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La difesa è un diritto: i centri antiviolenza in Italia

In Italia ci sono oltre 160 luoghi sicuri in cui le donne vittime di abusi possono rifugiarsi, ecco tutto quello che c’è da sapere sui centri antiviolenza del nostro Paese.

Non siamo sole

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Il caso Weinstein e le ormai 82 donne che hanno ammesso di essere state vittime del produttore americano hanno portato molte altre donne “comuni” a trovare il coraggio di denunciare sui social gli abusi subiti durante la loro vita.

Parlare delle proprie esperienze su internet, sfruttando i potentissimi hashtag #metoo e #quellavoltache è un primo passo per abbattere il muro si silenzio e omertà che spesso le vittime stesse ergono per paura o, ancor peggio, per senso di colpa. 

In questo momento le donne che hanno subito molestie da parte di uomini non si sentono più poi così isolate e per far sì che non ritornino a provare tale sensazione, quando il rumore mediatico su questa tematica scemerà, è giusto ricordar loro che in Italia sole non lo sono.

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Contro la paura delle donneHD

Nel Belpaese, infatti, esistono 160 centri antiviolenza sparsi per tutto il territorio, luoghi che dispongono di pochissime risorse economiche ma che, nonostante questo, sono pronti a dare sostegno 24 ore su 24 a chi di noi abbia bisogno di un aiuto, che sia psicologico o concreto. La maggior parte di questi centri sono attivi da oltre vent’anni nel nostro Paese e gestiti in maniera totalmente autonoma da organizzazioni pronte ad accogliere e sostenere donne di ogni età, razza ed estrazione sociale in maniera gratuita, che abbiano già subito dei veri e propri abusi sia che si sentano “semplicemente” minacciate.

Come funzionano i centri antiviolenza

I centri antiviolenza, attraverso una rete di protezione rodata e funzionale, sono in grado indicare per ciascuna donna un percorso di liberazione e rinascita. Tanti sono gli strumenti messi in campo affinché questo avvenga, mantenendo sempre il totale riserbo e anonimato: accoglienza telefonica, colloqui personali, ospitalità in case rifugio, supporto psicologico individuale o in gruppo, consulenza legale, supporto ai minori vittime di violenza assistita, orientamento al lavoro e all’autonomia abitativa.

Inoltre queste strutture tentano di promuovere la prevenzione, formazione e sensibilizzazione nel fondamentale tentativo di estirpare alla radice le convenzioni sociali e culturali patriarcali e misogine che purtroppo sono alla base della violenza di genere. Ad oggi sono più o meno 160 mila l’anno le donne che si sono rivolte e sono state attivamente aiutate dai centri antiviolenza che fanno un lavoro enorme e instancabile per far fronte alle tante e diverse necessità.

Per contattare tali organizzazioni al femminile basta recarsi direttamente ai loro sportelli (qui la mappa di tutti i centri antiviolenza) o chiedere aiuto al 1522, numero rosa accessibile dall'intero territorio nazionale gratuitamente 24 ore su 24, sia da rete fissa che mobile.

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