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Mai più animali nei circhi: passa la legge

Il progetto di legge è stato approvato, ma la sua formulazione è ancora piuttosto generica: la LAV e il Movimento Animalista vigileranno sulla sua attuazione.

Un tigre ritta in sella sopra ad un cavallo in un circo

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Il disegno di legge 1568 che prevede il graduale superamento dell’uso degli animali nell’ambito del “riordino del settore dello Spettacolo” è stato approvato con 265 voti a favore e solo 13 contrari: è un primo passo promettente, ma non manca un certo scetticismo. La norma in questione è diretta precisamente ai circhi ed agli spettacoli itineranti, nei quali si deve pervenire gradualmente al superamento della presenza degli animali. Il testo approvato in Camera dei Deputati - senza che siano stati accolti i vari emendamenti (nemmeno quelli migliorativi) proposti dai partiti -, costituisce infatti la legge del Codice dello Spettacolo (n. 4652), che disciplina l’intrattenimento dal vivo.

La LAV (Lega Antivivisezione) però è cauta nel dare il benvenuto alla notizia: sono stati molti gli anni in cui questa organizzazione ha combattuto per arrivare ad ottenere un quadro normativo di riferimento del settore che fosse rispettoso dei diritti degli animali, per cui ora accoglie la notizia come un “bicchiere [del provvedimento] mezzo pieno”. Si apprezza infatti l’estensione della normativa non solo ai circhi ma anche agli spettacoli viaggianti, nonostante la persistente opposizione della “parte più retriva del mondo circense”, che si è battuta fino all’ultimo per far cancellare quell’importante comma.

Anche in Italia non si potranno più utilizzare animali in circhi e spettacoli viaggianti, come già succede in oltre 50 Paesi di tutto il mondo.

L’abolizione della presenza di animali in questo tipo di spettacoli sarà però graduale: l’impegno che è da poco diventato legge rende ora necessario che il Governo in carica o il prossimo - dopo le elezioni di marzo - formulino un decreto legislativo di attuazione entro la fine del prossimo anno. L’obiettivo si è dunque profilato all’orizzonte ma c’è ancora parecchia strada da percorrere e la LAV assicura che terrà gli occhi ben aperti: "Vigileremo affinché questo principio venga applicato dal ministro Franceschini o dal suo successore, senza scappatoie e con una data certa per la salvezza definitiva degli animali" ha dichiarato.

Un domatore con una tigre in posa durante un numero al circoHDGetty

A queste parole ha fatto eco anche il presidente del Movimento animalista, Michela Vittoria Brambilla, che definisce il testo in questione “fiacco ed ambiguo” e dunque promette attento scrutinio delle prossime fasi di attuazione.

Vigileremo perché il ‘superamento’ sia effettivo e perché ‘graduale’ non diventi il pretesto per lasciar tutto com’è a tempo indeterminato.

Secondo l’ex ministro infatti, la formulazione lascia spazio ad equivoci “e non corrisponde alla reale esigenza di tutela degli animali: c’è il rischio concreto che esseri senzienti continuino a soffrire nei circhi chissà per quanto tempo ancora. Il prossimo passo sarà un decreto legislativo, che l’esecutivo (verosimilmente il prossimo) dovrà predisporre. In quell’occasione stabiliremo tempi e modi certi per metter fine davvero a questa vecchia barbarie”.

Ci auguriamo davvero che il Governo dia seguito a questo primo passo così promettente: finalmente la sensibilità collettiva riguardo questa forma di intrattenimento che costringe gli animali ad una vita innaturale e costellata di maltrattamenti e sofferenze si è risvegliata. Esistono meravigliosi esempi spettacolo circense che non prevedono numeri in cui tigri, leoni o cavalli siano costretti ad eseguire esercizi contrari alla loro natura, senza contare delle condizioni di vita cui sono sottoposti, l’essere confinati in gabbie, costretti a spostamenti ed addestramenti barbari. La società civile l’ha capito, quel tipo di spettacolo è in costante declino: è ormai tempo che il quadro legislativo si aggiorni e rispecchi questa realtà.

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