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Sindrome del bambino scosso: Alessandro Preziosi nello spot di sensibilizzazione

Per sensibilizzare i genitori sui rischi dello scuotimento infantile, l’attore Alessandro Preziosi partecipa allo spot e presta il suo volto alla campagna di Terre des Hommes.

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Un volto noto per parlare di un problema diffuso, ma ancora poco dibattuto in Italia. L’attore Alessandro Preziosi presta il proprio volto per lo spot di sensibilizzazione sulla Sindrome del bambino scosso. Nel nostro Paese non si sono ancora raccolti dati ufficiali, ma i numeri che arrivano dall’America sottolineano l’importanza di porre l’attenzione su questo problema: su 100.000 bambini, 30 subiscono gravi danni in seguito a scuotimento da parte dei genitori o di chi se ne occupa. Da questi dati preoccupanti, nasce così la campagna di sensibilizzazione firmata Terre des Hommes e che, come accennato, coinvolge Alessandro Preziosi.

Oltre allo spot TV, è stato creato anche un sito di informazione, per diffondere e sensibilizzare il pubblico sui terribili effetti di questa sindrome. La responsabile Programmi Italia di Terre des Hommes ha dichiarato:

Vogliamo avviare un’ampia azione informativa per la prevenzione di questa forma di maltrattamento. Grazie a questa campagna sarà possibile reperire informazioni su quali sono i segnali rivelatori di un bambino che ha subito lo scuotimento, come intervenire e a quali strutture ospedaliere rivolgersi, nonché informazioni e consigli utili in caso di necessità.

Che cos’è la Sindrome da bambino scosso

Nota anche con il nome inglese Shaken baby syndrome, questa sindorme si riferisce a una forma di abuso nei confronti del neonato che, in seguito a un violento scuotimento, riporta dei danni neurologici e, nei casi più gravi, decede. Le conseguenze cliniche immediate sono: vomito, inappetenza, ma anche convulsioni e perdita di coscienza. Questo avviene perché uno scuotimento prolungato del bambino, ha impatti sul suo cervello, che subisce contusioni, ma anche sul sistema cardio-circolatorio e sulla respirazione. Tutte conseguenze gravissime, che fanno quindi capire l’importanza della diffusione e della sensibilizzazione su questa problematica.

Bambino che piangeHD

Sentendo le testimonianze di quei genitori che hanno compiuto questo gesto, così grave ma spesso anche molto inconsapevole, lo scuotimento è durato meno di mezzo minuto, con 3-4 oscillazioni al secondo: un lasso di tempo breve che però, come detto, può provocare danni irreparabili nei bambini. La fascia d’età più a rischio è quella dei neonati di 4-8 mesi: la stanchezza dei genitori, il pianto spesso inconsolabile dovuto a coliche, dentizione, malessere generale può portare i neogenitori all’esasperazione e quindi a compiere questo gesto senza avere ben chiara la sua pericolosità.

Diffondere i dati sulla pericolosità dello scuotimento dei neonati è quindi la miglior forma di prevenzione: informare e supportare i neogenitori li aiuterà a non cedere alla stanchezza e non lasciarsi andare a questo gesto pericolosissimo. Inoltre, nel caso in cui i genitori, soprattutto le neomamme, comincino ad avvertire segni di depressione e rabbia, possono contattare centri di aiuto come i consultori sparsi sul territorio nazionale, per parlare di baby blues, depressione postparto o semplicemente per condividere le proprie esperienze e cercare l’aiuto necessario per affrontare con serenità anche i pianti più prolungati.

Se siete appena diventati genitori, visitate il sito nonscuoterlo.it e guardate il video: informatevi sui danni della Sindorme del bambino scosso! È un gesto d’amore nei confronti del vostro bambino!

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