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Giornata Mondiale dei Vegani: storia, significato e dieta cruelty free

Il veganesimo è una scelta alimentare ed etica che ripudia qualsiasi genere di crudeltà e di sfruttamento nei confronti degli animali. In occasione della Giornata Mondiale dei Vegani approfondiamo insieme la conoscenza di questa filosofia di vita.

Scritta Vegan realizzata con della verdura

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È entrato a far parte della nostra cultura da ormai diversi anni e ultimamente se ne sente parlare spesso in relazione soprattutto all’alimentazione dei bambini e a posizioni occasionalmente estremiste assunte da chi ha scelto di abbracciare questo movimento. Stiamo parlando del Veganesimo che il 1° Novembre festeggia la sua Giornata Mondiale. Ma dove e quando è nato? Scopriamolo insieme.

Nascita e significato del Veganesimo

Forchette con delle verdureHD

Il movimento Vegano ha una precisa data di nascita e risale proprio al 1° Novembre 1944 quando Leicester Donald Watson, un professore di inglese, decide di abbandonare la Vegetarian Society con la quale non condivideva più la posizione dei suoi membri nei confronti degli animali. Infatti, a differenza di questi ultimi, riteneva gli animali esseri senzienti e non inferiori all’uomo. Di conseguenza ogni creatura vivente aveva pari dignità e pari diritti e non doveva essere né uccisa né tantomeno sfruttata.

Una simile filosofia si ricollega all’antispecismo che prende le mosse dal pensiero del filosofo americano Tom Regan e da quello del filosofo e saggista australiano Peter Singer. Il nome Vegan, invece, viene ottenuto dalla contrazione del termine Vegetarian, del quale sono riprese le prime tre lettere e le ultime due.

Dalla scelta di Watson prende il via la cosiddetta Vegan Society che ripudia qualsiasi forma di crudeltà e allevamento degli animali e stabilisce il divieto di mangiare carne, latte e i loro derivati  (quindi sono esclusi anche i latticini e il miele). Tuttavia la definizione ultima e stabile del veganesimo arriva nel 1949 e a fornirla è Leslie J. Cross il quale sancisce in modo incontrovertibile che il vegano deve rifiutare tutti quei prodotti di uso quotidiano che prevedono la sperimentazione sugli animali o comunque il loro maltrattamento. Quindi non indossano abiti e accessori in pelle, lana, seta e pelliccia e non usano cosmetici e altri prodotti testati sugli animali. Siamo di fronte a una scelta alimentare ed etica.

Gli alimenti base dell’alimentazione vegana

Tavola con ciotole contenenti legumi e verdureHD

Adesso che sappiamo da dove nasce il veganesimo e quali sono i principi su cui si basa, conosciamo anche gli alimenti principali impiegati in questo tipo di alimentazione.

  • Tofu: è uno dei cibi più utilizzati come sostituto della carne. Il tofu, infatti, contiene circa 8 gr di proteine ogni 100 gr di alimento.
  • Seitan: è un prodotto a base di glutine di grano e fornisce un quantitativo proteico più elevato rispetto a quello del tofu.
  • Tempeh: è un alimento costituito da semi di soia interi fermentati.
  • Ceci: questo legume in virtù del suo elevato contenuto di proteine è spesso usato nelle preparazioni vegane al posto della carne.
  • Latte di canapa: questo latte particolare di cui si sente parlare poco, apporta all’organismo circa il 20% della quantità di ferro che si dovrebbe consumare nel quotidiano. Si ottiene dai semi di canapa macinati in acqua.
  • Latte di avena: ottenuto dalla farina di avena fornisce acido folico e la preziosa vitamina E.
  • Latte di soia: povero di grassi contiene vitamine A, E, B, fibre e minerali. Questa bevanda aiuta anche a riequilibrare la flora batterica intestinale.
  • Salsa di mele: è usata in sostituzione dell’uovo nelle ricette che ne prevedono l’impiego.
  • Semi di lino: sono utilizzati per preparare dolci, soprattutto biscotti.

La dieta vegana per i bambini

Un ragazzo sorride con un cavolo in manoHD

Intorno all’alimentazione vegana sono nate innumerevoli discussioni, scatenate soprattutto dagli ultimi fatti di cronaca relativi a bambini malnutriti perché alimentati secondo questa dieta. In base a quanto sostengono gli studiosi, una simile alimentazione non è di per sé dannosa a patto però che si vadano a reintegrare nelle giuste quantità le sostanze nutritive normalmente assunte dalla carne e dai latticini.

Diverso è il discorso sull’alimentazione vegana dei neonati, nei confronti della quale la comunità scientifica mantiene delle riserve. Nel caso dello svezzamento, invece, non dovrebbero esserci problemi se ci si affida ai consigli forniti da pediatri esperti in nutrizione vegana che sapranno indicare come sostituire gli alimenti basilari per la crescita dei bambini e le sostanze in essi contenute.

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