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Bambini anticipatari: i rischi secondo uno studio universitario

Si chiamano anticipatari: i bambini che iniziano la scuola prima di aver compiuto 6 anni. Guadagnare un anno di tempo può però essere controproducente: lo conferma uno studio dell’Università di Stanford.

Bambina piccola va a scuola

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L’ingresso anticipato alle elementari è una questione controversa: la scolarizzazione precoce sembra però non essere un bene, lo dimostrano diversi studi condotti in tutta Europa. Sul lungo periodo, i bambini che hanno iniziato anzitempo il loro percorso scolastico ottengono risultati peggiori rispetto ai coetanei non anticipatari.

Il dono del tempo

Bambini corrono a scuolaHD

Uno studio dell’Università di Stanford, intitolato appunto The gift of time (Il dono del tempo) ha mostrato come i bambini che hanno rinviato di un anno l’inserimento scolastico, abbiano conseguito maggiori livelli di autocontrollo:

I dati raccolti mostrano che ritardare l’ingresso a scuola di un anno ha ridotto la disattenzione e l'iperattività del 73% nei bambini di 11 anni.

Queste parole di Thomas Dee, uno dei co-autori della ricerca e professore dell’Università di Stanford. Come vedete qui non si affronta la questione dal punto di vista dell’apprendimento o della resa scolastica, ma analizzando l’aspetto psicologico. Come influisce la scelta di mandare i bambini a scuola un anno prima sulla loro condizione psichica: secondo questa ricerca, come detto, arrivati all’età di 11 anni, questi bambini anticipatari mostrano maggior difficoltà a contenere i propri impulsi, sono più disattenti e dimostrano meno autocontrollo.

Confrontatevi con le maestre

Maestra e genitoreHD

In Italia, la legge dice che i bambini nati entro il 30 di aprile, su richiesta dei genitori, possono frequentare la prima elementare con un anno di anticipo. Molti genitori che si trovano ad affrontare questa decisione, si trovano in difficoltà. Per questo, consigliamo un dialogo aperto con le maestre dell’asilo, perché ogni bambino è diverso, ha i suoi tempi e il suo carattere e le maestre, che sono a contatto con i bambini tutto il giorno, sanno sicuramente vedere in maniera obiettiva, sfumature caratteriali che possono favorire o sfavorire il piccolo durante l’inserimento anticipato a scuola.

Dopo questa doverosa premessa, vogliamo condividere con voi il parere di psicologi, pedagogisti e insegnanti, che consigliano, in linea di massima, di rispettare i naturali tempi di sviluppo del bambino. Non abbiate fretta di vederlo crescere, togliendogli un anno di gioco spensierato: la vita non è una gara a chi arriva prima e in questa delicata fascia d’età, un inserimento anzitempo nel mondo della scuola potrebbe essere controproducente. Il rischio è di avere un bambino che arrancherà tutta la vita, inseguendo i suoi compagni, bruciando alcune tappe e vivendo male la scolarizzazione. Meglio concedergli un anno in più di libertà e spensieratezza: sarà il grande della classe, la maestra potrebbe coinvolgerlo come suo “vice”, dandogli così importanza e non facendolo sentire come un “ripetente”. Per questo è importante che genitori e insegnanti, sin dall’asilo, collaborino: per scegliere insieme ciò che è meglio per il bambino, facendogli vivere con serenità la propria esperienza di vita scolastica.

Spesso si pensa che i propri bambini siano pronti a compiere questo grande passo perché sanno già leggere e contare e magari già scrivono qualche lettera. Queste abilità, però, non contano. O almeno, non contano solo queste capacità: la scuola è un forte stress psicologico e, sebbene il vostro bimbo vi sembri pronto a imparare nuove cose, può non esserlo a cambiare il proprio approccio alla vita sociale fuori da casa. La maestra dell’asilo ha ruolo diverso dall’insegnante, le giornate con l’inizio della scuola si rivelano anche più cariche di impegni, che magari il vostro bambino ancora non è pronto ad affrontare. E infine, ricordate che in classe potrebbe trovare bambini di un anno più grandi (che, quando è toccato a loro, non hanno anticipato l’ingresso a scuola): con loro le differenze saranno abissali e il vostro bambino, per quanto in gamba, si troverà a confrontarsi con bambini sensibilmente più avanti di lui.

Come detto, queste sono indicazioni generali, ogni bambino è a sé, ma se siete indecisi, provate a chiedervi: preferirei poter giocare in libertà un anno in più o iniziare prima degli altri a studiare e fare i compiti?

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