Stai leggendo: I Am Not Broken: cos'è l'asessualità e perché è poco conosciuta

Prossimo articolo: Meglio morto che gay: in USA un uomo uccide il figlio di 14 anni

Letto: {{progress}}

I Am Not Broken: cos'è l'asessualità e perché è poco conosciuta

La cantante Kelly Clarkson ha dichiarato che un tempo si considerava asessuale: vediamo cosa significa essere asessuali e da chi è composta questa comunità.

Un'immagine recante la scritta I Am Not Broken

4 condivisioni 0 commenti

Durante un evento privato tenutosi presso la Highline Ballroom a New York, la cantante 35enne Kelly Clarkson ha raccontato ai presenti di non aver mai provato attrazione sessuale per qualcuno finché non ha incontrato l’uomo che ora è suo marito, Brandon Blackstock. Pare che infatti la star vincitrice di Grammy abbia provato una sensazione del tutto sconosciuta quando incontrò il manager musicale Blackstock durante le prove degli American Country Music Awards del 2006. "Onestamente credevo di essere asessuale - non mi ero mai sentita così eccitata in tutta la mia vita", ha ricordato.

Lui era sposato, la Clarkson dunque non gli rivolse nemmeno la parola. I due si rividero solo sei anni dopo, quando Blackstock era fresco di divorzio.

Ancora dopo quella sola volta, sei anni più tardi, non avevo avuto nessuna vera relazione. Giuro di aver pensato: ‘È così che ci si sente ad essere asessuali?’. Non provavo nessuna attrazione per nessuno.

La coppia si è sposata un anno dopo ed ora hanno due figli. Per Kelly Clarkson gli anni dell’asessualità sono dunque alle spalle.

Kelly clarkson con il marito  brandon blackstockHDGetty
Kelly clarkson ed il marito Brandon Blackstock


Ma cosa significa asessualità?

Sui social la comunità asessuale (che a fine ottobre ha celebrato la Asexual Awareness Week) onora con entusiasmo quei pochi rappresentanti (è il caso degli attori Aaron Paul e Janeane Garofalo e dell'esperto di moda Tim Gunn) che la cultura contemporanea ha concesso, come il personaggio di Todd nella serie comica animata di Netflix Bojack Horseman, che in una puntata dell’ultima stagione ha rivelato il proprio orientamento, facendo esplodere la rete dei colori - viola, nero, bianco e grigio - in cui si identificano gli asessuali, o “ace” (l’abbreviazione inglese, che non a caso è anche la parola che indica “asso” o un’esclamazione per indicare qualcosa di molto bello,“figo”).

Uno screenshot di un tweet dell'attore Aaron PaulHDTwitter
Aaron Paul (BreakingBad), doppiatore del personaggio di Todd in BoJack Horseman si dice orgoglioso di rappresentare "questa bellissima comunità".

Al di fuori dei social, però, è qualcosa di cui non si parla molto, soprattutto nel nostro paese, dove ancora ogni questione legata ad orientamente sessuali che non siano etero-diretti sono spesso un taboo.
Nei suoi editoriali, la dottoressa Chiara Simonelli, direttrice dell’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma, spiega che “non è ancora ben condiviso a livello scientifico se si tratti di un orientamento sessuale, come l’eterosessualità, l’omosessualità e la bisessualità, o se sia invece una mancanza di orientamento sessuale, nella quale il meccanismo di attrazione sia inesistente o semplicemente non diretto verso niente e nessuno.

Se a livello scientifico, dunque, l’asessualità non è stata catalogata in maniera univoca come orientamento sessuale, nella percezione comune della comunità che si definisce asessuale invece lo è. Il sito What Is Asexuality, infatti la definisce così:

Un orientamento sessuale caratterizzato da una persistente mancanza di attrazione fisica nei confronti di qualsiasi sesso.

Tenendo a specificare un elemento che sta a cuore di tutti coloro che si identificano come asessuali, ovvero il fatto che questo orientamento non è legato ad un genere, un’età, un’etnia o qualsiasi altro fattore discriminatorio: in breve, non c’è un ‘tipo’ di asessuato.

manifestanti con cartelli e tshirt viola in supporto dell'asessualitàThe Infependent
Manifestanti per la sensibilizzazione riguardo l'asessualità

Quella dell’asessualità è infatti una categoria ampia che racchiude non solo persone di ogni sesso, provenienza, aspetto o religione, ma che comprende tante sfumature in quanto anche al suo stesso carattere distintivo (il disinteresse per il sesso). Spiega infatti la dottoressa Simonelli che alcuni individui possono percepire un’eccitazione frequente senza però il desiderio di condividerla in coppia, mentre altri possono non sperimentarla affatto. Non si tratta dunque di un disturbo come ’avversione sessuale o il desiderio sessuale ipoattivo'.

L’asessualità non riguarda comportamenti di negazione nei confronti della sessualità o variazioni nel desiderio, quanto piuttosto una qualche indifferenza verso l’atto sessuale.

Da un punto di vista scientifico, il primo che ha teorizzato l’esistenza di una categoria di persone “senza contatti o reazioni socio-sessuali” fu Alfred Kinsey. Nella sua scala degli orientamenti sessuali che andava da “esclusivamente eterosessuale” ad “esclusivamente omosessuale”, il sessuologo americano ed i suoi colleghi introdussero la categoria X, che nel loro libro del 1953 (Il comportamento sessuale della donna) descrissero come: "Individui [i quali] non rispondono eroticamente a stimoli sia eterosessuali che omosessuali, e [che] non hanno contatti fisici evidenti con persone di entrambi i sessi."

Eppure, perché si arrivasse ad uno studio sistematico sulla sessualità si è dovuto attendere il 2004, quando Anthony F. Bogaert nel suo articolo “Asexuality: Prevalence and associated factors in a national probability sample” (Asessualità: prevalenza e fattori associati a un campione nazionale scelto casualmente), riferì che l’1,05% della popolazione britannica era asessuata. 
E solo dopo altri dieci anni è stato elaborato uno strumento di misurazione dell’asessualità, grazie al lavoro di Morag A. Yule, Lori A. Brotto e Boris B. Gorzalka che hanno ultimato la Asexuality Identification Scale (AIS), ovvero un semplice questionario in 12 punti che permette un’autovalutazione breve ed affidabile del proprio livello di asessualità.

Quando una persona asessuale non ha nemmeno nessuna inclinazione romantica verso altri, è definita asessuale aromantica, ma come anticipato, possono esistere casi di individui che pur non provando attrazione erotica nei confronti di un compagno, abbiano però desiderio di passare tempo insieme e costruire un rapporto amoroso. Una ragazza inglese, Jenni, che si definiva un’asessuale romantica condivise la sua esperienza in un’intervista alla BBC, raccontando della relazione con il suo ragazzo Tim: "In molti mi chiedono se non sono egoista a trattenerlo in una relazione da cui non otterrà quello che vuole, e se non sarebbe meglio lasciare che cerchi qualcun altro, ma lui sembra felice, quindi lascio a lui la scelta."

Non tutti però accettano tranquillamente questo tipo di esperienze, e la stessa Jenni raccontava di quante volte le è stato offerto aiuto come se ci fosse qualcosa da aggiustare, se magari da piccola avesse subito molestie. Ecco perché la comunità ace sui social - particolarmente in quel variopinto universo che è Tumblr - si unisce all’insegna dell’hashtag #notBroken (non rotto): non c’è nulla di malfunzionante, ma la nostra società è talmente imbevuta di stimoli sessuali che qualcuno che non li condivide in nessun modo deve avere qualcosa che non va.

Illustrazione digitale che reca le parole Not BrokenHDTumblr
"Non rotto"

Questo fenomeno, cioè come la voglia di proclamare la propria asessualità, quasi di rivendicarla -soprattutto online - sia spesso recepita in maniera ancor più negativa di quella che la società riserva alla popolazione omo o bisessuale, è oggetto di grande interesse per il sovramenzionato professor Bogaert della Brock University. In un articolo da lui scritto per The Independent, l’autore del libro “Understanding Asexuality” (comprendere l’aessualità) ha rimarcato l’importanza di studiare questo settore per apprezzarne le molte sfumature, che sono utilissime per scindere il binomio che la società considera indissolubile dell’amore romantico e sesso.

Negli ultimi anni le dottoresse Lori A. Brotto e Morag Yule hanno pubblicato moltissimi articoli scientifici sulla corretta classificazione dell’asessualità partendo da diverse prospettive, ed arrivando a concludere che sia ormai il caso di cominciare a considerarla un orientamento sessuale.

È un'entità eterogenea che plausibilmente soddisfa le condizioni [richieste per definirla] un orientamento sessuale, ed i ricercatori dovrebbero esplorare la possibilità di dimostrare che questa classificazione sia possibile.

La bandiera con i colori della comunità asessualeHDTumblr
I colori della comunità asessuale

Classificare un’entità del genere potrebbe sembrare un problema secondario, ma è fondamentale per poterne cominciare a parlare con maggiore serenità: cio che non si conosce genera inquietudine, ed è lì che si annida ogni forma di discriminazione. Un divertente articolo apparso di recente su Buzzfeed ironizza sull’esasperante sequela di pregiudizi ed errate supposizioni che circondano l’asessualità: gli ace sentono il bisogno di mettere in chiaro che possono avere voglia di sesso, o che per loro, per quanto naturale, non sia affatto interessante. Che non è una malattia. Che non smettono di apprezzare le doti fisiche di qualcuno solo per essere asessuali. Che nessuno ha diritto di giudicare la validità a o meno dell’identità (a)sessuale di chiunque, e più di ogni altra cosa: riconoscersi asessuali non preclude la capacità di amare.

Segnaliamo a chi volesse approfondire l’argomento anche l’esistenza del portale italiano e di quello internazionale (AVEN), entrambi ricchi di informazioni, discussioni e calendari di attività divulgative o occasioni di aggregazione.

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.