Stai leggendo: Kevin Spacey è un bullo sul set: parla Jon Berthnal

Prossimo articolo: Anche le donne possono molestare: il caso Mariah Carey

Letto: {{progress}}

Kevin Spacey è un bullo sul set: parla Jon Berthnal

Continua ad offuscarsi la stella di Kevin Spacey: dopo l’accusa di molestie e il contestato coming out, Jon Bernthal rivela alcuni aspetti controversi del suo comportamento sul set di Baby Driver.

Kevin Spacey

1 condivisione 0 commenti

Non si placano le rivelazioni riguardanti Kevin Spacey e la sua stella a Hollywood appare sempre più offuscata. Non sono solo le vittime di molestie a parlare in queste ore, ma anche compagni di set e colleghi. Ora è l’attore Jon Bernthal, il protagonista della serie The Punisher prodotta da Netflix nonché interprete di Shane in The Walking Dead - a farsi avanti e a raccontare una condotta poco limpida di quello che per tempo è stato il suo eroe.

Il set di Baby Driver - il film dell’estate diretto da Edgar Wright - è stato per Jon Bernthal l’occasione di coronare il sogno di una carriera, come ha lui stesso raccontato durante il Jim and Sam Show. Come riportato da Variety al termine della trasmissione, Bernthal è da sempre un grande estimatore del talento di Spacey e ha definito la sua partecipazione in The Iceman Cometh (una produzione teatrale che vide anni fa nel West End con protagonista proprio Spacey) una delle esperienze formative più illuminanti della sua carriera.

L'attore Jon BernthalHDGettyImages
Jon Bernthal rivela che sul set Kevin Spacey si comporta da bullo

Kevin Spacey: non è tutto oro quel che luccica

Baby Driver racconta le avventure criminali di un ragazzo prodigio di nome Baby, geniale al volante e per questo assoldato da Doc (Kevin Spacey) come autista per rapine. Affetto da acufene cronico e grandissimo estimatore di musica, mp3 e playlist, Baby è costretto per un errore commesso in gioventù a fare da autista alle bande criminali a cui Doc fornisce assistenza e consulenza per rapine e altri furti. In una di queste milita Griff, il malvivente interpretato da Jon Bernthal.

In queste ore l'attore ha raccontato alcuni retroscena poco gradevoli dal set del film. Lavorare con Kevin Spacey non si è rivelata un’esperienza positiva ed illuminante. Racconta l’attore:

Essere su quel set e lavorare con lui… io non avevo molte scene e non conosco abbastanza la situazione per dare un giudizio, ma il suo comportamento mi ha davvero irritato. Ho pensato si comportasse un po’ da bullo nei confronti di altre persone presenti sul set.

Bernthal chiarisce che non è stato testimone di nulla che potesse far sospettare i trascorsi di Spacey, che gli stanno costando la carriera. Dopo che Netflix ha dichiarato che House of Cards è un capitolo chiuso proprio per l'impossibilità di sostituire Spacey, è caduta l’ennesima tegola sul futuro professionale dell'attore premio Oscar.

Verrà letteralmente rimosso - scena dopo scena - dal nuovo film di Ridley Scott All the Money in the World le cui riprese sono concluse da tempo e che era già pronto per la distribuzione durante le feste natalizie. Con l'ausilio della produzione e degli effetti speciali, Scott riporterà la troupe sul set e girerà di nuovo ogni scena in cui compariva Spacey, per quella che si preannuncia come una vera e propria corsa contro il tempo. 

Rigirare tutte le scene di Tutti i soldi del mondo in cui l'attore interpretava J. Paul Getty (un ricchissimo petroliere a cui l’ndrangheta rapì il nipote nel 1973 durante un viaggio in Italia) non sarà operazione né semplice né economica. La prontezza con cui Ridley Scott, il sostituto Christopher Plummer e l’intera troupe si sono messe all’opera per cancellare la sua partecipazione al film però illustrano molto bene come il vento a Hollywood sia cambiato.

Tanto che Jon Bernthal si sente pronto a confidare tutto il disagio provato per i comportamenti di Spacey durante le riprese di Baby Driver:

All’epoca ricordo che pensai che se si fosse comportato così nei confronti di una donna, mi sarei sentito in dovere d’intervenire. Mi sono sentito sollevato quando le riprese si sono concluse.

Cronaca della discesa

Le accuse mosse da Bertnhal nei confronti della star di American Beauty e Se7en sono solo le ultime di una lunga serie. Tutto è nato sulla scia dell’epocale scandalo di Harvey Weinstein, che ha visto il produttore Re Mida di Hollywood letteralmente sommerso di accuse di violenza, stupro e molestie da un gran numero di donne.

Nonostante non siano mancati tentativi di victim blaming, l’infinita serie di accuse ha generato un cambiamento epocale nell’attitudine con cui Hollywood e gli Stati Uniti si rapportano con le accuse di violenza e molestie. Rinfrancate dall’esempio e dal coraggio di tante vittime, in molte si sono fatte avanti per accusare uomini potenti del mondo dello spettacolo, ma non solo.

L'attore Kevin SpaceyHDGettyImages
Kevin Spacey potrebbe non recitare mai più a Hollywood

L’atmosfera è cambiata e finalmente le vittime si sentono al sicuro, certe che finalmente la loro voce non verrà silenziata o peggio. Così alla fine anche un uomo, uno dei protagonisti della serie Star Trek: Discovery Anthony Rapp, si è fatto avanti per raccontare l’esperienza disturbante accaduta quando era ancora minorenne in casa Spacey. I fatti risalgono al 1986, quando l'attore era solo un ragazzino 14enne con una carriera ben avviata a Hollywood. Rapp si trovava a casa di Spacey durante una festa. Annoiato, era entrato in una camera da letto per vedere un po’ di TV, quando all’improvviso gli si era avvicinato Spacey. Ritrovatosi da solo con l’attore nella stanza, Rapp era stato oggetto di attenzioni e tocchi poco graditi.

La reazione fiacca e contraddittoria di Kevin Spacey di fronte alle accuse ha fatto arrabbiare davvero tutti. È stato rinnegato dalla comunità gay, indignata per il suo utilizzo strumentale dell’outing per deviare l’attenzione da un’accusa di molestie a un minorenne. L’opinione pubblica si è indignata per come abbia chiesto scusa nascondendosi dietro a un “non ricordo”, senza di fatto ammettere nulla. Senza dimenticare quanto avvenuto a Hollywood, ipersensibile in queste settimane all’argomento molestie.

L'attore Anthony RappHDGettyImages
Anthony Rapp ha portato alla luce il lato oscuro di Kevin Spacey

Il risultato è che tutti si sono affrettati a fare immediatamente terra bruciata attorno all’attore, licenziato da importanti progetti e ripudiato da produttori e studios. Nelle settimane successive non sono poi mancate ulteriori denunce di molestie e comportamenti deprecabili, su cui stanno indagando le autorità inglesi.

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.