Stai leggendo: Vanessa Redgrave: l’antidiva dalla parte degli ‘ultimi’ incanta il Roma Film Fest

Prossimo articolo: Giorgia Wurth e il suo debutto al cinema con la storia di Sandra Milo

Letto: {{progress}}

Vanessa Redgrave: l’antidiva dalla parte degli ‘ultimi’ incanta il Roma Film Fest

Vanessa Redgrave è stata protagonista al Roma Film Fest con il suo primo film da regista, Sea Sorrow, che racconta il dramma dei rifugiati.

Vanessa Redgrave

8 condivisioni 1 commento

Era una degli ospiti più attesi di questa 12esima edizione del Roma Film Fest, Vanessa Regrave che, alla tenera età di 80 anni, ha deciso di esordire come regista in un lungometraggio struggente, prodotto da suo figlio Carlo Nero, in cui racconta il dramma dei rifugiati.

In Sea Sorrow, infatti, l’attrice premio Oscar mostra il suo lungo viaggio, durante il quale ha toccato paesi come Grecia, Libano, Italia, Francia e Inghilterra alla ricerca degli ‘ultimi’, sfruttando come grande metafora del dolore di queste persone un passaggio de La tempesta di Shakespeare in cui Prospero narra a Miranda la storia del loro "dolore marino”, del modo in cui sono stati esiliati in un'isola remota, lontana da Milano, ex sede del potere del Duca.

Oltre a raccontare storie di esseri umani vittime della disumanità del mondo, la Regrave in Sea Sorrow parla anche del suo passato e di quando, a soli 2 anni, fu costretta a scappare dall’Inghilterra a causa della guerra, a sostegno di una tesi che è fondamento del suo lavoro: tutti siamo stati o potremmo diventare profughi.

Siamo tutti in grande pericolo, tutti possiamo diventare profughi, non abbiamo salute gratuita, educazione, i vecchi non hanno diritti. Sto raccontando la storia del mio paese ma anche del vostro.

Attivista politica da sempre, Vanessa Redgrave ha deciso di mettersi in gioco come cineasta e di voler affrontare queste tematiche estremamente attuali quando ha visto l’ormai iconica immagine del bambino di tre anni morto sulla spiaggia di Bodrum. Come lei stessa a raccontato:

In quello stesso luogo dove il piccolo è stato trovato senza vita i ricchi vanno in vacanza, l’estate arrivano con i loro yacht e se così non fosse stato la vicenda-simbolo di Aylan sarebbe rimasta segreta. Ma la cosa che più mi ha colpito di quello scatto è la storia che c’è dietro: Aylan e morto perché nessuno ha dato, a lui e alla sua famiglia, un biglietto per attraversare soli 4 chilometri di mare e assicurargli una vita dignitosa. È l’esempio più orrendo dell’inumanità dei nostri governi e dei nostri tempi.

“La colpa di ciò che sta accadendo”, sentenzia la Redgrave, “è dei governi che non applicano la legge che dal 1951 protegge i profughi di guerra, di politici che non hanno onestà civile”.

Eppure si può essere onesti, e lo ha dimostrato Angela Merkel, donna con un forte senso di responsabilità che ha fatto l’accordo di ricevere più di 1 milione di rifugiati in Germania con la promessa che, a quelli che non potranno essere ospitati, verranno comunque garantiti tutti i diritti.

Vanessa Redgrave tra attivismo e cinema

L'attrice Vanessa RedgraveHD

Oltre ad aver presentato Sea Sorrow, che arriverà nelle sale italiane nella primavera del 2018 grazie a Officine Ubu, Vanessa Redgrave è stata anche la protagonista di un lungo incontro con il pubblico del Roma Film Fest durante il quale ha ricordato la sua esperienza sul set con Michelangelo Antonioni, maestro del cinema che l’ha diretta in Blow up e al quale deve l’inizio della sua ascesa nel mondo della settima arte:

Quando Antonioni mi disse che mi voleva nel suo film ho pensato: ‘wow sarò come Monica Vitti!’. Ma la verità è che all’epoca il cinema non era solo cinema: eravamo tutti impegnati in una rivoluzione culturale.

Non poteva mancare, durante la chiacchierata di Vanessa Redgrave con il “suo” pubblico, un omaggio a Elio Petri, cineasta prematuramente scomparso per il quale l’attrice ha recitato in Un tranquillo posto di campagna. Insieme a lei sul set c’era Franco Nero, amore della sua vita e padre del figlio Carlo. Ed è proprio prendendo spunto dalle splendide in quadrature di Petri che l’iconica attrice lancia una frecciatina contro l’industria cinematografica di oggi: 

C’era una volta il cinema, il cinema vero. Speriamo che torni. Voi mi capite, lo so che vorreste resuscitarlo.

Vanessa Redgrave e Carlo Nero al Roma Film Fest 12HD

Nel celebrare la carriera di Vanessa Redgrave, il Roma Film Fest non poteva esimersi dal far vedere agli spettatori una clip di Giulia di Fred Zinnemann, pellicola che è valsa all’antidiva il Premio Oscar alla migliore attrice non protagonista nel 1978:

Il personaggio di Lillian è un’americana che nell’Austria occupata dal nazismo ha fatto carte false per mettere in salvo decine di socialisti e sottrarli ad un terribile destino. 

Secondo la Redgrave di persone Lilian è pieno il mondo, ed è per questo che ha grande fiducia nelle popolazioni, più che in chi le guida. Nella gente comune che, come lei, rompe il silenzio e lotta per un presente migliore:

D’altronde io stessa sono una persona normale come tutti voi, faccio solo il mio massimo per quel che posso. Non chiamatemi eroina.

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.