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Autobiografia di una femminista distratta: Laura Lepetit si racconta

Si può essere femministe oggi? Che cos'è il femminismo e chi è Laura Lepetit? Tra le pagine di Autobiografia di una femminista distratta scoprirete, attraverso la vita dell'autrice, un modo più moderno e semplice di approcciarsi a queste tematiche.

Particolare della copertina di Autobiografia di una femminista distratta di Laura Lepetit

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Laura Lepetit racconta nelle pagine di Autobiografia di una femminista distratta la sua vita, le sue scelte lavorative, le sue amicizie e il suo modo d'interpretare il mondo. Il libro è fluido e allo stesso tempo è denso di riflessioni e di scorci di vita che conducono il lettore a conoscere una forma diversa per interpretare il femminismo.

La scrittice, all'interno del libro, rompe i classici  schemi interpretativi di questo movimento culturale e delle sue paladine: le donne non vengono elogiate per partito preso ma sono osservate e descritte con pregi e difetti. 

Mi viene da dire che le donne sono insopportabili. Sono confuse, pasticcione, irresponsabili, disattente, poco conseguenti, prone a cambiamenti improvvisi, dimenticanze stupefacenti, incapaci di collaborare, incostanti, rancorose, invidiose e così via.

E continua:

Tutto questo tra noi, lontane dall'occhio del padrone. Infatti molti progetti femministi sono andati a rotoli. Però, dopotutto, le donne mi sono simpatiche. Sanno far suonar benissimo la corda de sentimenti. Dietro le loro disparate disperate imprese c'è sempre un'emozione che vibra. 

La scrittrice si sofferma sull'età contemporanea, sul cambiamento della società e sulle sue forme comunicative che, nonostante la comodità e la velocità che le caratterizzano, tendono ad allontanare invece che ad unire.

Oggi, secondo Laura Lepetit, si ha la tendenza a non stare mai fermi per evitare di pensare ciascuno al proprio vuoto esistenziale, come se l'esterno ci sfiorasse senza restarci impresso.

Non sempre avere molte occupazioni è segno di buona riuscita, talvolta è solo l'incapacità di resistere al vuoto. Ma il vuoto è uno spazio interessante, perché ci si può infilare qualsiasi cosa, anche pensieri nuovi o attività poco sfruttate. In natura ci sono molto vuoto e molta attesa. Se tocca anche a noi vuol dire che stiamo partecipando a un modo naturale di vivere.

Chi è Laura Lepetit?

Laura Lepetit è una femminista e nel 1975 ha fondato la casa editrice La Tartaruga, dirigendola fino al 1997. La sua casa editrice non era come le altre perché pubblicava esclusivamente libri scritti da donne.

Laura Lepetit raffigurata in un disegnoHDCopyright Riccardo Mannelli

Queste ultime hanno sempre trovato uno spazio ristretto per poter far sentire la propria voce: gli scrittori maschili sono sempre stati molto più numerosi di quelli femminili e ciò non dipende semplicemente da una questione di talento.

L'editrice, dunque, ha deciso di dare uno spazio esclusivo alle scrittrici per poter avere la libertà di pubblicare autrici minori e sconosciute che, probabilmente in un mercato più ampio, avrebbero fatto fatica ad emergere nell'ambiente letterario.

Mi piacciono le digressioni e anche i compromessi. Un compromesso spesso ti può salvare la vita. Mi piego ma non mi spezzo. Ritorna sempre l'eterna questione se esistano o meno una scrittura femminile e una scrittura maschile. Sollevata qua e là, la questione apre discussioni serie ma senza senso.

Laura Lepetit ha continuato dicendo: "La più bella risposta che io abbia mai trovato, in caso se ne cercasse una, è quella che ha dato Marguerite Duras nell'intervista che le ha fatto Leopoldina Pallotta della Torre nel libro La passione sospesa.", "Suona così: C'è un rapporto intimo e naturale che da sempre lega la donna al silenzio, quindi, alla conoscenza e all'ascolto di sé. Questo porta la sua scrittura a quell autenticità che invece manca nello scrivere maschile, la cui struttura rimanda troppo a saperi ideologici, teorici."

La Tartaruga non pubblicava soltanto autrici minori ma anche nomi di spicco come quelli di Virginia Woolf, Alice Munro, Doris Lessing e Gertrude Stein.

Laura Lepetit, prima di decidere se far uscire o meno un libro, aveva bisogno di conoscere di persona le autrici, per creare un contatto e comprendere meglio cosa e chi si celava dietro le parole di un'opera.

Simone de Beauvoir, ad esempio, non fu mai pubblicata da La Tartaruga per questo motivo.

Simone de Beauvoir immersa tra i libri

Laura Lepetit non è stata mai travolta dai contenuti di Simone de Beauvoir perché la scrittrice e filosofa francese, a detta dell'editrice, non è mai riuscita a convincerla completamente.

Mi costa ancora oggi ammettere che Simone de Beauvoir, che se ne stava con uno strano turbante e l'aria dimessa al tavolino del Café de Flore insieme al suo Sartre, rispettato maestro e forse poco appetibile amante, non è mai riuscita a convincermi.

Ciò che colpisce Laura Lepetit è la semplicità della comunicazione: non c'è bisogno di ornamenti fuorvianti che obnubilano l'autenticità di un contenuto.  

Perchè leggere Autobiografia di una femminista distratta di Laura Lepetit?

Autobiografia di una femminista distratta mostra un lato del femminismo lontano dai classici luoghi comuni, rivelando come ciascuna donna possa essere femminista nel proprio quotidiano e nella propria semplicità.

Il femminismo, per la scrittrice, non è semplicemente sinonimo di battaglia, aggressività e protesta ma è anche una rivolta silenziosa, lenta e costante.

Ciascuna donna possiede delle idee e vuole comunicarle ma non è soltanto la veemenza con cui lo dimostra che la renderà una donna femminista.

La copertina di Autobiografia di una femminista distrattaCopyright Nottetempo

Alla base del femminismo ci sono sicuramente dei trattati filosofici, degli studi e una storia di lotte ma c'è anche dell'altro.

Il desiderio di ciascuna donna è quello di poter vivere seguendo ciò in cui crede e che ritiene giusto insieme alla possibilità di decidere, ogni giorno, come lei voglia essere a dispetto degli altri che la circondano.

È semplicemente la libertà di essere ciò che si vuole che fa pulsare, ancora oggi, il femminismo.

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