Stai leggendo: Noel Gallagher presenta il nuovo album: 'Il mio rock avventuroso'

Prossimo articolo: Manuel Agnelli e i 30 anni degli Afterhours con Foto di pura gioia

Letto: {{progress}}

Noel Gallagher presenta il nuovo album: 'Il mio rock avventuroso'

Esce il 24 novembre Who Built the Moon?, nuovo album di Noel Gallagher con gli High Flyng Birds. Dal rock di oggi alla regina Elisabetta II: ecco che cosa ha dichiarato il rocker.

Noel Gallagher pubblica Who Built the Moon?

2 condivisioni 0 commenti

“Il Rock ha ucciso il Rock ‘n’ Roll”: potrebbe essere questa la dichiarazione manifesto della conferenza stampa con cui Noel Gallagher ha presentato il suo nuovo progetto insieme agli High Flying Birds. In uscita il 24 novembre, Who Built the Moon? dell’ex Oasis distilla una visione del mondo che è fatta di “gioia e speranza”, un’atmosfera con cui il musicista ha fatto in qualche modo pace. Prodotto da David Holmes, il disco vede la presenza di una trentina di artisti su cui non possono non spiccare i nomi di Paul Weller e Johnny Marr. Insieme a alla sua band, Gallagher inaugura un capitolo nuovo della carriera anticipato dal singolo in radio Holy Mountain.

Who Built the Moon? Noel Gallagher

Tra un “f***ing boring” destinato variamente a certa musica rock urlata, alla politica e a Trump, e un “avrebbe bisogno di uno psichiatra” (il fratello Liam, ovviamente, con cui non va d'accordo da tempo), l’incontro con Noel si trasforma in una piacevole chiacchierata che sa riservare, quando meno te lo aspetti, un punta di micidiale sarcasmo. Con una nonchalance tutta britannica, ecco che cosa Noel Gallagher ha raccontato ai giornalisti italiani.

Noel Gallagher presenta l’album Who Built the Moon?

Partiamo dal titolo dell’album, Who Built the Moon?, ovvero “chi ha costruito la luna”, ha trovato una risposta?
Esiste un libro con questo titolo. Trovo che le teorie cospiratrici siano noiose ma il contenuto di questo volume mi ha incuriosito. Si sostiene che la luna sia un corpo estraneo al sistema solare. Di certo l’autore deve aver guardato Guerre Stellari troppe volte per elaborare questa tesi... però è un titolo super brillante per un album! Ho semplicemente usato un titolo di altri per un mio disco. È una cosa che non mi è nuova fare quando non trovo nient’altro.

E come definirebbe questo disco?
Lo definirei con due parole: è cosmic pop anche se fondamentalmente è un disco rock. Nel mondo la gente, quando pensa al rock, immagina il chiodo di pelle, un bicchiere di Jack Daniel’s, delle urla. In verità, per me, il senso del rock è la libertà dell’anima, quella per cui puoi fare quello che vuoi.

Foto Noel GallagherHDLaurence Watson

In che direzione si muovono i suoni di questo lavoro e in che misura il produttore David Holmes l’ha aiutata a definirli?
Concluso il tour di Chasing Yesterday, sapevo perfettamente chi ero ma non potevo portare avanti quel suono perché tutto quello che c’era da esplorare era stato esplorato. Per questo disco, in studio, quando David mi sentiva suonare qualcosa in maniera troppo vicina agli Oasis mi fermava.

Ci sono almeno due nomi importanti nell’album: Paul Weller e Johnny Marr, come mai ha voluto lavorare con loro?
Sono amici da tempo: il primo vive vicino a casa mia mentre il secondo è uno dei miei amici storici. Quando sono in studio e c’è qualcosa che non mi viene, chiamo Johhny e lui viene da Manchester a Londra, dedicandomi il suo tempo. In realtà, oltre a loro, ci sono ben trenta musicisti diversi, molte persone con cui avevo già lavorato.

Ha dichiarato che questo disco rappresenta un antidoto nei confronti di un mondo che la spaventa: in che senso?
Credo che sia fin troppo facile per chi fa musica trasformare le notizie che si sentono al telegiornale e metterle in musica. Scrivere brani che parlano, invece, di gioia e speranza è quasi un atto rivoluzionario. La guitar music oggi è solo urla: David Grohl, Green Day e i Queens of the Stone Age urlano. Ma chi vuole ascoltare musica che parla di attualità? È noiosa, Trump è noioso, la politica è noiosa. Quel nordcoreano è buffo, ma è noioso. Che senso ha fare musica così?

È rivoluzionario fare musica che parla di gioia e speranza. Lo dico: sono un rivoluzionario.

Anche quando John Lennon cantava le news era noioso?
Forse erano le notizie a essere meno noiose.

Ha citato tre artisti che non apprezza, ma chi ama ascoltare oggi?
Non è che non mi piacciono, semplicemente urlano tanto e secondo me il Rock ha ucciso il Rock ‘N’ Roll. Insomma calmatevi, state sereni! Amo gli U2 e i Kasabian ma devo dire che il problema del Rock è proprio quello che dicevo prima: datevi una calmata. Non capisco neanche a cosa serva tingersi i capelli, mettersi gli orecchini, farsi i tatuaggi…

Quindi, che cosa ascolta oggi se non rock?
La cosa bella della tecnologia è il fatto che con un tocco hai accesso a tutti i tuoi dischi da ascoltare random. Però, l’ultimo grande disco che ho comprato ormai tre anni fa è stato quello dei Jungle, fanno un genere elettronico che non è né dance né guitar music. Un lavoro fantastico! E poi ascolto tante cose del passato, Anni ’60, ’70 e ovviamente ’80.

Noel Gallagher Who Built the Moon?HDLawrence Watson

Cosa pensa del film documentario sugli Oasis uscito di recente?
Beh, mi è piaciuto moltissimo altrimenti non avrei preso parte alla sua realizzazione. Secondo me racconta una storia che non verrà più narrata: quella di un gruppo che, venuto dal nulla, in poco tempo è diventato la più grande band al mondo. È stato molto bello veder raccontare questa storia e tutti vi hanno lavorato molto bene.

Che cosa ha significato, per lei, essersi costruito un nuovo profilo artistico senza suo fratello Liam?
Volete sapere come mi sento oggi? Se prima mi sentivo come una sedia a tre gambe oggi sono una chaise longue in velluto. Mi sento benissimo.

A proposto di Oasis, lei e suo fratello pubblicate praticamente quasi in contemporanea i vostri rispettivi album solisti: come vive questa “coincidenza”?
Non c’è risposta a questa domanda. Il mio disco esce il 24 novembre, quello di Liam è fuori da qualche settimana quindi non me ne importa niente. Mi sembra davvero una cosa pazzesca: l’altro tipo (Liam, ndr) sembra proprio arrabbiato ma nessuno sa perché. Fatemi sapere se qualcuno di voi ne scopre il motivo. Credo che abbia bisogno di uno psichiatra.

Come vive questi suoi primi 50 anni?
Shh, non diciamolo… dai (sorride, ndr) Non hanno cambiato praticamente nulla: c’è l’idea che quando si arriva a una certa età si debba solo invecchiare con grazia facendo ciò che si è sempre fatto. Secondo me a cinquant’anni non si butta via il passato per ricominciare, però, devo dire, che David Holmes ha scoperto uno spirito di avventura che musicalmente non pensavo di avere.

La vita è troppo breve per ripetersi. Tratto ogni disco e ogni tuo come se fosse l’ultimo della vita. E se questo album dovesse essere davvero l’ultimo ne sono comunque orgoglioso, è un bel lavoro. Ne sono contento.

Rispetto al passato che cos’altro è cambiato?
Anche in album del passato c’erano i sentimenti di gioia e speranza ma nel percorso con gli Oasis, col tempo, si è insinuato un certo cinismo. Devo dire che prima di scrivere parole e melodie di questo album avevo l’urgenza di trasmettere questo senso di gioia e speranza che provavo. E non è facile.

Manchester Arena: Noel GallagherHDGettyImages

Da inglese, come la fa sentire il fatto che la sua regina abbia dei soldi nei paradisi fiscali?
Beh, che sorpresa… Non mi interessa né mi sorprende che la regina non paghi le tasse. Quello che so è che io ne pago fin troppe. Nei Paradise Papers hanno citato il mio nome? No? E allora andiamo avanti.

Aprire la Manchester Arena dopo il concerto di Ariana Grande che emozione le ha dato?
Quella sera è stata molto strana perché da un lato pensi a chi è sopravvissuto e d’altro provi un’emozione pazzesca. Quando il palazzetto cantava Don’t Look Back in Anger, da cantautore, vivi il momento della vita. La sensazione è stata la più bella del mondo ma insieme è stato tristissimo perché era un concerto per ricordare le vittime di un attentato. Una doppia sensazione. Quel concerto, credo, abbia reso orgogliose le vittime.

Who Built The Moon?: tracklist e live

Ecco la tracklist ufficiale di Who Built The Moon?, rilasciato nelle versioni CD, CD Deluxe, LP e digitale:

  1. Fort Knox
  2. Holy Mountain
  3. Keep on Reaching
  4. It’s A Beautiful World
  5. She Taught Me How To Fly
  6. Be Careful What You Wish For
  7. Black & White Sunshine
  8. Interlude (Wednesday Part 1)
  9. If Love Is The Law
  10. The Man Who Built The Moon
  11. End Credits (Wednesday Part 2)
  12. Dead In The Water (Live at RTÉ 2FM Studios, Dublin) BONUS TRACK

Noel Gallagher è atteso in Italia, sul palco dei Live di X Factor, giovedì 30 novembre per poi fare ritorno nel Belpaese per un’unica data del tour 2018. L’appuntamento è al Fabrique di Milano il prossimo 11 aprile. I biglietti sono in prevendita su Tickeone e nei punti vendita autorizzati. 

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.