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Emma Watson: l’icona delle millennials

Dagli esordi nelle magiche vesti di Hermione nella saga Harry Potter alle battaglie femministe, ecco perché Emma Watson è un esempio per le nuove generazioni.

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I diritti delle donne sono qualcosa che sento inestricabilmente legati a me, alle mie radici, in modo così profondo e personale che non riesco a immaginare un’opportunità più esaltante.

Ogni generazione di donne ha le sue figure femminili alle quali ispirarsi, e sicuramente una delle delle icone delle millennials è l’attrice Emma Watson.

Classe 1990, la Watson ha incominciato a interessarsi alla recitazione già da quando aveva solo 6 anni e frequentava la prestigiosa Dragon School di Oxford per poi, a 10, essere scelta come volto femminile di uno dei franchise cinematografici più famosi e amati del XXI Secolo: Harry Potter.

Emma WatsonHD
Emma Watson

Emma, infatti, nei sette film della saga che ha trasposto gli omonimi romanzi di J.K. Rowling sul grande schermo è stata Hermione Granger, babbana in una scuola di maghi dove grazie alla sua intelligenza, al suo amore per lo studio e alla sua tempra riesce ad emergere e a diventare potente alla pari di una “purosangue”.

Emma Watson ha cavalcato l’onda dell'improvviso successo che l'ha travolta con grande intelligenza, consapevole che il ruolo di Hermione l’aveva resa un modello per una generazione fragile, quasi totalmente orfana di punti di riferimento che la rappresentassero. Una generazione che più di un’ennesima icona pop da idolatrare aveva bisogno di un’icona culturale da prendere ad esempio.

Ed è forse proprio in virtù di questa consapevolezza che la Watson - a differenza di molte sue colleghe a lei coetanee - non si è mai lasciata tentare dal facile divismo o dagli eccessi, ma anzi ha usato la fama per diramare i suoi valori.

Poco più di un anno fa, ad esempio, Emma ha deciso di condividere il suo amore per la letteratura femminista spargendo nelle metropolitane di diverse città europee opere come Mom & Me & Mom di Maya Angelou e Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood e aprendo Goodreads un gruppo per discutere di questi libri e delle loro autrici, ancora adesso attivissimo.

Questa iniziativa è nata a Londra grazie al club del libro della stessa Watson, Our Shared Shelf, e al Books on the Underground, un gruppo che distribuisce da anni opere letterarie per la metro della capitale britannica due volte al mese e che incoraggia i lettori a fare lo stesso dopo averli conclusi.

Emma Watson in una scena di Bling RingLucky Red

Inoltre Emma ha continuato a studiare sino a laurearsi in letteratura inglese, nel 2014, senza smettere mai di coltivare il mestiere della recitazione, tanto da riuscire a distaccarsi, complice anche un taglio di capelli cortissimo ed emancipatorio, dalla “sua” Hermione lavorando con registi del calibro di Sofia Coppola e Darren Aronofsky.

Emma e le sue battaglie

Emma Watson all'ONUHD

Nonostante la giovane età, Emma Watson si è resa subito conto che in quanto icona generazionale ha il grande potere di veicolare importanti battaglie sociali nel 2014 stata nominata Ambasciatrice di buona volontà dall'UN Women, l'organo delle Nazioni Unite che si occupa del rispetto dei diritti delle donne di tutto il mondo. Ruolo fondamentale che le ha dato la possibilità di insegnare alle più giovani in cosa consiste la parità di genere, anche grazie ai suoi viaggi in Zambia e Bangladesh durante i quali ha promosso l’educazione femminile:

Ho ancora molto da imparare, ma andando avanti, spero di poter portare sempre più conoscenza, esperienza e consapevolezza a questo ruolo.

Oltre alla questione femminile, la Watson è molto attenta anche all’ambiente tanto che ha voluto sfruttare il suo nome e la sua fama per creare una linea d'abbigliamento equo-solidale realizzata con People-Tree, per poi lanciare una collezione forte della stessa politica insieme alle sorelle Ferretti.

Una giovane femminista a Hollywood

La parola femminismo non ha mai spaventato Emma che ha sempre ammesso di essere legatissima al movimento pur sostenendo, attraverso la campagna #HeForShe, che gli uomini devono essere parte attiva nel dibattito sulla parità di genere:

La definizione di femminismo è: credere che uomini e donne debbano avere uguali diritti e opportunità. È la teoria della parità dei sessi in politica, economia e nella società.

La campagna della Watson, e il discorso che ha tenuto all’ONU per lanciarla, le è costata tantissime critiche che di certo non hanno arrestato il suo spirito. Esattamente come non la hanno fermata gli attacchi ricevuti per una copertina di Vanity Fair in cui sfoggiava una generosa scollatura la quale, secondo molte, era poco coerente con i suoi ideali femministi. Futile polemica che Emma ha sfruttato per ribadire quello che pensa, una volta e per tutte:

Il femminismo riguarda il dare alle donne la possibilità di scelta, non è un bastone con il quale delle donne bastonano le altre donne. Il femminismo è una questione di libertà, di liberazione e di uguaglianza. 

La Bella (girl-power) e la Bestia

Dan Stevens e Emma Watson in La Bella e la BestiaHDDisney

Cresciuta insieme alle adolescenti di ieri diventando per loro simbolo di un'emancipazione possibile, grazie al live-action La Bella e la Bestia diretto Bill Condon, Emma Watson è riuscita a conquistare anche i cuori delle ragazze di domani regalando loro una versione decisamente femminista dell'amata Principessa Disney.

La Belle (re)interpretata da Emma è infatti - oltre che un’accanita e curiosa lettrice - un’inventrice, un’eroina attiva e ribelle che tenta fin da subito di liberarsi e di scappare in ogni modo dalla Bestia per poi venire attratta dalla sua diversità, come accade nel film, ma anche e soprattutto dall’intelletto e dalla cultura dell’umano "mostro" che la tiene prigioniera:

La Bella e la Bestia è un film dedicato alle ragazze indipendenti che lottano per i propri diritti, le proprie ambizioni e un posto più equo nella società. 

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