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The Rocky Horror Show: una versione moderna, ma non travolgente

Milano e Firenze hanno ospitato il tour europeo del musical di culto - che ha visto la presenza di Claudio Bisio - in una versione rinnovata, ma meno coinvolgente del passato.

Il cast del Rocky Horror Show sul palco

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Correva l'anno 1973 quando Richard O'Brien, attore non troppo promettente, ci regalava uno dei musical più longevi e irriverenti della storia. Fondendo la sua passione per la fantascienza a quella per i B-movie, O'Brien partorì nelle fredde sere londinesi i celebri brani che avrebbero fatto da puntello alla storia dei due fidanzatini borghesi, Brad e Janet, che durante un temporale finiscono per ripararsi nel castello dello scienziato transessuale Frank-n-Furter, impegnato a creare l'uomo perfetto. Visto il successo travolgente, The Rocky Horror Show approda ben presto sul grande schermo divenendo un vero e proprio cult e prosegue il cammino trionfale nei teatri.

Il primo tour europeo a toccare l'Italia è stato quello della mitica edizione del venticinquennale, nel 1997, in una spettacolare versione diretta da Christopher Malcolm, il Brad originale, con Bob Simon nel ruolo del "Sweet Transvestite" Frank-n-Furter. Difficile emulare un tale successo così, pur rimanendo sostanzialmente fedele a quella che per i fan è una vera e propria Bibbia, il nuovo adattamento se ne discosta in qualche piccolo, ma significativo dettaglio.

La via battuta dal nuovo tour europeo, partito a ottobre a Colonia per poi approdare a Milano e Firenze, ci appare subito palese quando una Magenta dall'inedita chioma platino, interpretata da Anna Lidman, sbuca dal sipario eseguendo una sensuale versione di Science Fiction/Double Feature. Gli iconici costumi, punto di riferimento per il pubblico che, oltre a identificare i personaggi, continua a perpetrare la tradizione di presentarsi a teatro vestito come i suoi beniamini, hanno subito un drastico restyle divenendo più moderni e sofisticati a scapito, però, della riconoscibilità immediata.

Riff Raff accoglie Brad e JanetHD

Versione potenziata nel look e nel disegno luci, davvero suggestivo, il nuovo Rocky Horror Show presenta, però, una scenografia alleggerita rispetto alle passate edizioni. La band, giovanissima, che accompagna dal vivo gli attori viene posizionata a vista nella parte alta della struttura che funge da dimora di Frank, ma lo snellimento comporta alcuni radicali cambi nel copione - in particolare viene omessa la cena in cui viene coinvolto il Dottor Scott - impedendo così ai fan più filologici di sfruttare appieno il "kit" (set di oggetti composto da cappellini di carta, giornale, pistola ad acqua, guanti da cucina e carte da gioco) che il pubblico è chiamato a usare in momenti precisi partecipando attivamente allo show.

Optando per una scenografia più essenziale, The Rocky Horror Show nella versione di Sam Buntrock punta tutto sui suoi interpreti, scelti più per le loro capacità canore che per l'adesione fisica al ruolo. Nel ruolo più delicato, quello del protagonista, un Gary Tushaw platinato dà il meglio di sé ancheggiando su tacchi altissimi inguainato in guêpière e sfoderando una potenza vocale che non fa rimpiangere Bob Simon. Stuart Matthew Price, veterano del ruolo di Riff Raff, è una garanzia, ambiguo e intrigante quanto basta, circondato da un alone di mistero.

A interpretare Janet è la volitiva Sophie Isaacs, anche lei veterana del West End. Voce potente con sfumature black, la sua performance manca, però, di quel pudore ingenuo che caratterizza il suo personaggio, soprattutto in apertura dello show. Pudore che invece abbonda nella performance di Felix Mosse, un Brad anagraficamente più giovane dei predecessori dagli irresistibili tempi comici anche se qualche incertezza nella sua performance vocale non è mancata.

Ma la vera novità di questa versione del Rocky Horror Show è la scelta di Claudio Bisio in veste di narratore per le date italiane. L'attore rappresenta un punto di riferimento, ironizza sulla scarsa dimestichezza degli italiani con la lingua inglese, interagisce perfino con gli attori e conversa giocosamente con il pubblico. La sua infrazione della quarta parete è un gradito diversivo grazie all'abilità di mettere la sua naturale verve al servizio dello show. La presenza di Bisio è tutt'altro che casuale visto che proprio una messa in scena amatoriale del Rocky Horror Show al Cinema Mexico di Milano nel 1978 gli ha permesso di conoscere Gabriele Salvatores dando vita a un felice connubio artistico.

Nel complesso la regia di Sam Buntrock si rivela un po' legnosa nei momenti comici e manca di pathos in quelli più commoventi. La creatività del cast sembra esplodere liberamente solo nella parte finale della performance. Senza picchi, lo show si mantiene di buon livello sfruttando la forza dissacrante del copione originale e l'energia della musica dal vivo, ma manca di quello scarto che gli permetterebbe di raggiungere l'eccellenza della precedente versione.

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