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L’arte torna al cinema: il 7 e l’8 novembre è il turno di Bosch

Bosch. Il giardino dei sogni è il titolo del documentario che affronta i misteri e le interpretazione dell’opera Il giardino delle delizie terrene, del pittore olandese.

Un frame del documentario

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La settima arte incontra la pittura: arriva al cinema Bosch. Il giardino dei sogni. Il 7 e l’8 novembre sarà proiettato un documentario su questo pittore visionario e su uno dei suoi capolavori più grandi, ossia Il giardino delle delizie terrene.

Una vita misteriosa

Il poster del documentarioHD

È singolare che l’unico fatto che possiamo datare con certezza è la morte di Hieronymus Bosch, avvenuta nell’agosto del 1516. Proprio l’artista fu il primo a non dare mai riferimenti temporali della sua opera: nessuno dei suoi dipinti è infatti da lui datato. Nato in Borgogna da una famiglia che fece della pittura la propria attività, di Bosch non conoscono molti fatti biografici, ma quel che è certo è che, da sposato, si elevò di rango e questo permise alla sua carriera di pittore di crescere ulteriormente, allargando il giro dei propri clienti e committenti.

La sua arte è una rara commistione fra il figurativo medievale e il rinascimento fiammingo, che nel corso degli anni ha suscitato interpretazione spesso contrastanti: c’è chi l’ha vista come espressione esoterica dei dogmi di una setta, chi ha identificato l’artista come un alchimista e chi, infine, l’ha definito una figura geniale, in grado di imprimere con i colori raffinati giochi di parole e messaggi complessi, che vanno al di là del semplice soggetto raffigurato. Persino la psicanalisi non si è tirata indietro di fronte ai capolavori del pittore.

Il giardino delle delizie terrene

Un frame del filmHD

Questo trittico, datato tra il 1480 e il 1490, si trova al Museo del Prado. L’opera è forse la più complessa di Bosch e rappresenta diverse scene bibliche, con lo scopo di descrivere l’intera storia dell’umanità vista dal punto di vista cristiano diffuso nel Medioevo.

Il trittico è formato da un pannello quadrato centrale e da due laterali che, una volta richiusi, mostrano la Creazione. Una volta aperto, invece il trittico mostra, da sinistra verso destra: l’incontro tra Adamo ed Eva, avvenuto sotto la presenza di Dio, il giardino delle delizie, in cui uomini e creature fantastiche convivono e, infine, la visione dell’inferno.

Un frame del filmHD

Così come l’intera opera di Bosch, anche questo quadro presenta diversi livelli di lettura. Può essere ammirato dal punto di vista formale, apprezzando la tecnica e la maestria di Bosch, oppure può essere letto, cercando il significato di ogni figura e intraprendendo così un viaggio particolarmente complesso. Proprio questa duplicità sembra pervadere l’opera sotto tutti i punti di vista possibili: c’è una fusione tra commedia e tragedia, i colori accessi fanno da contraltare a una complessità compositiva, e il significato stesso dell’opera ci porta di fronte a momenti di suspense e altri di redenzione, di esaltazione ora della vita ora della morte. Sembra che il significato sfugga, rapito da un’altra scena, come se fosse un’opera che mai si potrà comprendere nella sua totalità, ma da cui è impossibile non venire affascinati e rapiti.

Bosch. Il giardino dei sogni

Diretto dal regista José Luís López Linares, il documentario Bosch. Il giardino dei sogni si inserisce all’interno del progetto della Grande Arte al Cinema, distribuito da Nexo Digital e dai media partner Sky Arte HD e Mymovies. Il documentario ha visto la partecipazione di diverse figure di spicco del mondo dell’arte e della cultura: Miquel Barceló, Salman Rushdie, Orhan Pamuk, Cees Nooteboom, Ludovico Einaudi, e ancora Pilar Silva, curatore della mostra su Bosch al Museo Nazionale del Prado. I racconti di questi grandi nomi parlano del trittico di Bosch come di “un’allucinazione data dalla febbre alta”, di un’opera “teatrale”, c’è chi ci vede “caos, dolore e paura”. Letture diverse, impressioni contrastanti che non fanno altro che confermare la complessità dell’opera di Bosch e tutti i livelli di significato che ha saputo imprimere con la sua arte.

Un frame del fillmHD

Siete pronti a sprofondare in uno dei più grandi capolavori della storia dell’arte? L’appuntamento è il 7 e l’8 novembre nei !

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