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Oprah Winfrey: l'icona woman power per eccellenza

Anchorwoman, opinion leader donna manager e non solo: ecco perché Oprah Winfrey è un'icona femminista.

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Se c’è una donna che meglio di ogni altra ha rappresentato negli ultimi decenni il woman power questa è sicuramente Oprah Winfrey. Conduttrice, attrice e filantropa soprannominata dalla stampa statunitense “regina di tutti i media”, la Winfrey è un personaggio amatissimo in America la cui ascesa al “potere” ha superato negli anni le barriere del razzismo, del sessismo e del fat-shaming.

Obama e OprahHD

A oggi Oprah è una delle figure più influenti degli Stati Uniti e una delle donne afroamericane più ricche del mondo, proprietaria di un rete satellitare, una casa di produzione e una casa editrice. Per sottolineare quanto la parola di Oprah sia legge per i suoi numerosissimi seguaci, basta ricordare che la Winfrey sostenendo Barack Obama come candidato democratico nella campagna del 2007 ha “regalato” all’ex Presidente, suo carissimo amico, almeno un milione di voti togliendoli all’eterna seconda Hillary Clinton.

Classe 1954, Orpha (questo il vero nome della Winfrey) è figlia di un minatore e una casalinga che non si sono mai sposati e, anzi, si sono lasciati poco dopo la sua nascita. Oprah ha trascorso i suoi primi sei anni di vita nella fattoria della nonna in Mississippi stato in cui, sopratutto negli anni ’60, vigeva una severissima segregazione razziale.

Dalle origini all’oprahfication

L'icona Oprah WinfreyHD

L’infanzia di Oprah Winfrey è stata raccontata dalla stessa giornalista durante diverse puntate del suo Oprah Winfrey Show: la star, infatti, non ha nascosto nulla del suo passato ed è proprio questa decisione - che sia stata studiata o meno - che ha contribuito a renderla l’icona che ad oggi è.

Trasferitasi all’età di sei anni dalla madre in un ghetto del Wisconsin, Oprah non si è mai vergognata di ammettere di essere stata una bambina povera, senza la possibilità oggettiva di poter godere di “lussi” come vestiti o bambole nuove, e cresciuta con due scarafaggi adottati come animali domestici.

Una ragazza il cui destino sembrava segnato dalla razza e da una situazione economica disastrata ma che invece, come un’eroina il cui super potere è la forza di volontà, ha trovato il suo riscatto dal momento in cui, trasferitasi in Tennessee dal padre e iniziato il college, ha cominciato a lavorare in piccole radio e TV locali dando il via alla sua pionieristica carriera e diventando a 19 anni la prima e più giovate donna afroamericana a condurre un telegiornale a Nashville.

La conduttrice Oprah WinfreyHDThe Oprah Winfrey Show

La vera svolta nell’esistenza della Winfrey è arrivata negli anni ’80 quando, appena trentenne, ha iniziato a condurre un talk show su un canale locale di Chicago che nel giro di un mese divenne il più seguito di tutta la città. Due anni dopo il programma fu ribattezzato Oprah Winfrey Show e cominciò a essere trasmesso in tutto il paese.

Alla base del successo mondiale del programma, salotto più ambito dalle star del jet set americano, c’è quella che il Wall Street Journal ha descritto con il neologismo oprahfication, ovvero la capacità di far confessare agli ospiti i segreti più reconditi della propria vita facendo passare tali outing come una sorta di terapia di gruppo in mondovisione durante la quale la conduttrice dispensava consigli su come affrontare i propri demoni e andare avanti, forte della sua esperienza di vita. 

Gli abusi e l’aborto

L’Oprah Winfrey Show si è concluso nel 2011 ma nei 25 anni di messa in onda attraverso le confessioni della sua padrona di casa il programma, oltre a essere teatro di grandi scoop, è stato anche il palcoscenico in cui è nata una delle più grandi icone femminili contemporanee che, attraverso le sue confessioni, ha aiutato moltissime donne vittime di violenza a sentirsi meno sole.

La conduttrice Oprah WinfreyHDOprah Winfrey Show

Oltre alla povertà, infatti, l’infanzia di Oprah è stata segnata da più abusi sessuali i cui carnefici sono stati parenti e amici di famiglia inoltre, a soli 14 anni, la Winfrey è rimasta incinta e ha abortito ammettendo, durante una puntata del Piers Morgan Tonight, di aver anche pensato al suicidio in quel periodo e di non aver mai sentito nessun legame con il bambino che ha perso esorcizzando con la sua confessione i sensi di colpa che molte donne sono costrette a provare quasi per dovere ogni qual volta scelgono di interrompere una gravidanza.

Il rapporto con gli uomini e la mancata maternità

Se la vita pubblica di Oprah Winfrey è degna di invidia quella privata, compreso il suo rapporto con gli uomini, è molto simile all’esistenza di tantissime donne “normali”.

Neanche la “big O”, infatti, è stata immune da amori sbagliati e si è spesso rifugiata tra le braccia di maschi violenti di cui è diventata succube al punto di essere arrivata a consumare crack esclusivamente per condividere le abitudini del proprio partner

Non ero dipendente dalla droga ma da lui.

Un’altra delle storie d’amore “sbagliate” che ha segnato la vita della Winfrey è stata raccontata nella sua biografia non autorizzata, Oprah a Biography di Kitty Kelley, in cui viene narrato nero su bianco l’inquietante motivo della fine del suo rapporto con John Tesh:

Un giorno lui si svegliò, vide il suo corpo bianco nudo a fianco di quello di lei, nera, e decise che non poteva continuare.

Inoltre la Winfrey ha sdoganato, attraverso alcune dichiarazioni, anche l’idea che una donna possa sentirsi completa nonostante non abbia alcun istinto di maternità. Ha dichiarato infatti la regina dei media:

Quando mi facevano pressione per sposarmi e avere dei figli ho capito che non sarei mai stata una di quelle persone che rimpiangono di non averli avuti. Non ho mai voluto dei bambini, non sarei stata una brava madre per loro, non ho pazienza.

Donna manager

Opinion leader, anchorwoman, ma anche imprenditrice: Oprah Winfrey ha fatto fruttare il suo primo decennio di grande popolarità investendo parte dei suoi guadagni nella Oxygen Media, rete via cavo dedicata alla produzione di programmi prettamente dedicati alle donne che ora è di proprietà della NBC Universal Cable Entertainment Group.

Decisa a diventare la “regina dei media” nel senso più vero del termine, la Winfrey nel 2002 ha posto il primo tassello del suo personale impero fondando l'Oprah Magazine e nel 2011 ha lanciato The Oprah Winfrey Network, un progetto studiato sin nei minimi particolari in collaborazione con la Discovery Communications inc. a partire dal nome e dal suo acronimo OWN.

Oltre a puntare sulla sua persona, la Winfrey ha anche scelto di condividere parte della sua immensa fortuna con i meno abbienti, creando l'organizzazione The Angel Network, e soprattutto con le giovani donne investendo 40 milioni di dollari - come promesso a Nelson Mandela - per una scuola dedicata alle ragazze povere in Sudafrica, la Oprah Winfrey Leadership Academy for Girls, le cui studentesse ora sono per Oprah come delle figlie adottive:

Lavorare con le ragazze del collegio è più gratificante di quanto avessi mai pensato. Credevo in questo modo di aiutarle, ma sono state loro a portare una nuova luce nella mia vita.

Una grande donna in lotta con un corpo imperfetto

La regina dei media Oprah WinfreyHDFast Company

È palese dalla sua storia che - oltre che una grande empatia e un’uso intelligente dell’arma della sincerità - l’imperfezione sia uno dei punti forti di Oprah. 

Imperfezione, anche fisica, che fin dagli albori della sua storia televisiva ha palesato e reso umana, come quando agli inizi del suo show si è presentata sul palco con un carrello contenente trenta chili di grasso animale, atti a dimostrare la quantità di peso che aveva perso grazie a una dieta durissima fatta di soli cibi liquidi.

La lotta di Oprah con il suo corpo curvy, che lei stessa accetta e disprezza a seconda dei periodi, è stata sempre esposta alla mercé del pubblico attraverso i racconti dei tentativi di migliorarlo e i conseguenti fallimenti. 

Il motivo del successo di Oprah è che la Winfrey è una donna come noi, l’esempio che l’Olimpo del jet set e dei personaggi di potere non è riservato solo alle divinità ma anche agli esseri umani, alle donne vere che non si vergognano di essere tali.

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