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Violenza ostetrica: il 21% delle donne in Italia ne è vittima

In Italia la violenza ostetrica non è ancora reato eppure, secondo un recente sondaggio dalla Doxa per conto dell’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica, il 21% delle donne partorienti ne è stata vittima.

Donna incinta

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Anche quello che dovrebbe essere uno tra i più bei momenti della vita di una donna, il parto, può diventare un incubo. E un incubo lo è stato per il 21% delle mamme italiane, almeno secondo la ricerca Le donne e il parto fatta dalla Doxa per conto dell’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica in Italia (istituito e fondato da Alessandra Battisti e Elena Skoko), in collaborazione con le associazioni La Goccia Magica e CiaoLapo Onlus, su un campione di 5 milioni di madri che negli ultimi 14 anni hanno messo al mondo un bambino.

I risultati del sondaggio Le donne e il partoHDOVOItalia

Tale sondaggio, diramato a settembre scorso, ha dimostrato chiaramente che ben 1 milione di donne in Italia, dal 2003 a oggi, hanno subito una qualche forma fisica o psicologica di violenza alla loro prima esperienza di maternità.

In particolare, per 4 donne su 10 (41%) l’assistenza al parto è stata per certi aspetti lesiva della propria dignità e integrità psicofisica e la principale esperienza negativa vissuta durante la fase del parto è l’ormai obsoleta pratica dell’episiotomia, procedura utilizzata su oltre la metà (54%) delle mamme intervistate senza il loro consenso e da tempo ritenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) “dannosa, tranne in rari casi”.

Cos’è la violenza ostetrica?

Oltre al 21% delle donne certe di essere state vittime di violenza ostetrica, il sondaggio mette in luce che il 23% delle intervistate ha risposto “credo di no”, inconsapevoli, probabilmente, dell’esistenza di questo fenomeno.

La violenza ostetrica, infatti, in Italia - come in molti altri paesi del mondo - non è (ri)conosciuta. Solo negli ultimi anni alcune associazioni femminili se ne sono fatte portavoci e la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha sollevato il problema e ne ha abbondantemente parlato in un documento dal titolo La prevenzione ed eliminazione dell’abuso e della mancanza di rispetto durante l’assistenza al parto presso le strutture ospedaliere, dove l'"abuso di cure" per le donne partorienti viene visto come una vera e propria violenza di genere.

Per capire cosa esattamente sia la violenza ostetrica, vale la pena annoverare la chiarissima definizione usata in ambito giuridico nella "Ley Orgánica sobre el Derecho de las Mujeres a una Vida Libre de Violencia" del Venezuela:

La violenza ostetrica è l'appropriazione dei processi riproduttivi della donna da parte del personale medico, costringere la donna a subire un cesareo non necessario, costringere la donna a subire una episiotomia non necessaria, costringere la donna a partorire sdraiata con le gambe sulle staffe, esporre la donna nuda di fronte ad una molteplicità di soggetti, separare la madre dal bambino senza una ragione medica, non coinvolgere la donna nei processi decisionali che riguardano il proprio corpo e il proprio parto, umiliare verbalmente la donna prima, durante e dopo il parto.

La violenza ostetrica: #bastatacere

Basta tacereIl Post

L’indagine nazionale Le donne e il parto fortemente voluta dall’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica ha rappresentato il proseguimento e l’evoluzione della campagna d’informazione e sensibilizzazione #BastaTacere: le madri hanno voce.

Tale campagna riprende in mano quella che nacque agli inizi degli anni ’70 grazie ad alcuni collettivi femministi di Ferrara che decisero di raccogliere varie testimonianze di donne vittime di abusi durante la gestazione e il parto. Da quelle storie, all’epoca, nacque un opuscolo che venne ristampato più volte.

Da quella stessa idea di rendere pubbliche vicende di madri che sono state umiliate e martoriate fisicamente mentre mettevano al mondo il loro bambino, è nata - nell’aprile del 2016 - l’iniziativa social #bastatacere che in una manciata di giorni ha raccolto 1.136 testimonianze e che continua a raccoglierne affinché il problema della violenza ostetrica diventi collettivo.

La violenza ostetrica e la legge

Ad oggi la violenza ostetrica è codificata penalmente solo in Venezuela, in Porto Rico e in Argentina.

In Italia, nel marzo del 2016 una normativa ad hoc è stata inserita nel disegno di legge denominato Norme per la tutela dei diritti della partoriente e del neonato e per la promozione del parto fisiologico. Tale proposta, se e quando verrà accettata, metterà finalmente in pratica le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità secondo la quale:

Ogni donna ha il diritto ad ottenere i più alti standard di salute, che includono il diritto ad avere un’assistenza sanitaria dignitosa e rispettosa.

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