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Roma Film Fest 12, Christoph Waltz: ‘Hollywood mi vuole cattivo'

Christoph Waltz è stato il primo protagonista degli incontri dedicati al pubblico della 12esima edizione del Roma Film Fest.

 Christoph Waltz al Roma Film Fest 12

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“Vi confesso una cosa: odio i selfie” con queste parole Christoph Waltz ha dato il via al suo incontro con il pubblico nella prima giornata della 12esima edizione del Roma Film Fest. 

L’attore è stato infatti il primo ospite d’onore della kermesse che come ogni hanno ha organizzato una serie di "faccia a faccia" con grandi star internazionali che quest’anno vedranno come protagonisti, tra gli altri, l’enfant prodige Xavier DolanVanessa Redgrave, Ian McKellen e il cineasta cult Ken Loach che sarà presente alla manifestazione anche per ritirare il prestigioso premio alla carriera.

L'attore Christoph Waltz HD

Incontrare Christoph Waltz vuol dire anche e soprattutto parlare con uno dei più eccentrici volti dei film di  Quentin Tarantino, il quale, a differenza di quanto possa sembrare guardando i suoi capolavori, non è affatto un amante dell’improvvisazione sul set: “Il cinema di Tarantino è tutto nella sua sceneggiatura, anche le scene che sembrano più naturali sono studiate nei minimi particolari” ha affermato Waltz “succede tutto nella sua testa, poi butta giù velocemente i pensieri. Io stesso fatico a stargli dietro e, anche se l’aspetto visivo nei suoi film è impeccabile quella che amo di lui è la scrittura dove è, letteralmente, fondamentale ogni virgola."

Christoph Waltz: cattivo per dovere e per piacere

L'attore Christoph Waltz HD

Christoph Waltz è noto al grande pubblico soprattutto per i suoi ruoli da “villain” che sono cominciati a fioccare in seguito al successo del Colonnello Landa in Bastardi senza gloria: “Ho lavorato 35 anni prima di arrivare a Hollywood, ho fatto film, programmi TV, ho lavorato a teatro. Avrò interpretato almeno 150 personaggi diversi, non ero sempre cattivo, lo sono diventato dopo Bastardi senza gloria per questioni economiche: i finanziamenti non si ottengono in nome dello spessore artistico di un’opera, quindi dopo che ho fatto una volta il cattivo, e questo cattivo è piaciuto al pubblico, il produttore investe i suoi soldi in film a patto che sia io l’antagonista”. “In ogni caso” ha sottolineato Watz :

Trovo stimolante recitare nelle vesti di cattivo perché c’è una gamma amplissima di possibilità dal punto di vista dell’interpretazione. L’antagonista è l’elemento drammaturgico che fa andare avanti la storia, quindi per definizione deve essere il personaggio più interessante, quello che stimola di più l’immaginazione che poi è lo strumento più importante per un attore.

Christoph Waltz: nessun punto di riferimento, se non i grandi classici

Christoph Waltz mattatore del primo giorno del Roma Film Fest 12HD

Nei suoi oltre 60 anni di vita se c’è una cosa che Christoph Waltz ha capito questa è l’inutilità dei punti di riferimento. L’attore, infatti, non ne ha o, comunque, non ne ha di imprescindibili:

I miei punti di riferimento sono sempre variati in base alla mia evoluzione. Quando avevo 20 anni, ad esempio, pensavo che Marlon Brando fosse il più grande ma ora, tranne Il Padrino, non riesco più a guardare i suoi film. Il punto di riferimento, quindi, non solo cambia, ma si sposta. L’ammirazione non dovrebbe mai diventare un’ideologia.

Da uomo di cinema, Christoph Waltz nutre una grande passione per questa arte e, in particolare, per tre grandi classici che hanno fatto la sua storia, tra cui spiccano ben due film italiani, Il momento della verità di Francesco Rosi, I vitelloni di Federico Fellini, e Vivere di Akira Kurosawa:

Amo questi capolavori perché fondamentalmente tutti e tre raccontano la storia di persone che vogliono trovare un posto nel loro tempo, nel loro mondo, nella società. Persone che vogliono cambiare le cose, lasciare un segno.

Esattamente come ha fatto lui nell'Olimpo del Hollywood.

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