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La scienza è femmina: le donne scienziato, icone della ricerca

Sono tanti i nomi di donna che compaiono nella storia della scienza: da Rita Levi-Montalcini e Marie Curie. Scopriamo insieme chi sono queste donne straordinarie.

Bimba scienziato

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Se è tristemente vero che crescendo, gli stereotipi di genere influenzano le bambine, facendo loro credere che certe strade siano loro precluse, è anche vero che la storia della scienza ci regala esempi di donne straordinarie, che con i loro studi e grazie alla loro genialità, si sono guadagnate un posto d’onore tra gli scienziati. Tra di loro, ci sono anche diverse donne italiane, come Margherita Hack e Samanta Cristoforetti. Inoltre, il 7 novembre si celebreranno i 150 dalla nascita della grande Marie Curie, quindi per renderle omaggio, vi proponiamo l’elenco delle più grandi donne scienziato, iniziando, ovviamente, proprio da lei.

Marie Curie

Marie Curie con provetteHD

Nata appunto 150 anni fa, nel 1867, Marie Curie segna la storia della chimica e della fisica con i suoi studi per cui fu insignita del Premio Nobel: nel 1903 per la fisica e nel 1911 per la chimica.

Dopo un’infanzia in Polonia, si trasferisce a Parigi per poter continuare i suoi studi. Si laurea in matematica e fisica alla Sorbona, dove, a 15 anni dall’iscrizione tornerà in veste di professoressa, come prima donna ammessa all’insegnamento in quell’università.

È il 1894 quando Marie incontra Pierre Curie, che diventerà poi suo compagno nella vita e negli studi. Insieme i due portano avanti le ricerche che segneranno la vita professionale di Marie: partendo dall’osservazione di un materiale radioattivo chiamato pechblenda, i coniugi scoprono che si tratta di un materiale più radioattivo dell’uranio, quindi la pechblenda deve contenere altri elementi. Uno di questi, che riescono a isolare, lo chiamano polonio, ed è ben 330 volte più radioattivo dell’uranio.

Poco dopo, seguendo la medesima strada, i due riescono a isolare anche il radio: è il 28 marzo 1902 quando Marie Curie, dopo giorni e giorni spesi nel suo laboratorio, annota su un quaderno: RA=225,93. Peso di un atomo di radio.

Marie Curie non registrerà mai il brevetto per l’estrazione del radio, che le è costata tanto studio e tanta fatica, di modo da lasciare libertà di ricerca alla comunità scientifica, conscia del significato della sua scoperta nella cura del cancro.

La sua dedizione ha però una conseguenza sul suo corpo: l’esposizione alle radiazioni, di cui all’epoca si ignorava la pericolosità, porta Marie alla morte, nel 1934.

Una frase che ci ha lasciato parlando della sua gioventù, quando sfidando i dettami della polizia zarista, si recava in una sartoria a insegnare o metteva insieme una biblioteca per gli operai, recita così:

I mezzi d'azione erano poveri e i risultati ottenuti non potevano essere considerevoli; tuttavia, persisto nel credere che le idee che allora ci guidavano siano le uniche che possano condurre a un vero progresso sociale. Non possiamo sperare di costruire un mondo migliore senza migliorare gli individui.

Rita Levi-Montalcini

Rita Levi-Montalcini al microscopioHD

Veniamo in Italia, per onorare la più grande scienziata italiana, premio Nobel nel 1986 e scomparsa ormai cinque anni fa, all’età di 103 anni. Figura di spicco sia nel mondo scientifico che in quello sociale, Rita Levi-Montalcini ha sempre combattuto per l’affermazione della figura della donna, come prova questa sua frase:

L'umanità è fatta di uomini e donne e deve essere rappresentata da entrambi i sessi.

Si deve a lei la scoperta del fattore di crescita del sistema nervoso, detto anche Ngf: una proteina coinvolta nello sviluppo e nella formazione del sistema nervoso, studiata ancora oggi per trovare la cura ad alcune malattie neurologiche. Una ricerca che Rita Levi-Montalcini svolge in America, insieme al suo allievo biochimico Stanley Cohen e che segna la comprensione della crescita delle cellule e quindi, segna un punto di svolta nella lotta al cancro. Rita Levi-Montalcini è stata una figura grandiosa per la storia della scienza, quella del nostro Paese e anche per la storia fatta dalle donne.

Hedy Lamarr

Hedy Lamarr sul setHD

Quella di Hedy Lamarr è una delle figure più affascinanti nel campo della scienza: nota infatti soprattutto come attrice, si è scoperto solo agli inizi del XXI secolo il suo ruolo di inventrice. Arrivata a Hollywood per allontanarsi dal nazismo, con alle spalle una carriera nel cinema austriaco, la Lamarr ha sempre avuto ruoli minori, pur recitando a fianco dei grandi nomi dell’epoca, come Judy Garland e Clark Gable. Dietro questa facciata, si nascondeva però una mente brillante, mossa dal nobile desiderio di contrastare, con i propri mezzi, l’ascesa del nazismo. Insieme al compositore musicale George Anthei, sviluppò un sistema di guida a distanza per siluri: sebbene fu ignorato dalla marina durante la seconda guerra mondiale, questo sistema di comunicazione tramite frequenze radio è alla base della tecnologia spread spectrum, usata nella moderna telefonia.

Rosalind Franklin

Rosalind Franklin al lavoroHD

Chimica e fisica britannica, Rosalind Franklin ha dato con la sua ricerca un contributo fondamentale nella comprensione del DNA, svelandone la struttura elicoidale che ha permesso ad altri di approfondire il legame genetico tra genitori e figli. Inoltre la Franklin si dedicò alla fotografia a raggi X del DNA, che permette di vedere la struttura a doppia elica. Questo studio fu la base di partenza che portò poi i suoi colleghi Wilkins, Watson e Crick a ricevere il premio Nobel. È proprio Watson, nella sua autobiografia La doppia elica a svelare come andarono i fatti: dopo che il collega Wilkins gli parlò degli studi che la Franklin stava portando avanti, Watson si reca a Londra e strappa letteralmente di mano le fotografie a Rosalind e lì capì che il modello a doppia elica ipotizzato da lui e Crick era corretto. Il fatto che in vita Rosalind Franklin non ricevette alcun riconoscimento per il suo ruolo fondamentale nella scopera della struttura del DNA è dovuto sia alla sua prematura scomparsa a soli 37 anni e alla posizione ancora di inferiorità che le donne ricoprivano, anche in ambito scientifico.

Francoise Barré-Sinoussi

Francoise Barré-SinoussiHD

Medico e immunologo, ha fatto parte del team che ha scoperto il virus dell’immunodeficienza umana (VIH), causa dell’AIDS: per questo suo lavoro le fu assegnato, insieme a Luc Montagnier che guidava il team di ricerca, il premio Nobel nel 2008. Dopo la scoperta del virus, Francoise Barré-Sinoussi ha partecipato a diversi programmi per la ricerca di un vaccino contro l’HIV.

Margherita Hack

Margherita HackHD

Torniamo in Italia, per parlare dell’astrofisica più conosciuta: Margherita Hack. È stata la prima donna italiana a dirigere un osservatorio, nello specifico quello di Trieste, oltre ad aver lavorato in altri osservatori nel mondo. Grazie alla sua influenza, la comunità astronomica italiana è cresciuta di prestigio, guadagnandosi un posto d’onore nel panorama internazionale. Durante la sua carriera, la Hack ha scritto molti testi di divulgazione scientifica, volti ad avvicinare tutti noi al suo mondo fatto di stelle.

Samantha Cristoforetti

Samantha CristoforettiHD

Nota al grande pubblico per la sua impresa del 2014, ossia per essere stata sei mesi nello spazio, raccontando la sua esperienza e affascinando con i suoi racconti un vasto pubblico, fatto anche di giovanissimi: Samantha Cristoforetti è uno dei personaggi simbolo del nostro tempo. Prima donna dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) ha raggiunto, con il suo viaggio, il record europeo e il record italiano per una donna di permanenza nello spazio. Non è quindi un caso se le è stato addirittura dedicato un asteroide, il 150006 Samcristoforetti.

Queste grandi donne, con le loro passioni, la loro dedizione e la loro genialità devono essere un modello per tutti, soprattutto per quelle donne che sognano di diventare scienziati!

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