tutte le età vengano attirate nelle file jihadiste, ma la professoressa Anne Aly, ha cercato di dare qualche spiegazione in un suo articolo pubblicato su Guardian.

La docente mette in chiaro che le donne non si arruolano perché si sentono oppresse. Come gli uomini, anch'esse combattono per gli stessi ideali.

Donne combattenti: le ragioni per cui si arruolano

Una ragazza appartenente allo Stato IslamicoHDAbbatto i Muri

Per secoli, le donne hanno avuto un ruolo centrale nei conflitti, sia passivamente, in funzione di supporto, che attivamente, in veste di combattenti. Nel suo articolo, Aly cita uno studio condotto dall'Istituto per il dialogo strategico in cui evidenzia tre ragioni per cui donne musulmane e occidentali decidono di impugnare le armi e muoversi nei territori controllati dagli uomini del Califfato.

La prima è quella più logica: molte di esse ritengono che l'Islam sia sotto attacco, motivo per cui devono difenderlo, sostenendo l'idea di una società puramente islamica.

La seconda è dettata dalla convinzione di voler contribuire a creare una società fondata sul Califfato.

La terza è legata a un senso di appartenenza: molte combattenti credono sia loro dovere migrare verso lo Stato islamico per riunirsi con i loro fratelli sotto un unico credo religioso.

Due donne pakistane a sostegno del proprio esercitoBBC

Nel suo articolo, Aly ha spiegato come ancora oggi non si comprenda a pieno il motivo che spinga anche le donne occidentali a sostenere la causa dell'Isis:

Una delle ragioni per cui il fenomeno del terrorismo femminile è così confuso è che, dal nostro punto di vista di cultura occidentale, è difficile comprendere perché giovani donne, cresciute nell'Ovest che hanno goduto di tutti i diritti e benefici, vorrebbero lasciare tutta questa uguaglianza alle spalle e migrare verso una società in cui si trovano ad affrontare la possibilità di servitù sessuale o oppressione.

Sebbene sia chiaramente un'aspirazione terrificante e che spaventa, secondo la professoressa, se vogliamo capire a pieno questo fenomeno, dobbiamo abbandonare lo stereotipo della donna musulmana oppressa e vittima di uomini potenti, e abbracciare il concetto che queste combattenti, le cosiddette "mogli della Jihad", scelgono di sostenere l'Isis di loro spontanea volontà, prendendo in considerazione il ruolo attivo e le esperienze che le hanno condotte nel conflitto.

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